Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
17 - 23 Ottobre 2004
Tempo Ordinario XXIX, Colore verde
Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 1

Domenica 17 ottobre 2004    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-17.html

XXIX Domenica del Tempo Ordinario - Anno C - Colore: verde

LETTURE: Es 17, 8-13; Sal 120; 2 Tm 3, 14 - 4, 2; Lc 18, 1-8.

Commento: La preghiera ossigeno dell'anima

Nella prima lettura che la liturgia oggi ci propone, possiamo notare che la vita cristiana non e una vita da deresponsabilizzati, trascorsa nell'ozio e nella tranquillità. Già la sola ricerca di Dio porta a vivere nel combattimento quotidiano, ogni giorno siamo chiamati a scoprirlo e sceglierlo come unico Dio della nostra vita. L'arma potente e vincente per sostenere il combattimento è la preghiera. Mosè è un uomo che Dio si è scelto come condottiero del suo popolo e la sua docilità facilmente lo rende strumento d'intercessione. Il brano non ci da le parole pronunciate da Mosè durante la preghiera ma ne mette in evidenza l'atteggiamento che è quello di una preghiera esistenziale. Le mani alzate sono un grido d'aiuto a Dio. La preghiera è dunque la luce dell'anima. Mosè ritto sul colle porta tra le mani il "bastone di Dio", uno strumento che già precedentemente nella storia degli Israeliti compie le opere di Dio ed ha un ruolo vincente. Questo indica che il vero protagonista, combattente e responsabile della vittoria è il Signore. Noi siamo impossibilitati ad intraprendere per noi la difesa, l'unico che può soccorrerci e difenderci è Dio. E quando Dio interviene? Quando viene meno ogni speranza umana, quando sperimentiamo la nostra miseria, il nostro niente e non possiamo che sperare in Lui solo. In diversi passi dell'Antico Testamento vediamo che ogni qual volta il popolo d'Israele confida in Dio rinunciando alle proprie forze, alla gloria, alla menzogna e crede nell'efficacia della preghiera e ha fiducia in Lui non soccombe al nemico ma ne è vittorioso.
Dobbiamo riconoscere Dio come il Dio della storia che fa bene ogni cosa, anche quando ci prova per ricondurci a Sé. Noi non viviamo che nel palmo della sua mano. Egli vigila sempre su di noi con la sua amorosa protezione rispettando la libertà che Lui stesso ci ha donato e che col peccato noi abbiamo snaturato e pervertito. Nulla accade per caso ma tutto è voluto o permesso da Dio. L'esito della battaglia tra Giosuè e Amalek dipende dalle mani di Mosè quando le alza prevale Israele, cioè quando riconosciamo Dio come nostro Padre e fiduciosi gridiamo a Lui senza farci scoraggiare e prevalere dal dolore, delusione, contrarietà, persecuzioni e sfiducia in Lui siamo più che vincitori. Invece quando le fa cadere per la "stanchezza" è Amalek che vince, cioè quando ci lasciamo sopraffare dalla debolezza perché non crediamo più in Dio come Colui che è Amore e smettiamo di gridare e vivere intimamente con Lui, ecco che il nemico ci sconfigge e diveniamo vittime di noi stessi, della mentalità del mondo, delle affascinanti e ingannevoli tentazioni del demonio: dell'accidia, dell'ira, della sensualità, della cupidigia, e tutto è più potente di noi,ci schiaccia e ci uccide. La preghiera, allora deve essere continua, incessante e inopportuna così come ci viene detto anche dal Vangelo di oggi. E' dalla preghiera che prendiamo vita e ci rinnoviamo. Un altro punto da notare in questo passo dell'Esodo è la collaborazione di Aronne e Cur. Ecco che la preghiera non è solitaria ma coadiuvata da altri, questo deve spronarci a non chiuderci in noi stessi, l'orgoglio non deve far pesare il fallimento, ma dobbiamo avere la semplicità e l'umiltà di chiedere aiuto, di lasciarci aiutare da chi Dio mette al nostro fianco e anche darlo a chi ce lo chiede. La preghiera di Mosè sul colle si trasforma in azione sul campo permettendo a Giosuè di sconfiggere Amalek, il nemico che è l'ostacolo per raggiungere la Terra Promessa, la nostra Vita Eterna. Questo ci rivela come Mosè e Giosuè si completano nel compiere l'opera di Dio, mostrandoci come la contemplazione e l'azione non si escludono ma si fondono e si alimentano così come ce l' ha trasmesso il nostro caro Patrono d'Europa, S. Benedetto da Norcia avendolo pienamente capito e vissuto nelle tappe di esperienza della sua vita. La seconda lettura ci dice che la preghiera è anche ascolto e risposta alla Parola di Dio. Per metterci in ascolto è necessario avere tanta umiltà poiché la Parola provoca sempre un giudizio perché rivela la verità di Dio ai nostri cuori e guai a noi a soffocarla. Dobbiamo sottometterci ad essa per riceverla come grazia che ci porta alla Vita Eterna . La Parola sarà sempre inopportuna perché è controcorrente rispetto alle nostre viltà ed egoistiche preferenze. E' bello annunciare Cristo risorto? E che prima è morto sulla croce? perché la croce sarà sempre follia per i pagani e scandalo per i Giudei! E annunciarlo a chi?Prima di tutto a noi stessi e poi agli altri e non solo con le parole ma con i fatti. Lasciamoci giudicare dalla Parola per trovarci completi e ben preparati per ogni opera buona. Luca ci dice che la preghiera non è un rituale magico ma è autentica ed efficace nella misura in cui è libera. Dio che è il Santo ed Eterno Giudice si lascia "violentare" ben volentieri da chi lo prega con perseveranza e fede.

Antifona d'Ingresso

Io t'invoco, o Dio, poiché tu mi rispondi; * tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole. * Custodiscimi come pupilla degli occhi, * all'ombra delle tue ali nascondimi. (Sal 16, 6.8)

Atto Penitenziale

Nel giorno in cui celebriamo la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, anche noi siamo chiamati a morire al peccato per risorgere alla vita nuova. Riconosciamoci bisognosi della misericordia del Padre.

C: Signore, che sei la pienezza di verità e di grazia, abbi pietà di noi.
A: Signore, pietà.
C: Cristo, che ti sei fatto povero per arricchirci, abbi pietà di noi.
A: Cristo, pietà.
C: Signore, che sei venuto a fare di noi il tuo popolo santo, abbi pietà di noi.
A: Signore, pietà.

C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.
A: Amen.

Gloria

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini, amati dal Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

Colletta

—(antica)—
Dio onnipotente ed eterno, + donaci di orientare sempre a te la nostra volontà + e di servirti con cuore sincero. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

—(oppure)—
O Padre, che hai accolto l'intercessione di Mosè, dona alla Chiesa di perseverare nella fede e nella preghiera fino a quando farai giustizia ai tuoi eletti che a te gridano giorno e notte. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

Es 17, 8-13

Dal libro dell'Èsodo
In quei giorni, Amalèk venne a combattere contro Israele a Refidìm.
Mosè disse a Giosuè: "Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalèk. Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio". Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle.
Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk. Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l'altro dall'altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole.
Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal 120

RIT: Il mio aiuto viene dal Signore.

Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l'aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d'Israele.

Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte.

Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.

Seconda Lettura

2 Tm 3, 14 - 4, 2

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo.
Figlio mio, tu rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall'infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù.
Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.

Alleluia.

VANGELO

Lc 18, 1-8
Dal Vangelo secondo  Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
"In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: "Fammi giustizia contro il mio avversario".
Per un po' di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: "Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi"".
E il Signore soggiunse: "Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?".

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Professione di Fede

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

Preghiera dei Fedeli

La nostra voce giunge al Signore che si china sulle nostre miserie: con la sua potenza risanatrice, ridà la vista ai ciechi, la speranza agli afflitti, la pace ai peccatori. Con la fiducia di Bartimeo, diciamo:

Donaci, o Dio, una fede viva!

Perché la Chiesa, edificio degli illuminati da Cristo, docilmente si lasci guidare e purificare dallo Spirito. Preghiamo:

Perché la luce del vangelo guarisca gli uomini da ogni cecità e sofferenza e accenda in essi la fede in Cristo figlio di Dio. Preghiamo:

Perché nessun uomo o organismo sociale osi impedire la professione e la testimonianza della fede. Preghiamo:

Perché la voce del Signore ci trovi pronti a lasciare tutto, per metterci, con la Chiesa, alla sequela del Cristo. Preghiamo:

Perché l'incontro personale col Signore che ci ha convocati alla sua mensa, sia per noi un momento di luce e liberazione. Preghiamo:

Per coloro che vivono come se Dio non ci fosse.
Per coloro che diffondono immagini e spettacoli osceni.

O Dio, che accogli il grido dei poveri, donaci di vederti in tutte le meraviglie del creato, di riconoscerti negli uomini nostri fratelli, di adorarti nel volto di Cristo Signore, parola eterna e luce vera del mondo. A te la lode nei secoli dei secoli. Amen.

Sulle Offerte

Per questi tuoi doni concedi a noi, o Signore, + di servirti con cuore libero, * perché, purificati dalla tua grazia, + siamo rinnovati dai misteri che celebriamo. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, + per Cristo Signore nostro. ** Mirabile è l'opera da lui compiuta nel mistero pasquale: * egli ci ha fatti passare dalla schiavitù del peccato e della morte alla gloria di proclamarci stirpe eletta, regale sacerdozio, gente santa, popolo che egli si è acquistato, * per annunciare in ogni luogo i tuoi prodigi, o Padre, + che dalle tenebre ci hai chiamati allo splendore della tua luce. ** E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli, * ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei cori celesti, * cantiamo con voce incessante + l'inno della tua gloria: **

Antifona alla Comunione

—(antica)—
Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme, * su chi spera nel suo amore, * per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame. (Sal 32, 18-19)

—(oppure)—
"Dio farà giustizia ai suoi eletti", dice il Signore. (Cf. Lc 18, 7)

Dopo la Comunione

La partecipazione ai doni del cielo, o Signore, + ci ottenga gli aiuti necessari alla vita presente * nella speranza dei beni eterni. Per Cristo nostro Signore.

Lunedì 18 ottobre 2004    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-18.html

XXIX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: rosso

LETTURE: 2 Tm 4, 10-17; Sal 144; Lc 10, 1-9.

Commento: Designati e mandati.

San Luca nel suo Vangelo ci racconta oggi la sua chiamata. Anch'egli, chiamato dal Signore, è entrato nel gruppo dei settantadue discepoli, che seguono e aiutano Gesù e gli Apostoli nella loro missione. È loro compito di preparare la strada al Signore nei luoghi dove egli poi sopraggiungerà per dare il suo annuncio di salvezza. Gesù innanzitutto li sollecita alla preghiera perché: "La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!". Apparentemente pare che il Signore li invii come poveri pellegrini, carichi di un gravissimo compito e spogli di ogni umana sicurezza: "Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali". Hanno il compito di guarire i malati, (Luca, che è medico, sente particolarmente l'importanza di questo compito), annunciare la pace e l'avvento del Regno di Dio a coloro che li accolgono, ma senza avere la garanzia che quei doni siano poi accolti da tutti. Dovranno radunarsi nelle piazze e scuotere la polvere dai loro calzari contro coloro che non avranno voluto riceverli e avranno rifiutato il loro annuncio. Gesù aveva già detto: "Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato". Questa, con il dono dello Spirito Santo, è l'unica garanzia di cui possono godere. Così è accaduto nel corso dei secoli e così ancora accade. La missione è sempre la medesima, le modalità sono rimaste essenzialmente identiche. Cambiano solo i protagonisti, i seguaci di Luca e degli Apostoli, i missionari e i testimoni di oggi.

Antifona d'Ingresso

Come sono belli sui monti * i piedi del messaggero che annuncia la pace, * del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza. (Is 52, 7)

Atto Penitenziale

Gesù Cristo, il giusto, intercede per noi e ci riconcilia con il Padre. Apriamo il nostro spirito al pentimento, per essere meno indegni di accostarci alla mensa del Signore.

C e A: Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.

C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.
A: Amen.

C: Signore pietà.
A: Signore pietà.
C: Cristo pietà.
A: Cristo pietà.
C: Signore pietà.
A: Signore pietà.

Gloria

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini, amati dal Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

Colletta

Signore Dio nostro, che hai scelto san Luca per rivelare al mondo con la predicazione e con gli scritti il mistero della tua predilezione per i poveri, fa' che i cristiani formino un cuor solo e un'anima sola, e tutti i popoli vedano la tua salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

2 Tm 4, 10-17

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo.
Figlio mio, Dema mi ha abbandonato, avendo preferito le cose di questo mondo, ed è partito per Tessalònica; Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Solo Luca è con me.
Prendi con te Marco e portalo, perché mi sarà utile per il ministero. Ho inviato Tìchico a Èfeso. Venendo, portami il mantello che ho lasciato a Tròade in casa di Carpo, e i libri, soprattutto le pergamene.
Alessandro, il fabbro, mi ha procurato molti danni: il Signore gli renderà secondo le sue opere. Anche tu guàrdati da lui, perché si è accanito contro la nostra predicazione.
Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Nei loro confronti, non se ne tenga conto. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l'annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal 144

RIT: I tuoi santi, Signore, dicano la gloria del tuo regno.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Per far conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.

Alleluia.

VANGELO

Lc 10, 1-9
Dal Vangelo secondo  Luca

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!". Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio"».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Preghiera dei Fedeli

Dono del Signore è la pace. L'intimità con Gesù Cristo, che mai ci abbandona, è per noi garanzia di serenità nel profondo, è gioia nelle tribolazioni. Perciò supplichiamo con fede:

O Dio che doni la pace, ascoltaci.

Ti preghiamo per la Chiesa: fa' che splenda fra gli uomini come aurora del regno e principio della nuova creazione:

Ti preghiamo per tutte le genti: si lascino convincere alla parola del vangelo e si riconcilino nella verità e nell'amore:

Ti preghiamo per chi, annunciando Cristo, si trova come agnello fra lupi: sperimenti la forza di chi pone la fiducia nella tua potenza:

Ti preghiamo per chi è indigente o abbandonato: trovi consolazione nell'amicizia e nel soccorso che viene dall'alto:

Ti preghiamo per chi si ostina nel peccato o non sa come uscirne: si lasci guarire dalla mansuetudine di Cristo:

Per i nostri sacerdoti.
Per le case che non hanno la pce.

