Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
26 Gennaio - 01 Febbraio 2020
Tempo Ordinario III, Colore verde
Lezionario: Ciclo A | Anno II, Salterio: sett. 3

Commento alle Letture

Lunedì 27 gennaio 2020

La bestemmia che nega l’Amore.

I santi in cielo cantano alla misericordia di Dio; per quell’amore hanno raggiunto la meta e ne godono per l’eternità; in vita ripetutamente ne beneficiamo nei sacramenti, come fonte di perdono e di riconciliazione. La malvagità dei soliti nemici di Gesù, ottenebrati dal male, nella loro cecità, dicevano: “Costui è posseduto da Beelzebul e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Giungono a dire in modo blasfemo e sacrilego che Gesù, splendore della gloria di Dio e rivelazione della sua immensa bontà e misericordia, era posseduto da uno spirito impuro. Attribuiscono a Gesù rinnegando così la sua divinità, nella spudorata menzogna, quello che essi erano realmente, assecondando nell’insanabile orgoglio le suggestioni diaboliche. Gesù a quel punto deve far comprendere tutto il peso e la gravità di quel peccato dicendo in modo solenne: “In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna”. Spogliare il Signore della sua più sublime virtù, della sua stessa essenza, bestemmiando così contro l’Amore, ci si priva volontariamente della possibilità del perdono; si ripercorre così personalmente il tristissimo percorso che ha scatenato l’inferno. Quando spegniamo e lasciamo morire la misericordia nasce l’inferno. Rifiutando e rinnegando l’Amore in Dio si rinnega il perdono e si rifiuta la misericordia. Così è accaduto a Satana, così accade inevitabilmente ai suoi seguaci. Ci conviene ripetere frequentemente: “Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui”.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Rimani nella tua cella ed essa ti insegnerà ogni cosa": così abba Mosè si rivolge al discepolo inquieto e tormentato dai cattivi pensieri.


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

QUALI SONO GLI STRUMENTI DELLE BUONE OPERE

Non portare a compimento i moti dell'ira. Non riservarsi un tempo per sfogare lo sdegno. Non nutrire inganno nel cuore.
Non dare pace falsa. Non abbandonare la carità. Non giurare, per non correre il rischio di spergiurare. Dire la verità col cuore e con la bocca. Non rendere male per male.
Non fare torti e sopportare pazientemente quelli che si ricevono. Amare i nemici. Non maledire quelli che ci maledicono, ma piuttosto benedirli. Sopportare la persecuzione per causa della giustizia.

Cap.4,22-33.