Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
01 - 07 Marzo 2020
Tempo di Quaresima I, Colore viola
Lezionario: Ciclo A, Salterio: sett. 1

Commento alle Letture

Domenica 01 marzo 2020

«Se tu sei Figlio di Dio».

Sin dal principio abbiamo sperimentato e sofferto la tentazione; siamo stati indotti alla disobbedienza e al peccato. Questa triste realtà, con tutte le conseguenze che ne derivano, ha coinvolto il nostro Creatore e Signore. Egli ci ha offerto una manifestazione di amore prima sconosciuto, la sua immensa misericordia, l’Amore che ama e che perdona. Il culmine ci è stato rivelato con l’incarnazione del Verbo. Oggi il Vangelo narra che Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Egli fa sue tutte le nostre debolezze, sperimenta nella sua persona le insidie diaboliche e, prima del martirio della croce, sconfigge il male per garantirci la vittoria contro il nemico. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame; sperimenta la sua e ancor più la nostra fame, tutto quello che viene dai nostri appetiti e dalle nostre brame. È, lo Spirito che guida Gesù a sperimentare la tentazione e la fame; è già l’Amore che redime, si sta facendo carico di tutte le nostre debolezze. La veemenza del sacrificio, i quaranta giorni di digiuno nel deserto, la ferocia di satana, l’astuzia diabolica della tentazione sono la misura dell’amore. Il demonio lancia le sue sfide, facendo perno sulla potenza divina di Gesù e contemporaneamente sulle più acute debolezze umane di cui non è privo la persona di Gesù nella sua umanità: di' che queste pietre diventino pane, vale a dire usa la tua potenza di Figlio di Dio, anticipa una parziale moltiplicazione del pane; oppure, gèttati giù dal pinnacolo del tempio, gli angeli ti sosterranno! Infine l’offerta subdola, capace di soddisfare tutti gli appetiti umani a condizione di un totale asservimento al maligno: “Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai”. Allora Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». Il nostro grazie parchè ora siamo più fiduciosi, certi nella fede che Egli allontana il nemico da noi, ci libera dalle sue perfide insidie e ci rende vittoriosi nella tentazione.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Forse, anche le distrazioni, hanno un funzione: quella di renderci più umili e consapevoli che ogni nostra preghiera è una preghiera povera e una preghiera di poveri. Ma Dio ci ascolta sempre.

Distrazioni

«Che cosa volete dire con pregare male? - È pregare con distrazione? Ebbene io vi dico da parte di Dio... che le vostre distrazioni non impediscono che la vostra preghiera sia buona ed eccellente. Soprattutto le distrazioni non sono una ragione per allontanarvi dalla preghiera. 'Che le mie distrazioni lodino il Signore!'. Più temerò le distrazioni, più pregherò e più sorriderò delle mie distrazioni».

P.I.Hausser

Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

COME CELEBRARE LE VIGILIE NOTTURNE NELLE DOMENICHE

Di domenica ci si alzi un po' prima per le Vigilie. E a queste Vigilie domenicali si osservi il seguente ordine: cantati cioè, come stabilito sopra, sei salmi e il versetto, mentre tutti siedono con ordine, ciascuno al suo posto, sugli scanni, si leggano dal codice quattro letture con i loro responsori, come sopra abbiamo detto; solo al quarto responsorio il cantore aggiunga il Gloria, intonato il quale tutti subito si alzino in piedi con riverenza.

Cap.11,1-3.
COME CELEBRARE LE VIGILIE NOTTURNE NELLE DOMENICHE

Dopo queste letture, si dicano altri sei salmi secondo l'ordine, con le antifone come i precedenti e il versetto. Quindi di nuovo altre quattro letture con i loro responsori, nello stesso ordine di prima. Ad esse seguano tre cantici dai Profeti, scelti dall'abate, da cantarsi con l'Alleluia. 7opo il versetto e la benedizione dell'abate, si leggano ancora altre quattro letture del Nuovo Testamento nello stesso ordine di sopra.

Cap.11,4-7.