Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
26 Gennaio - 01 Febbraio 2020
Tempo Ordinario III, Colore verde
Lezionario: Ciclo A | Anno II, Salterio: sett. 3

Commento alle Letture

Martedì 28 gennaio 2020

«Ecco mia madre e i miei fratelli!».

Venuta la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo Gesù: viene da pensare a tutti noi, fratelli del Primogenito, che con la Madre celeste stiamo cercando il Signore. Stiamo “fuori” finché non l’abbiamo trovato. Cercare Dio è l’obiettivo primario di ogni cristiano. San Benedetto nella sua Regola lo pone per i candidati come condizione indispensabile per entrare a far parte della famiglia religiosa. L’incontro personale con Gesù è il punto di partenza e di arrivo per ognuno di noi. È indispensabile però aprire l’orecchio del cuore e mettersi in ascolto: Gesù parla con autorità e già con la forza della sua Parola e della sua persona, crea con coloro, che l’ascoltano, un vincolo di comunione. Ecco perché Gesù, informato che la Madre e suoi fratelli lo stanno cercando, afferma e interroga: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». La risposta di Gesù: «Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre». Tesse sicuramente un vero splendido elogio della Madre sua, la donna dell’ascolto, dell’”eccomi” e poi di tutti coloro che, come lei, i docili ascoltatori della Parola, la incarnano nella vita, nella fede, nel compiere incondizionatamente la volontà di Dio. Sappiamo poi che la Parola fatta carne ci nutre e ci fonde con Cristo nel suo corpo e nel suo sangue. Così, a pieno titolo, diventiamo realmente fratello, sorella e madre di Cristo Gesù. Quale onore, quale impegno per noi cristiani!


Apoftegmi - Detti dei Padri

Chiese ad Evagrio: Che vita dobbo condurre? Rispose: Considera una giara di vino che per lungo tempo è rimasta a riposare, allo stesso posto, senza essere rimossa: che vino chiaro, decantato, profumato, essa prepara! Ma se è trasportata qua e là, prepara un vino torbido, denso, che ha il sapore della feccia. Paragona te stesso a questa giara, e fa una esperienza utile.


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

QUALI SONO GLI STRUMENTI DELLE BUONE OPERE

Non essere superbo. Non dedito al vino. Non mangione. Non dormiglione. Non pigro. Non ingiurioso. Non maldicente. Riporre in Dio la propria speranza. Quando si scorge in sé qualcosa di buono, lo si attribuisca a Dio e non a se stesso. Il male invece si sia convinti che è opera propria e lo si imputi a sé.

Cap.4,34-43.