Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
09 - 15 Ottobre 2005
Tempo Ordinario XXVIII, Colore verde
Lezionario: Ciclo A | Anno I, Salterio: sett. 4

Commento alle Letture

Sabato 15 ottobre 2005

Riconoscere per essere riconosciuti.

Gli Apostoli, primi testimoni dell'annuncio di salvezza, operata da Cristo con la sua morte e risurrezione, anche dinanzi alle persecuzioni, anche quando venivano portati dinanzi ai tribunali, anche quando veniva loro ingiunto di non parlare più della nuova dottrina, affermavano con vigore: "non possiamo tacere". Ciò derivava dalla certezza della loro fede e dal mandato ricevuto dal Signore. Anche noi, battezzati in Cristo, dal giorno del nostro battesimo ci impegniamo in prima persona e per tutta la vita ad essere suoi testimoni. Oggi siamo sollecitati da una ulteriore certezza ad adempiere questo sacrosanto dovere: "chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà". Questo ammonimento ci proietta nella fase finale della nostra esistenza e ci pone dinanzi al giudizio di Dio. Riconoscere Cristo e testimoniarlo diventa la garanzia di un riconoscimento dinanzi agli angeli di Dio e dinanzi a Dio stesso. Accade esattamente il contrario per coloro che misconoscono il Cristo e lo rinnegano nella vita terrena; si preparano volontariamente e colpevolmente ad essere ignorati nel regno di Dio e a cadere nel buio dell'amore.
Per essere poi capaci di resistere alle tentazioni e alle violenze il Signore ci assicura l'assistenza dello Spirito Santo per confutare ogni errore e vivere nella pienezza della verità.


Per la memoria di Santa Teresa d'Avila

Come Marta e Maria.

Mentre il titolo della verginità è comune a tante gloriose sante della chiesa, quello di dottore è stato conferito per la prima volta alla santa di oggi. Ha meritato questo particolare riconoscimento in virtù della sua sapienza umana e spirituale: una donna saggia, coraggiosamente e costantemente proiettata alla ricerca della perfezione, un'anima mistica che gode di profonda intimità con Cristo, una donna forte che con i suoi scritti e le sue opere rivela doni eccezionali dello Spirito, una santa, particolarmente illuminata che la rendono non solo riformatrice del suo ordine religioso, ma maestra per tutta la chiesa. Il Vangelo di oggi vuol parlare di Lei identificandola con Marta e Maria, le due sorelle di Lazzaro, amiche del Cristo, che in modi diversi, ma con grande intensità di amore lo accolgono nella loro casa e l'una gli presta i migliori servizi e l'altra l'ascolta, prostrata ai suoi piedi. Teresa D'Avila adempie nella sua vita ai due compiti, con mirabile armonia, alternando preghiera ed azione, ma tutto orientando a Dio e alla sua gloria. S. Paolo nella sua lettera ai Romani, ricorda che è indispensabile l'azione dello Spirito in noi per diventare autenticamente operatori di verità e di bene. Egli dice che lo Spirito viene in noi in aiuto alla nostra debolezza, facendoci scoprire e sperimentare la forza di quel dono e il travaglio della nostra natura umana per assecondarlo sempre in pienezza.

Apoftegmi - Detti dei Padri

Un fratello domandò a un anziano: «Indicami una sola cosa da custodire, perché io ne viva!». L'anziano gli disse: "Se puoi essere ingiuriato e sopportarlo, è una gran cosa, che supera tutte le virtù».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

LA MISURA DEL BERE

Ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un modo chi in un altro (1 Cor 7,7); ed è per questo che abbiamo qualche perplessità a fissare la misura del vitto per gli altri. Nondimeno, tenendo conto delle necessità dei più deboli, pensiamo sia sufficiente per ciascuno una emìna di vino al giorno. Chi poi ha avuto da Dio il dono di sapersene astenere, sappia che ne riceverà una ricompensa particolare. Qualora poi le condizioni del luogo o un lavoro eccezionale o l'eccessivo calore estivo richiedessero un supplemento, il superiore potrà concederlo, badando sempre che nessuno arrivi alla sazietà o all'ebbrezza.

Cap.40,1-5.