Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
11 - 17 Aprile 2004
Tempo di Pasqua I, Colore bianco
Lezionario: Ciclo C, Salterio: sett. 1

Commento alle Letture

Giovedì 15 aprile 2004

Guardate le mie mani, toccatemi.

Nei momenti di difficoltà, quando il peso supera le nostre forze, viene spontaneo rivolgersi al vicino, all'amico, al fratello per chiedergli: dammi una mano! Il Signore Gesù appare ai suoi per confermare la testimonianza dei due discepoli, illuminati sulla via di Emmaus, mostrando loro le mani con, ancora evidenti, i segni dei chiodi. Sono le mani di Cristo, le mani del Dio vivente, le mani del crocifisso, che ora, glorioso, vengono mostrate agli Apostoli, perché comprendano il prezzo della pace e godano della gioia del risorto. Da fori di quelle mani sgorga energia divina, sgorga l'augurio della pace e la certezza che Cristo è risorto. Vuole così fugare ogni dubbio, rimuovere il naturale turbamento che assale gli apostoli dinanzi a quella celestiale ed umanissima visione. Nell'ultima cena Gesù aveva detto ai suoi commensali "Prendete e mangiate … Prendete e bevetene tutti" ora esorta i suoi apostoli dicendo: "Toccatemi e guardate". Poi ad ulteriore conferma, per fugare ancora le ultime loro perplessità, per garantire loro che non hanno a che fare con un fantasma, ma con una persona viva, risorta dalla morte, affinché la gioia di cui stanno godendo, non risulti effimera, chiede loro: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Infine la certezza che illumina e genera la fede piena, Gesù la trae ancora dalle scritture sacre, dalla parola rivelata: "Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno". La piena apertura della mente scaturisce solo dalla fede, la virtù che ci rende certi che in Cristo si adempiono tutte le promesse di Dio, che in lui scopriamo l'indefettibile fedeltà del nostro Padre celeste, che il piano divino di salvezza universale si è avverato nel Risorto. Rigenerati dalla fede e poi confermati dallo Spirito Santo, gli Apostoli e i loro successori potranno adempiere il mandato, che lo stesso Cristo già sta scandendo per loro e per tutti i credenti: "Nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme" e aggiunge, "Di questo voi siete testimoni."


Apoftegmi - Detti dei Padri

Un fratello domandò a un anziano: «Indicami una sola cosa da custodire, perché io ne viva!». L'anziano gli disse: "Se puoi essere ingiuriato e sopportarlo, è una gran cosa, che supera tutte le virtù».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

LA MISURA DEL BERE

Ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un modo chi in un altro (1 Cor 7,7); ed è per questo che abbiamo qualche perplessità a fissare la misura del vitto per gli altri. Nondimeno, tenendo conto delle necessità dei più deboli, pensiamo sia sufficiente per ciascuno una emìna di vino al giorno. Chi poi ha avuto da Dio il dono di sapersene astenere, sappia che ne riceverà una ricompensa particolare. Qualora poi le condizioni del luogo o un lavoro eccezionale o l'eccessivo calore estivo richiedessero un supplemento, il superiore potrà concederlo, badando sempre che nessuno arrivi alla sazietà o all'ebbrezza.

Cap.40,1-5.