O Signore, tu ci chiami alla mensa eucaristica perché, nutriti dell'unico pane, diventiamo un cuor solo e un'anima sola. Ti ringraziamo per la tua immensa bntà associandosi alla lode celeste, che perenne sale al Figlio e allo Spirito Santo, che con te vivono per i secoli eterni. Amen.

Sulle Offerte

Per questi santi doni concedi a noi, o Signore, di servirti con cuore libero, perché le offerte che ti presentiamo nella festa di san Luca ci guariscano dal male e ci introducano alla gloria. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, + per Cristo Signore nostro. ** Tu hai stabilito la tua Chiesa sul fondamento degli apostoli, * perché sulla terra sia segno visibile della tua santità nei secoli * e trasmetta a tutti gli uomini + gli insegnamenti che sono via al cielo. ** Per questo mistero di salvezza, * uniti a tutte le schiere degli angeli, * ora e sempre, con cuore riconoscente, + proclamiamo nel canto la tua lode: **

Antifona alla Comunione

Il Signore inviò i suoi discepoli ad annunciare in ogni luogo: * «È vicino a voi il regno di Dio». (Cf. Lc 10, 1.9)

Dopo la Comunione

Il dono ricevuto dal tuo santo altare ci santifichi, Dio onnipotente, e ci renda forti nell'adesione al Vangelo, che san Luca ha trasmesso alla tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore.

Martedì 19 ottobre 2004    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-19.html

XXIX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: rosso

LETTURE: Ef 2, 12-22; Sal 84; Lc 12, 35-38.

Commento: Vigilanza nello spirito

Continua il discorso di Gesù ai discepoli, alla folla, a tutti. Questa volta dopo l'ammonimento a lasciare le ricchezze per prepararci un tesoro nei cieli, Gesù ci invita e ci dice come attendere l'ora dell'incontro definitivo con Lui nel Paradiso. L'esistenza cristiana è appunto attesa di Colui che deve venire, che deve tornare. L'attesa diventa motivo e coraggio per affrontare le prove della vita, per darne un senso; e la vigilanza orante è un'arma per non cadere nella sfiducia, nella noia, nella stanchezza, nell'accomodarci nello stato di vita in cui ci troviamo... tanto chissà quando verrà..., ma Gesù dice: "Vegliate e pregate per non cadere in tentazione". Nel Brano odierno del Vangelo, Gesù si paragona a un padrone che va ad un banchetto di nozze. Nella cultura ebraica il banchetto può prolungarsi anche per diversi giorni, ma egli deve far ritorno a casa e nemmeno lui sa quando. "Nemmeno il Figlio dell'uomo sa qual è l'ora". Così tra l'Ascensione e la sua prossima venuta intercorre un tempo di attesa, tempo di conversione, la storia diventa luogo di salvezza, la notte ricorda la Pasqua, il passaggio dalla schiavitù alla libertà ma ci ricorda anche la morte fisica e spirituale. Notte di veglia per Dio quando liberò Israele dagli egiziani, così avviene con noi, anche se non ce ne accorgiamo Dio veglia con noi.
Questo servo ama il padrone e chi ama non riesce a prendere sonno finché l'amato non torna a casa e nell'attesa lo spirito si affina fino a sussultare al primo rumore, al primo segnale della presenza di Dio. Il tempo che il servo dona con amore al padrone rifluisce su lui stesso in tempo di vita eterna, infatti la gioia del padrone diventa la gioia del servo. Tanto che il padrone diventa servo. Questo scambio d'amore tra l'Atteso e chi attende diventa unità, beatitudine.
"Non vi ho chiamati più servi perché il servo non sa quello che fa il padrone ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l' ho fatto conoscere a voi".
Gesù non ci pone trabocchetti, anzi,da buon amico ci dà un consiglio su come attendere la sua venuta: "Pronti", "cintura ai fianchi", "lucerne accese".
Il servo si cinge i fianchi per non avere il passo intralciato dall'abito, con la lucerna accesa perché non vada a tentoni quando correrà ad aprire la porta.
"Cinto i fianchi con la verità, rivestito di giustizia, calzando lo zelo per annunciare il Vangelo della pace". Questo servo è un uomo di pace perché non obbedisce per osservare una legge, perché si sente schiavo, ma per amore al padrone. Così pur dovendo servire lo fa non con lo spirito da schiavo, ma con lo spirito dei figli di Dio che è spirito di libertà, di amicizia, di pace.
"Qui non c'è più greco o giudeo, non c'è più schiavo né libero, non c'è più uomo né donna poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù".
Il nostro santo Padre Benedetto scrive la Regola proprio per aprire una scuola del servizio del Signore (Pr. 45) dove ci vuole insegnare l'arte di servire Cristo nei fratelli. Quando il servizio è fatto per amore a Cristo ci aiuta ad essere liberi da noi stessi, dalla nostre piccole vedute per rientrare nelle più ampie vedute dell'occhio di Dio che agisce tramite uomini. Cosicché servire è regnare.

Antifona d'Ingresso

Io t'invoco, o Dio, poiché tu mi rispondi; * tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole. * Custodiscimi come pupilla degli occhi, * all'ombra delle tue ali nascondimi. (Sal 16, 6.8)

Colletta

Dio onnipotente ed eterno, + donaci di orientare sempre a te la nostra volontà + e di servirti con cuore sincero. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

Ef 2, 12-22

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni.
Fratelli, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d'Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo.
Egli infatti è la nostra pace,
colui che di due ha fatto una cosa sola,
abbattendo il muro di separazione che li divideva,
cioè l'inimicizia, per mezzo della sua carne.
Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti,
per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo,
facendo la pace,
e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo,
per mezzo della croce,
eliminando in se stesso l'inimicizia.
Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani,
e pace a coloro che erano vicini.
Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri,
al Padre in un solo Spirito.
Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d'angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal 84

RIT: Il Signore annuncia la pace al suo popolo.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.

Amore e verità s'incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

Vegliate in ogni momento pregando,
perché abbiate la forza
di comparire davanti al Figlio dell'uomo.

Alleluia.

VANGELO

Lc 12, 35-38
Dal Vangelo secondo  Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro!».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Preghiera dei Fedeli

La vita del cristiano è preparazione all'incontro con il Signore. Supplichiamo Dio Padre, per il Cristo che ci ha redento, dicendo insieme:

Insegnaci la fedeltà, o Signore:

Perché ogni cristiano, nel servizio fedele al Signore, alla Chiesa e a tutti gli uomini, prepari il mondo all'incontro con Dio Padre. Preghiamo:

Perché la grazia di Dio penetri nel cuore di tutti gli uomini e rischiari le tenebre dell'egoismo. Preghiamo:

Perché ogni salvato entri in familiarità con Dio, fonte di giustizia, di accoglienza e di servizio. Preghiamo:

Perché il sangue di Cristo, che ci ha giustificati con abbondanza di grazia, continui a riversarsi su di noi per una riconciliazione continua con i fratelli. Preghiamo:

Perché il servizio svolto dai sacerdoti sia sempre sollecito, e rifletta la disponibilità che il Cristo ha verso tutti gli uomini. Preghiamo:

Per i contemplativi.
Perché viviamo su questa terra come ospiti e pellegrini.

