Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
08 - 14 Novembre 2015
Tempo Ordinario XXXII, Colore verde
Lezionario: Ciclo B | Anno I, Salterio: sett. 4

Commento alle Letture

Domenica 08 novembre 2015

Dare ciò che si è, vale più che dare ciò che si ha.

La liturgia di oggi ci presenta due donne vedove: quella di Sarepta, che aiuta il profeta Elia, rinunciando al suo cibo, e quella del Vangelo, che offre i suoi due spiccioli, "tutto quanto aveva per vivere". La loro generosità è ancora più manifesta, se confrontata con l'atteggiamento dei ricchi spavaldi e degli scribi che "divorano le case delle vedove". La divisione ricchi e poveri è una contrapposizione usuale della Sacra Scrittura, ma non basta essere poveri per camminare sulla retta via, né essere ricchi per camminare sulla via dell'ingiustizia. Il Signore non guarda lo stato patrimoniale, ma lo stato del cuore. E così pure, non pensare che tutti i farisei - sinonimo di ipocrita - siano sempre tali. D'altronde il pericolo dell'ipocrisia è ìnsito in ogni persona. Una volta ancora Gesù ci riporta all'interiorità, alla valutazione che non si ferma alla superficie e alla quantità. Ci rifà l'elogio della povertà, che è donazione, fiducia e piccolezza. Quella vedova che non era sfuggita al suo sguardo, era veramente povera di spirito, nascosta, proprio l'antitesi di coloro che "amavano primeggiare in lunghe vesti, ricevere i saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe". Gesù sa cogliere la verità della persona al di là delle apparenze, osservando la condotta di ciascuno nel quotidiano. Gesù diceva alla folla: "Guardatevi dagli scribi". Egli, insegnando nel tempio, offre i criteri per distinguere i veri dai falsi maestri. Il cammino secondo il Vangelo, è il passaggio dal potere al servizio, dalla esibizione al nascondimento, dalla ricchezza alla povertà. Non soltanto come atteggiamento morale, ma come imitazione reale della povertà che Gesù stava per portare a termine nella sua vita con la sua passione e la sua morte in croce. Il Vangelo lo rileggiamo nella seconda lettura, proprio attraverso il tema del sacrificio: "Ha dato tutto quanto aveva per vivere, tutta la sua vita".


Apoftegmi - Detti dei Padri

Signore, abbi pietà di me peccatore!

Questa formula è la base della "Preghiera di Gesù", recitata in continuo da tutti nell'ambito del monachesimo orientale.

Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

I FRATELLI CHE NON VANNO MOLTO LONTANO

I fratelli che sono inviati fuori per una qualsiasi incombenza e prevedono di poter ritornare al monastero in giornata, non ardiscano mangiare fuori, anche se sono invitati con insistenza da qualcuno, a meno che non abbiano l'autorizzazione dal loro abate. Se agiranno diversamente, siano scomunicati.

Cap.51,1-3.