Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
18 - 24 Novembre 2018
Tempo Ordinario XXXIII, Colore verde
Lezionario: Ciclo B | Anno II, Salterio: sett. 1

Commento alle Letture

Domenica 18 novembre 2018

“Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.

La liturgia di questa domenica, i cui accenti già preludono al Tempo dell'Avvento imminente, è soffusa di speranza e di consolazione, velate alquanto da un linguaggio apocalittico. “Dopo quella tribolazione - così inizia il Vangelo - viene descritto lo svolgimento di una catastrofe cosmica, è come dire, che è in atto un evento divino. Su tutto prevale la consapevolezza e la speranza che l'avvenimento decisivo, il senso ultimo della nostra vita e di quella dell'intera umanità, non sono ancora perfettamente avverate, ma stanno per esserlo, in relazione alla venuta del Figlio dell'uomo. La grande notizia del Vangelo è che Gesù si è offerto per la salvezza di tutti. In lui le promesse di Dio si sono compiute. Così si offre allo sguardo degli eletti la figura vittoriosa di Cristo: “Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria”. I segni della morte non ci sono più; Cristo ritorna vincitore. Ecco la novità che è stata preparata per coloro che hanno saputo affrontare la battaglia della fede, resistere alla seduzione dei falsi profeti, rimanendo tenacemente ancorati alla parola di Cristo, e soffrire per la causa del Vangelo. “Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti”. Il tempo della prova avrà fine. La speranza dei credenti è rivolta verso questa grande liberazione. Vengono indicati i segni “quando il fico mette le foglie, voi sapete che l'estate è vicina”, l'avverarsi di questi eventi. Gesù non si interessa delle date. Ciò che importa è la certezza della sua venuta finale e la necessità della perseveranza nel bene. Per questa sua venuta gloriosa, Gesù impegna se stesso con una solenne affermazione: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”. Impegniamoci nel fluire del tempo, sapendo di essere costruttori della storia della salvezza, insieme con Cristo.


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

VESTI E CALZATURE DEI FRATELLI

Per l'arredamento del letto bastino un pagliericcio, una coperta leggera, una coperta di lana e il guanciale. Però i letti devono essere di frequente ispezionati dall'abate, per vedere se vi si nasconda qualcosa di proprietà privata. E se vi si trovasse qualcosa non ricevuta dall'abate, quel monaco sia sottoposto a gravissima punizione. E affinché sia estirpato fin dalle radici questo vizio della proprietà, l'abate dia tutto ciò che è necessario, cioè: cocolla, tunica, calze, scarpe, cinturone, coltello, stilo, ago, fazzoletti, tavolette, in modo da togliere ogni pretesto di necessità. Tuttavia l'abate tenga sempre presente quel detto degli Atti degli Apostoli, che veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno (At 4,35). Così anche lui prenda in considerazione le necessità dei più deboli, non la cattiva volontà degli invidiosi; in ogni sua decisione pensi però al giudizio di Dio.

Cap.55,15-22.