Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
14 - 20 Aprile 2019
Settimana Santa , Colore rosso
Lezionario: Ciclo C, Salterio: sett. 2

Commento alle Letture

Giovedì 18 aprile 2019

Bisogna vivere bene l'Eucaristia per divenire eucaristia.

Gesù dona le sue Carni a tutti, a tutti le dona. In questa notte santa noi ricordiamo le Cena del Signore, che viene a darci Sé stesso, Colui che, dinanzi al tradimento, alle sofferenze, e alla morte, riscatta, rispondendo nell'Amore. Amando, egli vince ogni male. Egli ricambia al disamore, dandoci l'Eucaristia; spezza le sue Carni sulla mensa e le spezza sulla Croce perché sia il nutrimento, il Pane divino che viene a trasformare il male dell'uomo nel suo bene. Cristo ci dona la sua Vita, ci dona l'Eucaristia. Ci fa dono del sacerdozio che perpetua la sua Carne per far sì che egli possa vivere in mezzo agli uomini nel trascorrere del tempo. Ci indica il mezzo per eccellenza per vivere bene l'Eucaristia, il sacerdozio e l'amore fraterno, che ci comanda di vivere fra noi; lo possiamo nell'umiltà e nel servizio. Lavando i piedi agli apostoli ce ne fa segno: "Se io, il vostro Maestro e Signore, faccio questo, quanto più voi dovete lavarvi i piedi gli uni agli altri!". Solo nell'umiltà c'è il servizio, solo nell'umiltà c'è l'ascolto, c'è l'adorazione, la profonda fusione nell'intimità del cuore, in un dialogo di confidenza con Dio nella Comunione. Se c'è questo aspetto vissuto, noi possiamo vivere bene il servizio tra i fratelli, sapremo veramente amare. Questa è la dimensione primaria e fondamentale. Nell'Eucaristia ricevuta noi veniamo poi nutriti ulteriormente all'umiltà, al servizio, all'amore, per farci, noi stessi, quel Pane Santo che si spezza, che spezza il proprio cuore, la sua vita, il suo tempo, la sua persona per essere eucaristia per gli altri. Questo vuol dire "Fate questo in memoria di Me!".
Chi mangia di Me vivrà di Me!


Grandi eventi si compiono in questo giorno: la Chiesa (fedeli e presbiteri) si riunisce in mattinata nelle cattedrali con il proprio Vescovo per fare concreta e viva esperienza di unità, memore della preghiera di Cristo che intensamente la chiede al Padre per la sua Chiesa. La stessa unità viene celebrata nel memoriale eucaristico e nell'istituzione del Sacerdozio. La benedizione degli oli santi, che serviranno per l'amministrazione dei sacramenti, avviene nella stessa celebrazione a testimoniare la premura della Chiesa per i propri fedeli, che si estende per tutto il tempo della vita terrena e diventano veicoli di grazia e segni efficaci di salvezza. E' un giorno veramente santo questo Giovedì: per i sacerdoti è il giorno in cui possono percepire, più che mai, la grandezza del dono ricevuto, che li assimila a Cristo stesso e li rende strumenti di salvezza e dispensatori dei beni di Dio; per i fedeli è il nuovo patto indissolubile ed eterno, sancito da Cristo che, per restare sempre con noi vivo, si rende presente nell'eucaristia e diventa cibo e bevanda di vita; per tutti può essere un giorno in cui la presenza di Dio e il suo amore per l'uomo si rende nel mondo più percettibile e più intenso.

Apoftegmi - Detti dei Padri

Un anziano che abitava in Egitto diceva sempre: «Non c'è strada più breve che quella dell'umiltà».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

IN QUALI ORE I FRATELLI DEVONO PRENDERE I PASTI

Dal 14 settembre sino all'inizio della Quaresima il pasto sarà sempre a nona. In Quaresima poi fino a Pasqua sarà a vespro; nel qual caso l'ora dei Vespri sia regolata in modo tale che i fratelli mentre mangiano non abbiano bisogno della lucerna, ma si svolga tutto quando è ancora giorno. Così pure in ogni stagione, l'ora della cena o dell'unica refezione sia regolata in modo che tutto si faccia con la luce del giorno.

Cap.41,6-9.