O Padre, che ci doni la gioia della salvezza, concedi alla nostra comunità la sollecitudine nel servizio, per meritare la beatitudine di incontrarti. Te lo chiediamo per l'obbedienza e i meriti di Cristo tuo Figlio e nostro Signore. Amen.

Sulle Offerte

Per questi tuoi doni concedi a noi, o Signore, + di servirti con cuore libero, * perché, purificati dalla tua grazia, + siamo rinnovati dai misteri che celebriamo. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, + per Cristo Signore nostro. ** In lui hai voluto rinnovare l'universo, perché noi tutti fossimo partecipi della sua pienezza. * Pur essendo nella condizione di Dio, egli svuotò se stesso, * e con il sangue versato sulla croce + pacificò il cielo e la terra. ** Per questo fu esaltato sopra ogni creatura * e divenne causa di salvezza eterna + per tutti coloro che gli obbediscono. ** E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli, * ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine delle schiere celesti, * cantiamo con voce incessante + l'inno della tua gloria: **

Antifona alla Comunione

Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme, * su chi spera nel suo amore, * per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame. (Sal 32, 18-19)

Dopo la Comunione

La partecipazione ai doni del cielo, o Signore, + ci ottenga gli aiuti necessari alla vita presente * nella speranza dei beni eterni. Per Cristo nostro Signore.

Mercoledì 20 ottobre 2004    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-20.html

XXIX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde

LETTURE: Ef 3, 2-12; Salmo da Is 12; Lc 12, 39-48.

Commento: Se sapeste a che ora…

"Se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa". Noi oggi cerchiamo di stare attenti affinché questo pericolo non avvenga, e ci barrichiamo nelle nostre case prendendo tutte le accortezze necessarie. E' vero possiamo prevenire l'uomo, ma il Figlio dell'uomo? Quando Gesù verrà non ci saranno porte blindate, sistemi di allarme, ingressi monitorati che possano tenere. Possiamo prevenire, ritardare la sua venuta con cure mediche, diete, sport e ultimi ritrovati? Possiamo difenderci dalla paura della morte esorcizzandola con il super attivismo, con preghiere, coroncine, devozioni, conferenze, letture, ma, il Figlio dell'uomo, quando verrà entrerà lo stesso perché: "le sue vie non sono le nostre vie".
Gesù è l'uomo dell'imprevisto, dell'inimmaginato, dell'eccezionale. Gesù certe volte per poterci ricentrare in Lui, per poterci unire a Lui deve, come un ladro, strapparci dalle nostre piccole o grandi sicurezze per farci sua proprietà per sempre: "Verrà (Gesù) nell'ora che non pensate", e chi immagina che quest'ora possa essere anche: Oggi? è l'oggi di Dio, "Oggi la salvezza è entrata in questa casa", "Oggi sarai con me in Paradiso", Quindi la venuta del Signore per me è: «oggi». Mi trova preparato? o faccio come Pietro che dice: Signore la dici a me questa parabola o è per chi mi vive accanto?
La risposta di Gesù è proprio per chi è chiamato, per il dono della grazia di Dio, a esercitare il "potere" di Dio che è servire e non essere servito.
Siamo chiamati a "vigilare ogni momento sugli atti della propria vita" (RB 4,48), perché può succedere di perdere nell'attesa il motivo, il perché del vegliare. Se nella nostra vita non sappiamo per Chi viviamo, per Chi ci muoviamo, può succedere di adagiarci nella nostra natura che è sempre portata a dire voglio, voglio; da qui, passare all'aggressività, ad appropriarci delle cose del padrone, il passo è breve. In questa parabola Gesù ci mette in una situazione di scelta cioè scegliere il Padrone (il Figlio dell'uomo), o il padrone (me stesso); e di avere come il servo saggio e fedele le orecchie del cuore attente alla volontà del Padre, perché un giorno non debba rattristarsi, avendoci annoverati nel numero dei suoi figli, della nostra cattiva condotta e non ci condanni alla pena eterna come servi malvagi (cfr. Pr 4.6-7).

Antifona d'Ingresso

Io t'invoco, o Dio, poiché tu mi rispondi; * tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole. * Custodiscimi come pupilla degli occhi, * all'ombra delle tue ali nascondimi. (Sal 16, 6.8)

Colletta

Dio onnipotente ed eterno, + donaci di orientare sempre a te la nostra volontà + e di servirti con cuore sincero. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

Ef 3, 2-12

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni.
Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero, di cui vi ho già scritto brevemente. Leggendo ciò che ho scritto, potete rendervi conto della comprensione che io ho del mistero di Cristo.
Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo, del quale io sono divenuto ministro secondo il dono della grazia di Dio, che mi è stata concessa secondo l'efficacia della sua potenza.
A me, che sono l'ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia: annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo e illuminare tutti sulla attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell'universo, affinché, per mezzo della Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza di Dio, secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore, nel quale abbiamo la libertà di accedere a Dio in piena fiducia mediante la fede in lui.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Salmo da Is 12

RIT: Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza.

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.

Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d'Israele.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell'ora che non immaginate,
viene il Figlio dell'uomo.

Alleluia.

VANGELO

Lc 12, 39-48
Dal Vangelo secondo  Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l'amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: "Il mio padrone tarda a venire", e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Preghiera dei Fedeli

La nostra adesione al Cristo non sempre si traduce nell'obbedienza a Dio e nella sollecitudine verso i fratelli. Presentiamo quindi al Padre la nostra preghiera:

Converti il tuo popolo, Signore.

A Pietro è stata affidata la responsabilità del gregge di Dio. Preghiamo perché il Papa divenga sempre più segno di unità tra le chiese cristiane:

L'uomo si pone spesso al servizio di falsi idoli in un paganesimo moderno che lo degrada. Preghiamo per un ritorno dell'umanità al Dio vero che non schiavizza, ma libera:

Il cristiano sa che i suoi carismi sono per il servizio dei fratelli. Preghiamo perché il nostro agire per l'uomo sia disinteressato e ricco di amore:

Ai popoli occidentali sarà richiesto molto dal Padre. Preghiamo perché la solidarietà verso i poveri sia vera e concreta:

Ciascuno di noi è amministratore di doni ricevuti dal Signore. Preghiamo perché nessuno di questi rimanga infruttuoso e sterile:

Perché il Signore ci liberi dalla tentazione del potere.
Perché tutte le Chiese si lascino evangelizzare dalla parola di Dio.

Padre misericordioso, che hai affidato alla tua Chiesa i sacramenti della salvezza, fa' che in ogni azione ella rispecchi il volto del tuo Cristo, che ha condiviso in tutto l'esperienza della nostra umanità e ora vive con te per i secoli dei secoli. Amen.

