Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
07 - 13 Aprile 2019
Tempo di Quaresima V, Colore viola
Lezionario: Ciclo C, Salterio: sett. 1

Commento alle Letture

Mercoledì 10 aprile 2019

La verità vi farà liberi.

“Dio ha mandato il suo angelo e ha liberato i suoi servi”. È la gioiosa e grata affermazione dei tre giovani, usciti illesi dalla fornace ardente”. Sulla stessa scia prega il salmista: “Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano. I giusti invece si rallegrano, esultano davanti a Dio e cantano di gioia” e altrove: Il nostro Dio è un Dio che salva; il Signore Dio libera dalla morte. Gesù ci indica la via per conseguire salvezza e libertà: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». È un salutare ed essenziale progetto di vita quello che ci impegna come battezzati e credenti a nutrirci costantemente di Verità e d’Amore per godere dei benefici della redenzione e essere davvero liberi. L’errore infatti ci disorienta, ci spinge a compiere scelte sbagliate e di conseguenza restarne vittime fino a diventarne schiavi. Privi della protezione divina non ci sentiamo amati e non siamo capaci di amare e facilmente poi cadiamo nella tentazione e nel peccato. La inevitabile conseguenza: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato». Se invece sei battezzato in Cristo nel suo sangue, non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei anche erede per volontà di Dio”. La Parola ci sta indicando il percorso verso la santa Pasqua, verso la redenzione, verso la libertà dei figli di Dio.
Ascolto la Parola di Dio con l’orecchio del cuore.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Pazienza

L'abba Pastor diceva: «Quali che siano le tue pene, la vittoria su di esse sta nel silenzio».

Un giorno che i fratelli si erano riuniti a Scete, alcuni anziani vollero mettere alla prova l'abba Mosè: si fecero sprezzanti e gli dissero: «Perché questa specie di etiope viene tra noi?». L'abate tacque udendo queste parole. Di ritorno dall'assemblea, quelli che lo avevano ingiuriosamente trattato gli dissero: «Non sei turbato?». Egli rispose: «Sono turbato, ma non dico niente».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

I VECCHI E I FANCIULLI

Sebbene la natura umana sia per se stessa portata a compassione verso queste due età, cioè dei vecchi e dei fanciulli, tuttavia è bene che intervenga in loro favore anche l'autorità della Regola. Si tenga sempre conto della loro debolezza e non si applichi affatto ad essi il rigore della Regola riguardo al vitto; si abbia piuttosto verso di loro un'amorevole condiscendenza e anticipino pure le ore regolari dei pasti.

Cap.37,1-3.