Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
21 - 27 Marzo 2021
Tempo di Quaresima V, Colore viola
Lezionario: Ciclo B, Salterio: sett. 1

Commento alle Letture

Venerdì 26 marzo 2021

Essere Figlio di Dio.

Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio, per quale di esse mi volete lapidare? In un breve pensiero il Signore svela una grande verità: la vera identità di Gesù è quella di essere "Figlio di Dio", mandato dal Padre a salvare il mondo. Ma la prova più evidente della sua innocenza e della verità sono i suoi miracoli: il Padre non compirebbe tali opere per mezzo di lui, se Gesù fosse un bestemmiatore. I giudei comprendono bene le sue parole. Sanno che Dio non opera con i peccatori. Lo hanno capito ma lo respingono. Sono increduli e tentano di lapidarlo. Gesù in un primo momento non si sottrae alla loro rabbia... ma deve aver fatto balenare il fascino della sua personalità, se le pietre restarono nelle mani dei giudei. Con una acutezza tagliente egli propone ancora alla loro considerazione l'unità tra la sua parola e le sue opere: le opere compiute incontestabilmente con la potenza del Padre confermano la legittimità delle sue affermazioni. Anche noi, qualche volta mostriamo questo atteggiamento di "incredulità" nei confronti di Gesù, dimenticandoci che Dio lo incontriamo definitivamente e veramente solo in Cristo. Chiediamo dal cuore questo incontro personale, che si compie in modo tutto speciale nei sacramenti, nella confessione e nella santa comunione, specialmente in questi tempi difficili. Avviciniamoci a lui con fede e speranza ed egli ci accoglierà dandoci la veste nuova dei figli di Dio.


Apoftegmi - Detti dei Padri

L'abate Amun disse: «Sopporta ogni uomo come Dio ti sopporta».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

COME L'ABATE DEVE ESSERE PREMUROSO VERSO GLI SCOMUNICATI

L'abate dunque deve avere la più grande premura e preoccupazione con ogni accortezza e diligenza per non perdere nessuna delle pecore a lui affidate. Sappia che si è assunta la cura delle anime inferme, non il dominio su quelle sane; e tema la minaccia del profeta per bocca del quale il Signore dice: «Ciò che vedevate grasso, lo prendevate; ciò che invece era debole, lo gettavate via» (Ez 34,3-4). E imiti il gesto di tenerezza del buon pastore il quale, lasciate sui monti le novantanove pecore, andò alla ricerca di quell'unica che si era smarrita; ed ebbe tanta compassione della sua debolezza che si degnò di caricarsela sulle sue sacre spalle e così riportarla al gregge (cf. Lc 15,4-5).

Cap.27,5-9.