Sulle Offerte

Per questi tuoi doni concedi a noi, o Signore, + di servirti con cuore libero, * perché, purificati dalla tua grazia, + siamo rinnovati dai misteri che celebriamo. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Signore, Padre santo, + Dio onnipotente ed eterno. ** Nella tua bontà hai creato l'uomo * e, quando meritò la giusta condanna, * lo hai redento nella tua misericordia, + per Cristo Signore nostro. ** Per mezzo di lui gli Angeli lodano la tua gloria, * le Dominazioni ti adorano, le Potenze ti venerano con tremore; * a te inneggiano i cieli dei cieli e i Serafini, + uniti in eterna esultanza. ** Al loro canto concedi, o Signore, * che si uniscano le nostre umili voci + nell'inno di lode: **

Antifona alla Comunione

Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme, * su chi spera nel suo amore, * per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame. (Sal 32, 18-19)

Dopo la Comunione

La partecipazione ai doni del cielo, o Signore, + ci ottenga gli aiuti necessari alla vita presente * nella speranza dei beni eterni. Per Cristo nostro Signore.

Giovedì 21 ottobre 2004    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-21.html

XXIX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde

LETTURE: Ef 3, 14-21; Sal 32; Lc 12, 49-53.

Commento: Sono venuto a portare il fuoco sulla terra

L'urgenza che sulla terra arda il fuoco dell'Amore di Dio, si fa sentire oggi, in modo forte e chiaro nella parole di Gesù. Lui è venuto a portare quel fuoco che per essere acceso deve scaturire dalla sua morte sul legno della croce.
In virtù del battesimo di fuoco che ha affrontato Gesù, il nostro uomo interiore è stato purificato e salvato, "Con lui siete stati sepolti nel battesimo in lui anche siete stati insieme risuscitati" (Col 2,12).
Questo fuoco ricevuto nel battesimo arde oggi nel mio cuore? O ne è rimasto solo un tenue barlume? "A chi fu affidato molto...". Ad ognuno di noi è stata data questa consegna dell'amore di Dio "Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati" (Gv13,34).
Chi vuol vivere questo amore, non può non subire quello che ha subito Gesù: "Se hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi", "se hanno chiamato Beelzebul il padrone di casa, quanto più i suoi familiari" (Mt10,25). Chi si decide per Cristo e per i fratelli si prepara a diventare oggetto di opposizione, di rifiuto, di maledizione da parte del mondo e anche da parte di chi gli vive più vicino, anche da parte di chi dovrebbe essere guida o aiuto.
Gesù non ci illude promettendoci una sequela priva di sofferenza, no, non si è sottratto nemmeno Lui alle incomprensioni dei suoi: "Perché ci hai fatto così?", "E' fuori di sé".
Gesù ci aiuta ad entrare nella morte (battesimo di fuoco), per amore, per amare, per conoscere la potenza di Dio che risuscita dai morti.
Anche san Benedetto non illude il fratello che vuole entrare in monastero ma gli presenta tutte le difficoltà che la sequela comporta (cfr.RB 58), e gli dona anche una parola di conforto e di incoraggiamento quando dice: "Non abbandonare, subito preso da sgomento, la via della salvezza, che all'inizio non può essere che stretta. Ma col progredire nella conversione monastica e nella fede, dilatandosi il cuore, si corre con indicibile dolcezza d'amore sulla via dei comandamenti di Dio"(RB pr. 48-49).

Antifona d'Ingresso

Io t'invoco, o Dio, poiché tu mi rispondi; * tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole. * Custodiscimi come pupilla degli occhi, * all'ombra delle tue ali nascondimi. (Sal 16, 6.8)

Colletta

Dio onnipotente ed eterno, + donaci di orientare sempre a te la nostra volontà + e di servirti con cuore sincero. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

Ef 3, 14-21

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni.
Fratelli, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell'uomo interiore mediante il suo Spirito.
Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, e di conoscere l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.
A colui che in tutto ha potere di fare
molto più di quanto possiamo domandare o pensare,
secondo la potenza che opera in noi,
a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù
per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal 32

RIT: Dell'amore del Signore è piena la terra.

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l'arpa a dieci corde a lui cantate.

Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell'amore del Signore è piena la terra.

Il disegno del Signore sussiste per sempre,
i progetti del suo cuore per tutte le generazioni.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.

Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

Tutto ho lasciato perdere e considero spazzatura,
per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui.

Alleluia.

VANGELO

Lc 12, 49-53
Dal Vangelo secondo  Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D'ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Preghiera dei Fedeli

La parola ascoltata ci fa portatori di un fuoco d'amore che infiamma e di un messaggio che inquieta e divide. Chiediamo quindi al Padre la forza di vivere alla sequela del Cristo, dicendo:

Rendici tuoi testimoni, Signore.

Perché chi porta il nome cristiano non tema di professare la propria fede anche di fronte all'indifferenza e alla contrarietà dell'ambiente in cui vive. Preghiamo:

Perché la testimonianza della fede non acquisti mai il sapore della sfida e della supremazia, ma sia proposta umile di una verità che supera le nostre persone. Preghiamo:

Perché in ogni nucleo familiare ci sia pace e unità, grazie alla parola del Cristo che stimola alla comprensione e al perdono vicendevoli. Preghiamo:

Perché i genitori non impediscano le scelte cristiane dei loro figli, ma li aiutino a realizzarle con costanza e generosità. Preghiamo:

Perché la partecipazione a questa eucaristia rinnovi la nostra adesione al Cristo, che di dona quotidianamente la forza di essere nuove creature. Preghiamo:

Per il gruppo biblico della parrocchia.
Per i cristiani che presentano Gesù ai ragazzi.

Ascolta con bontà, o Padre, le nostre suppliche. Liberaci dal fuoco che distrugge e donaci il fuoco del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Sulle Offerte

Per questi tuoi doni concedi a noi, o Signore, + di servirti con cuore libero, * perché, purificati dalla tua grazia, + siamo rinnovati dai misteri che celebriamo. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Signore, Padre santo, + Dio onnipotente ed eterno. ** Nella tua bontà hai creato l'uomo * e, quando meritò la giusta condanna, * lo hai redento nella tua misericordia, + per Cristo Signore nostro. ** Per mezzo di lui gli Angeli lodano la tua gloria, * le Dominazioni ti adorano, le Potenze ti venerano con tremore; * a te inneggiano i cieli dei cieli e i Serafini, + uniti in eterna esultanza. ** Al loro canto concedi, o Signore, * che si uniscano le nostre umili voci + nell'inno di lode: **

Antifona alla Comunione

Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme, * su chi spera nel suo amore, * per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame. (Sal 32, 18-19)

Dopo la Comunione

La partecipazione ai doni del cielo, o Signore, + ci ottenga gli aiuti necessari alla vita presente * nella speranza dei beni eterni. Per Cristo nostro Signore.

Venerdì 22 ottobre 2004    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-22.html

XXIX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco

LETTURE: Ef 4, 1-6; Sal 23; Lc 12, 54-59.

Commento: Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?

