Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
06 - 12 Dicembre 2015
Tempo di Avvento II, Colore viola
Lezionario: Ciclo C, Salterio: sett. 2

Commento alle Letture

Venerdì 11 dicembre 2015

Insoddisfatti e indecisi

Oggi il vangelo ci palesa chiaramente le nostre incertezze e debolezze mentali e morali. E' l'insoddisfazione che tormenta normalmente l’uomo, sempre pronto a guardare fuori di sé, facendo dei confronti che risultano normalmente inadeguati. Un atteggiamento che segnalava già Orazio quando il colono invidiava il militare e questi il contadino che si gode la sua bella libertà in campagna. Gesù, con la parabola dei suonatori di musica, allegra e lùgubre, vuole rimproverare i suoi contemporanei allora, e noi oggi, per la nostra insoddisfazione della vita che concretamente viviamo. Ma il mondo è anche pieno di indecisi nel seguire una norma di fede e di morale, oggi e allora. Ai suoi contemporanei Gesù rivela l’incapacità o mancanza di volontà di prendere decisioni portando come esempio Giovanni e se stesso: Giovanni, dalla vita austera, è reputato posseduto dal demonio; Gesù che si nutre mangiando e bevendo come ogni altro essere umano, viene tacciato come buontempone è un mangione e un bevono, amico di peccatori. Così vengono rifiutate con l’incredulità le due testimonianze, quella di Giovanni e quella del Signore. Gesù altrove dice: Non potete servire due padroni, Dio e il danaro. E invita a prendere una decisione: O con Dio o contro Dio. Corriamo il pericolo di essere ignavi, come li chiama Dante, né carne né pesce, e così meritare di essere rigettati. E’ posta in gioco la nostra salvezza e non si può scherzare. Abbiamo un’anima sola. Se la perdiamo che cosa daremo in cambio? L’Avvento ci prepara ad attendere il Salvatore che viene a salvarci. Apriamogli le porte del nostro cuore.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Il padre Zaccaria disse: "secondo me, monaco è colui che in ogni cosa fa violenza a se stesso".


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

L'ELEZIONE DELL'ABATE

Se invece tutta la comunità, sia pure all'unanimità, eleggesse - non sia mai! - una persona accondiscendente ai propri vizi e questi vizi giungono in qualche modo a conoscenza del vescovo nella cui diocesi è situato il monastero o agli abati o ai cristiani vicini, essi non permettano che prevalga l'accordo dei perversi e scelgano un degno amministratore per la casa di Dio, convinti che ne riceveranno grande ricompensa, se agiranno con retta intenzione e per zelo verso Dio, mentre al contrario saranno colpevoli di peccato se trascurano di intervenire.

Cap.64,3-6.