Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
08 - 14 Gennaio 2006
Tempo Ordinario I, Colore verde
Lezionario: Ciclo B | Anno II, Salterio: sett. 1

Commento alle Letture

Martedì 10 gennaio 2006

Il potere sui demoni è segno della presenza del regno di Dio.

La presenza dell'Emmanuele è la presenza del regno di Dio poiché Cristo è il regno di Dio. Questa sua presenza incuta paura e desta preoccupazione per lo spirito immondo che dichiara: "sei venuto a rovinarci?". Tutte le creature sono pieni della sua grazia. Egli è venuto per liberare l'uomo posseduto da questi spiriti immondi. Il suo potere prevale su quello dello spirito immondo e lo scaccia tramite la parola che è efficace, autorevole e più forte delle potenze del male. Non vuole creare un dialogo con lui e non si lascia prendere dalla falsa riconoscenza di questo spirito immondo: Io so che tu sei il Santo di Dio. La presenza di Gesù Cristo è già una rovina e l'instaurazione del regno di Dio sulla terra è una dispersione e una vittoria sul male. Su di noi che ascoltiamo la sua parola e la mettiamo in pratica, lo spirito immondo non può prevalere perché lo Spirito Santo opera in noi. Se egli opera in noi e la sua parola è in noi, lo spirito immondo non trova posto in noi. Dove Dio è o viene accolto, lo spirito immondo non trova posto e dove il regno dei cieli è instaurato e ha posto le basi, il regno di satana non può porre le radici. Chi accoglie la parola di Dio accoglie Cristo e non è più sotto il dominio dello spirito immondo, del male. Lo "spirito immondo" sono le nostre abitudini contrarie alla parola accolta, a Cristo. Accogliere Cristo, mette in discussione tutto se stesso richiede un cambiamento. I santi di cui celebriamo la memoria sono degli esempi. San Pietro Orseolo accettò di mettersi in discussione e non volle conservare le proprie abitudini mondane quando entrò nel monastero per condurre una vita austera nella preghiera e nella penitenza. Egli ha accolto la parola perché Cristo è la sua salvezza. Come lo fece anche sant' Aldo che s'immerse nella compagnia di Dio e in presenza di Dio per vivere con Dio e star quieto dominando le passioni e il tumulto del mondo. Così anche san Gregorio di Nissa che era animato da un desiderio della vision di Dio e propenso verso il futuro per giungere al premio, dimenticando il passato. Egli vuole essere sempre in amicizia con Dio poiché essere lontano da essa, è un terribile male.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Beati quelli che sanno ridere di sé: non finiranno di divertirsi!


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

VARIE SPECIE DI MONACI E LORO VITA

È noto che quattro sono le specie di monaci. La prima è quella dei cenobiti, cioè di coloro che vivono in monastero, militando sotto una regola e un abate. La seconda specie è quella degli anacoreti o eremiti; cioè di coloro che, non per un fervore da principianti nella vita monastica ma per un lungo tirocinio in monastero, resi ormai esperti con l'aiuto di molti, hanno imparato a combattere contro il diavolo e, ben addestrati, attraverso la lotta sostenuta insieme ai fratelli, per il combattimento da soli nell'eremo, sono ormai capaci, senza il conforto di altri ma unicamente con mani e braccia proprie, a lottare sicuri, con l'aiuto di Dio, contro i vizi della carne e dei pensieri.

Cap.1,1-5.