Mentre ieri, nella Parola proposta dalla liturgia del giorno, abbiamo ascoltato come Gesù non illude il discepolo prospettandogli una sequela facile, ma, mostrandogli come possa essere anche lui oggetto di divisione; oggi Gesù parla alle folle che, sanno porre la loro attenzione, per capire se il tempo atmosferico sarà buono o cattivo, ma che non sanno, o non vogliono capire che : "il tempo buono" è in mezzo a loro; il tempo buono per la conversione è arrivato in Gesù stesso. Non capiscono il tempo in cui Dio le sta visitando (Lc 19,44). Per questo Gesù le rimprovera fortemente di ipocrisia, per farle entrare nella luce, nella verità; e quale è questa verità? I segni che Lui compie: "i cechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella". (Mt11,5)
Ma la folla nega, nasconde l'evidenza dei fatti e questo sarà palese quando lo condannerà come un malfattore alla morte di croce. Perché questa folla non sa giudicare "questo tempo di grazia del Signore"? Forse la risposta è nel versetto seguente? : "Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?"
Quando si è nel "branco" è facile farsi prendere dall'entusiasmo o dallo sdegno, dal cameratismo. Infatti questa folla sarà la stessa che passerà dall'Osanna al Figlio di David al crocifiggilo. Gesù ci chiede di capire i segni dei tempi e, come per guardare che tempo fa, ci si ferma a scrutare il cielo, così per capire i segni dei tempi nella nostra vita, bisogna fermarsi, uscire dalla folla chiassosa, dalla mentalità del mondo per aprire gli occhi dello spirito ricevuti nel battesimo, sugli occhi della carne "Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente" (Ef1,18).
Perché mentre gli occhi della carne ci fanno vedere solo ciò che torna a nostro immediato vantaggio, ma, ci conducono alla morte; così gli occhi dello spirito sul momento non ci fanno vedere un guadagno, ma ci conducono alla vita. Infatti gli occhi della carne non ci farebbero mai vedere come un guadagno, un immediato bene, il riappacificarci con il nemico, con chi ci ha fatto del male. Ma questo modo di pensare ci porterà alla morte perché allo stesso modo con cui giudichiamo saremo giudicati dal Giudice Supremo. Gesù invece ci invita a leggere i segni dei tempi, che cioè la salvezza è arrivata per tutti, anche, anzi, soprattutto per il nemico. Per questo ci dice di accordarci con l'avversario, di avere un cuore in comune, un cuore unito. Ma io avrò il cuore unito al nemico nella misura in cui avrò il mio cuore unito a quello di Cristo "Che mi ha amato quando ero malvagio e peccatore". Infatti la Parola citata da san Benedetto negli strumenti delle buone opere ci ricorda prima di tutto di amare il Signore Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Quello che segue poi sono gli strumenti di quell'arte spirituale che appunto fa sì, che il nostro uomo spirituale si affini nel vedere, nel discernere, i segni dei tempi, nelle ordinarie circostanze della vita o nelle più comuni decisioni da prendere. Anche se quest'arte sul momento non ci sembra un guadagno però sappiamo che la ricompensa la riceveremo in cielo e sarà quella che il Signore stesso ha promesso: "Ciò che occhio non vide né orecchio udì, questo Dio ha preparato per coloro che lo amano" (RB4,77).

Antifona d'Ingresso

Il Signore lo ha scelto come sommo sacerdote, * gli ha aperto i suoi tesori * e lo ha ricolmato di ogni benedizione.

Colletta

O Dio, ricco di misericordia, che hai chiamato san Giovanni Paolo II, papa, a guidare l'intera tua Chiesa, concedi a noi, forti del suo insegnamento, di aprire con fiducia i nostri cuori alla grazia salvifica di Cristo, unico redentore dell'uomo. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

Ef 4, 1-6

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni.
Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell'amore, avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal 23

RIT: Noi cerchiamo il tuo volto, Signore.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l'ha fondato sui mari
e sui fiumi l'ha stabilito.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.

Alleluia.

VANGELO

Lc 12, 54-59
Dal Vangelo secondo  Luca

In quel tempo, Gesù diceva alle folle:
«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: "Arriva la pioggia", e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: "Farà caldo", e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l'aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all'esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Preghiera dei Fedeli

Nella pienezza dei tempi, il Padre ha inviato suo Figlio nel mondo a predicare la buona notizia della salvezza. Riconoscenti del suo amore senza limiti, rivolgiamogli ora le nostre suppliche e diciamo:

Converti il tuo popolo, Signore.

Perché la Chiesa insegni all'umanità la speranza, indichi la via della pace e della concordia, evidenzi con fede i segni di Dio presenti oggi nel mondo. Preghiamo:

Perché il popolo cristiano, anche nell'avvicendarsi dei tempi e delle stagioni, riconosca la benevolenza del Padre che dona sempre cose nuove per la gioia di tutti gli uomini. Preghiamo:

Perché la lettura o l'ascolto delle notizie e avvenimenti quotidiani, si trasformi in preghiera di supplica e di intercessione, per la diffusione del regno di Dio. Preghiamo:

Perché ogni istituzione civile e religiosa si rinnovi all'ascolto delle esigenze e delle necessità emergenti per il bene comune. Preghiamo:

Perché gli ordini e le congregazioni dei religiosi si dedichino con generosità e spontaneità alle nuove forme di povertà e di emarginazione della società. Preghiamo:

Per chi non riesce più a dialogare con gli altri.
Perché il Signore ricompensi il bene compiuto dai nostri padri.

O Dio di ogni bene, che con la luce del nuovo giorno rinnovi la vita e la speranza dell'umanità, aiutaci a seguire le orme del tuo Figlio che per noi si è fatto luce delle nazioni. Egli è Dio e vive e regna con te per i secoli dei secoli. Amen.

Sulle Offerte

—(antica)—
O Dio, che in san Giovanni Paolo II hai dato alla tua Chiesa una immagine di Cristo buon pastore, per sua intercessione concedi al tuo popolo di giungere ai pascoli della vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

—(oppure)—
Accogli, o Signore, questo sacrificio del tuo popolo, perché i doni che offriamo per la tua gloria in onore di san Giovanni Paolo II siano per noi sorgente di salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, + per Cristo Signore nostro. ** Tu doni alla tua Chiesa la gioia di celebrare la festa [memoria] di san N.: * con i suoi esempi la rafforzi, * con i suoi insegnamenti l'ammaestri, + con la sua intercessione la proteggi. ** Per questo dono della tua benevolenza, * con la moltitudine degli angeli e dei santi, * cantiamo senza fine + l'inno della tua lode: **

Antifona alla Comunione

Il buon pastore dà la propria vita per le sue pecore. (Cf. Gv 10, 11)

Dopo la Comunione

I sacramenti che abbiamo ricevuto, Signore Dio nostro, accrescano in noi l'ardore della carità che infiammò la vita di san Giovanni Paolo II e lo spinse a donarsi instancabilmente per la tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore.

Sabato 23 ottobre 2004    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-23.html

XXIX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco

LETTURE: Ef 4, 7-16; Sal 121; Lc 13, 1-9.

Commento: Lascialo ancora quest'anno...

