Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
13 - 19 Maggio 2018
Tempo di Pasqua VII, Colore bianco
Lezionario: Ciclo B, Salterio: sett. 3

Commento alle Letture

Martedì 15 maggio 2018

Padre, glorifica il tuo Figlio.

Nel brano evangelico di oggi siamo nel cosiddetto discorso sacerdotale, nel quale Gesù ci lascia vedere la profondità del suo cuore e ci svela quali sono le ansie e i sentimenti di questo cuore. Ecco quello che possiamo apprendere: in primo luogo il cuore di Cristo è come divorato dal desiderio del Padre suo. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: "Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio tuo glorifichi te". Sappiamo dall'evangelista Giovanni il significato che assume il verbo: glorificare. La croce è la glorificazione del Padre, è il mistero dell'amore obbediente di Cristo Signore e dell'amore fraterno per tutti noi. Ed ecco l'ansia di glorificare il Padre, ansia che non si ferma dinanzi alla croce e che ci da la misura di quale dev'essere anche il nostro desiderio di glorificare il Padre che chiamiamo con questo nome e che tale è nei nostri riguardi. Se gli occhi di Gesù sono 'alzati al cielo', nell'atteggiamento di chi implora il Padre, di fatto il suo sguardo del cuore è posato su "gli uomini che il Padre gli ha dato dal mondo", affidandoli a lui. A loro Gesù "ha fatto conoscere" la realtà profonda e misteriosa del Padre, e ha trasmesso le parole da lui ricevute. Se il Padre deve glorificare Gesù, lo faccia anche prendendo questi credenti sotto la sua protezione. Proprio l'andata di Gesù al Padre rende necessaria e urgente questa fervida intercessione. Anche noi che ora abbiamo ascoltato queste parole, ci sentiamo posti da questa supplica nelle mani del Padre, e viviamo la nostra appartenenza terrena nella fiducia del Signore. E' bello e consolante sapere che Gesù ha pregato e continua a pregare così per noi, ancora in cammino per le vie del mondo.


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

COME DEVONO ESSERE ACCOLTI GLI OSPITI

Alla foresteria sia pure designato un fratello dall'animo pieno di timor di Dio; in essa si dispongano un numero sufficiente di letti arredati, in modo che la casa di Dio sia amministrata con saggezza e da uomini saggi. Con gli ospiti poi non si intrattenga in alcun modo e non parli se non chi ne abbia ricevuto il permesso; ma se qualcuno li incontra o li vede, li saluti umilmente, come abbiamo detto e, chiesta la benedizione, passi oltre dicendo che non gli è consentito fermarsi a conversare con gli ospiti.

Cap.53,21-24.