Nella pericope del Vangelo che oggi la liturgia ci propone troviamo una notizia di cronaca che nello stesso tempo interrompe e conferma quello che Gesù sta dicendo alle folle. Gesù le rimprovera di ipocrisia, di non saper leggere i segni dei tempi e la notizia di questo crimine commesso da Pilato, su quei giudei che stavano sacrificando al Tempio, è proprio il segno che la morte improvvisa ci deve spingere a pensare non al perché della morte, ma, alla nostra conversione. Questi che vengono a riferire la notizia, leggono quest'avvenimento, con gli occhi della carne e pensano come ha rivelato Gesù, che quelli sono morti per i loro peccati. Interpretando così queste morti loro stessi si autocondannano alla stessa sorte perché: "Non c'è infatti sulla terra un uomo così giusto che faccia solo il bene e non pecchi" (Qo. 7,20). Gesù li richiama a conversione, cioè a capovolgere il loro modo di lettura raccontando una parabola. In fin dei conti se loro non sono morti non è perché sono giusti ma perché Dio sta usando verso di loro ancora misericordia e pazienza aspettando che diano frutto.
Il fico è Israele, il Padrone è Dio, l'operaio è Cristo. Il fico è sterile, come sterile è l'osservanza della legge e di tutta la precettistica di quel tempo; questa pianta è stata curata ricevendo la Legge, i Profeti, il Tempio e per ultimo lo stesso Figlio di Dio, ma frutti non ce ne sono.
Il contadino intercede chiedendo ancora un anno di grazia; sarà l'anno in cui Cristo ha concimato la pianta con il suo stesso sangue? Cristo intercede per noi presso il Padre come Mosè, come Abramo. La misericordia di Dio è infinita, come infinito è il suo amore per noi, ma la sua misericordia non può salvarmi senza il mio consenso, come dice sant'Agostino: "Lui che ti ha creato senza di te, non può salvarti senza di te".
Così il Signore ci invita ancora una volta, oggi, a conversione: "Se oggi ascoltate la sua voce non indurite i vostri cuori", e la sua voce ci richiama nei fatti della vita; come abbiamo già detto anche in quelli più banali. In essi il cristiano intelligente, che sa leggere dentro il fatto, vede la misericordia di Dio per lui.
E la sua voce ci richiama anche a vedere da che parte stiamo quando vediamo o viviamo situazioni che a noi sembrano sterili. Ci ergiamo a puntare il dito? e a dire: "Taglialo" non è giusto che sfrutti il terreno, cioè ci mettiamo noi al posto di Dio giudice? "La valutazione della colpa spetta all'Abate" (RB 24,2) o forse non è che siamo chiamati ad essere piuttosto operai? "E tutti preghino per lui" (RB 27,4).
La preghiera assidua e vicendevole è il concime che nutre il campo della vita comune, il campo del "nostro vicino" affinché portiamo frutti di misericordia gli uni per gli altri ed entrare così tutti insieme nella vita eterna.

Antifona d'Ingresso

Io t'invoco, o Dio, poiché tu mi rispondi; * tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole. * Custodiscimi come pupilla degli occhi, * all'ombra delle tue ali nascondimi. (Sal 16, 6.8)

Colletta

Dio onnipotente ed eterno, + donaci di orientare sempre a te la nostra volontà + e di servirti con cuore sincero. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

Ef 4, 7-16

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni.
Fratelli, a ciascuno di noi, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto:
«Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri,
ha distribuito doni agli uomini».
Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.
Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all'uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.
Così non saremo più fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all'errore. Al contrario, agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo. Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, cresce in modo da edificare se stesso nella carità.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal 121

RIT: Andremo con gioia alla casa del Signore.

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore.

Secondo la legge d'Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

Io non godo della morte del malvagio, dice il Signore,
ma che si converta dalla sua malvagità e viva.

Alleluia.

VANGELO

Lc 13, 1-9
Dal Vangelo secondo  Luca

In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: "Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest'albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?". Ma quello gli rispose: "Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l'avvenire; se no, lo taglierai"».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Preghiera dei Fedeli

Invochiamo, con sentimenti filiali, Dio nostro Padre, lento all'ira e grande nell'amore. Preghiamo insieme, dicendo:

Liberaci dal male, Signore.

Perché la Chiesa, con le parole e le opere, sia un continuo richiamo alla conversione, che porta gli uomini alla vera libertà dei figli di Dio. Preghiamo:

Perché l'impegno sociale dei credenti superi la diplomazia e la ragione di stato, per una giustizia evangelica frutto di carità e di amore. Preghiamo:

Perché ogni cristiano eserciti il proprio ministero con attenzione particolare alle persone in difficoltà o segnate da sofferenze fisiche o morali. Preghiamo:

Perché i giovani riscoprano la loro vocazione alla vita, attraverso un impegno coerente con il messaggio del vangelo. Preghiamo:

Perché la nostra comunità impari la pazienza di Dio e abbia il coraggio di seminare gratuitamente la sua parola in tutti i luoghi e in tutti gli uomini. Preghiamo:

Perché il Signore ci liberi dalla morte improvvisa.
Per la riscoperta delle opere penitenziali.

Accogli, o Padre, la nostra preghiera: la tua grande misericordia converta i nostri cuori perché, liberi da ogni male, possiamo godere della vita del tuo Figlio Gesù Cristo che vive e regna con te per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Sulle Offerte

Per questi tuoi doni concedi a noi, o Signore, + di servirti con cuore libero, * perché, purificati dalla tua grazia, + siamo rinnovati dai misteri che celebriamo. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Signore, Padre santo, + Dio onnipotente ed eterno. ** Tu non hai bisogno della nostra lode, ma per un dono del tuo amore ci chiami a renderti grazie; * i nostri inni di benedizione non accrescono la tua grandezza, * ma ci ottengono la grazia che ci salva, + per Cristo Signore nostro. ** E noi, con tutti gli angeli del cielo, * innalziamo a te il nostro canto * e proclamiamo con gioia + la tua gloria: **

Antifona alla Comunione

Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme, * su chi spera nel suo amore, * per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame. (Sal 32, 18-19)

Dopo la Comunione

La partecipazione ai doni del cielo, o Signore, + ci ottenga gli aiuti necessari alla vita presente * nella speranza dei beni eterni. Per Cristo nostro Signore.

Domenica 24 ottobre 2004    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-24.html

XXX Domenica del Tempo Ordinario - Anno C - Colore: verde

LETTURE: Sir 35,15-17.20-22; Sal 33; 2 Tm 4,6-8.16-18; Lc 18, 9-14.

Commento: Fede e umiltà.

Un giorno suonò alla porta del nostro Monastero un giovane che distribuiva i nuovi elenchi telefonici del 2005. A prima vista appariva come uno dei tanti ragazzi sbandati che non sanno mai da che parte andare; egli lo confermò dicendo che quando gli era stato risposto al portone con il saluto: "Sia lodato Gesù Cristo", lui aveva risposto: "Non ci credo".
Quando si sentì dire che noi gli volevamo bene lo stesso e che avremmo pregato per lui perché si lasciasse incontrare da Gesù Cristo, si commosse profondamente, scusandosi perché lui era così e per averlo manifestato in modo tanto aperto, ci chiese di pregare per lui.
Questo piccolo episodio di vita quotidiana, e come questo ce ne capitano molti, ci invita a riflettere e a guardare nel nostro cuore, proprio in questa domenica in cui la Parola di Dio ci fa interrogare sulla nostra fede e sul nostro rapporto con lui.
Il Vangelo ci parla del Fariseo e del Pubblicano, due categorie di persone: in esso ci viene offerto un insegnamento sulle condizioni interiori della preghiera. Il fariseo appartiene alla setta dei "separati", dei puri, degli osservanti della legge e dei comandamenti e delle moltiplicazioni delle opere. Quanto dice di sé è vero, ma è proprio questo che lo rende "impuro" davanti a Dio perché egli si crede in diritto di giudicare gli altri, addirittura di sentirsi superiore ad essi. Il pubblicano, esattore delle tasse per l'Impero Romano, è davvero un peccatore, ma egli ne è consapevole e lo manifesta nel suo atteggiamento esteriore, non osa né mettersi avanti nel tempio, né alzare gli occhi. Si batte invece il petto consapevole della sua triste situazione. La preghiera dei due uomini esprime la loro vita.
Il pubblicano tornò giustificato a differenza dell'altro "perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato".
Il nostro Santo Padre Benedetto nella sua Regola ci invita a non disperare mai della misericordia di Dio (RB 4).
Anche la prima lettura ci fa vedere come Dio si china verso chi è umile, la Scrittura ci mostra che la preghiera del povero sale fino a lui.
"La preghiera dell'umile penetra le nubi, finché non sia arrivata non si contenta, non desiste finché l'Altissimo non sia intervenuto rendendo soddisfazione ai giusti e ristabilendo l'equità" (Sir 35,17).
Bisogna sapere attendere e credere che "presso di lui non vi è preferenza di persone".
Oggi siamo destinati a premere un pulsante e subito qualcosa si accende, si hanno immagini, risultati. Dio mantiene le promesse, ma i suoi tempi non sono i nostri e noi dobbiamo fidarci di lui che è fedele.
S. Paolo nelle seconda lettera a Timoteo ha il presentimento della sua fine imminente e ci comunica la sua vita vissuta come un combattimento, nel quale ha però conservato la fede. Sa di essere stato uno strumento per il Signore, per lui ha combattuto, e lottato perché sia annunziato, il Vangelo, la Buona Notizia e ora attende la "corona di giustizia" da Dio giusto giudice.
Quanto incoraggiamento per noi che a volte ci sentiamo soli a combattere le nostre battaglie per la fede o anche soli per la giustizia, la pace, il bene! Il Signore conosce tutto di noi, il nostro cuore, quello che gli altri non vedono o giudicano male. In lui solo la nostra speranza e la nostra pace!

Antifona d'Ingresso

Gioisca il cuore di chi cerca il Signore. * Cercate il Signore e la sua potenza, * cercate sempre il suo volto. (Sal 104, 3-4)

Atto Penitenziale

All'inizio di questa celebrazione eucaristica, chiediamo la conversione del cuore, fonte di riconciliazione e di comunione con Dio e con i fratelli.

C: Pietà di noi, Signore.
A: Contro di te abbiamo peccato.
C: Mostraci, Signore, la tua misericordia.
A: E donaci la tua salvezza

C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.
A: Amen.

Gloria

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini, amati dal Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

Colletta

—(antica)—
Dio onnipotente ed eterno, + accresci in noi la fede, la speranza e la carità, * e perché possiamo ottenere ciò che prometti, * fa' che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

—(oppure)—
O Dio, che sempre ascolti la preghiera dell'umile, guarda a noi come al pubblicano pentito, e fa' che ci apriamo con fiducia alla tua misericordia, che da peccatori ci rende giusti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

Sir 35,15-17.20-22

Dal libro del Siràcide.
Il Signore è giudice
e per lui non c'è preferenza di persone.
Non è parziale a danno del povero
e ascolta la preghiera dell'oppresso.
Non trascura la supplica dell'orfano,
né la vedova, quando si sfoga nel lamento.
Chi la soccorre è accolto con benevolenza,
la sua preghiera arriva fino alle nubi.
La preghiera del povero attraversa le nubi
né si quieta finché non sia arrivata;
non desiste finché l'Altissimo non sia intervenuto
e abbia reso soddisfazione ai giusti e ristabilito l'equità.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal 33

RIT: Il povero grida e il Signore lo ascolta.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.
Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.

Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.

Seconda Lettura

2 Tm 4,6-8.16-18

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo.
Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Nei loro confronti, non se ne tenga conto. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l'annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone.
Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo,
affidando a noi la parola della riconciliazione.

Alleluia.

VANGELO

Lc 18, 9-14
Dal Vangelo secondo  Luca

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l'intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: "O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo".
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: "O Dio, abbi pietà di me peccatore".
Io vi dico: questi, a differenza dell'altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Professione di Fede

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

Preghiera dei Fedeli

Al Dio che ha risuscitato Cristo dai morti, rivolgiamo la nostra preghiera perché apra il nostro cuore e la nostra mente alla ricchezza del suo mistero. Diciamo insieme:

Illuminaci, o Signore.

Perché la Chiesa aiuti gli uomini a superare i problemi e le difficoltà della vita, alla luce della risurrezione di Cristo. Preghiamo:

Perché chi ha responsabilità di governo promuova anche la dimensione spirituale degli uomini. Preghiamo:

Perché i sofferenti trovino in Dio e nella risurrezione di Cristo, senso e conforto al loro dolore. Preghiamo:

Perché tutti gli uomini si accostino a Dio come datore della vita e liberatore da ogni male. Preghiamo:

Perché la nostra comunità sappia leggere e interpretare la storia quotidiana alla luce della parola di Dio. Preghiamo:

Per le persone vedove della nostra parrocchia.
Per chi non crede nella risurrezione dei morti.

O Dio dei viventi e Padre di ciascuno di noi, aiutaci a gustare e vivere pienamente i nostri giorni accanto a te, perché possiamo diventare uomini a immagine del tuo Figlio e nostro Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Sulle Offerte

Guarda, o Signore, i doni che ti presentiamo, + perché il nostro servizio sacerdotale * renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Signore, Padre santo, + Dio onnipotente ed eterno. **
Tu hai creato il mondo nella varietà dei suoi elementi * e hai disposto l'avvicendarsi dei tempi e delle stagioni. ** All'uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell'universo, * perché, fedele interprete dei tuoi disegni, si prenda cura di tutto il creato, * e nelle tue opere glorifichi te, per Cristo Signore nostro. ** E noi, con tutti gli angeli del cielo, * innalziamo a te la nostra lode, + acclamando con festosa esultanza: **

Antifona alla Comunione

—(antica)—
Esulteremo per la tua vittoria * e nel nome del nostro Dio alzeremo i vessilli. (Sal 19, 6)
Oppure:
Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore. (Ef 5, 2)

—(oppure)—
Il pubblicano si batteva il petto dicendo: * «O Dio, abbi pietà di me peccatore». * E tornò a casa sua giustificato. (Lc 18, 13-14)

Dopo la Comunione

Si compia in noi, o Signore, + la realtà significata dai tuoi sacramenti, * perché otteniamo in pienezza ciò che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.