Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
09 - 15 Novembre 2003
Tempo Ordinario XXXII, Colore verde
Lezionario: Ciclo B | Anno I, Salterio: sett. 4

Commento alle Letture

Lunedì 10 novembre 2003

Signore aumenta la nostra fede!

Dalla fede sgorga l'amore a Dio e al nostro prossimo e la ferma speranza nei beni promessi. Quando adempiamo da veri cristiani il comandamento dell'amore ci guardiamo bene dal dare scandalo. Diventiamo non solo operatori di bene, ma anche modelli di vita per altri, specialmente per i più piccoli, per coloro cioè che più facilmente subiscono il fascino del bene, ma anche quello del male. La storia ci dimostra che il modo più efficace di far crescere il Regno di Dio tra gli uomini è la santità, l'autenticità della fede e le verità dell'amore. La condanna che Gesù scandisce contro coloro che danno scandalo deve far riflettere e dovrebbe servire a distogliere tanti operatori di iniquità, che ai nostri giorni, anche attraverso più moderne vie di comunicazione, diffondono il male in tutte le sue forme, colpendo spesso proprio i più piccoli. Ancora una volta però siamo invitati a praticare il perdono con la stessa spontaneità con cui lo stesso Signore ce lo elargisce. Vuole dirci il Signore che alla condanna decisa del male, deve far seguito il perdono pieno per il peccatore pentito. Così ci tratta il Signore, così dobbiamo trattare il nostro prossimo. Per liberarci però dal tarlo della vendetta, del giudizio e delle condanne indiscriminate, (anche queste sono motivo di scandalo), dobbiamo ripetere umilmente la preghiera che gli apostoli oggi rivolgono a Gesù: "Signore aumenta la nostra fede" affinché aumenti la nostra capacità di amore verso il nostro prossimo.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Abba disse: Malvagità non caccia affatto malvagità; se uno ti ha fatto del male, tu fagli del bene, per distruggere la sua malvagità con le tue opere buone.


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

COME DEVONO ESSERE ACCOLTI GLI OSPITI

Tutti gli ospiti che sopraggiungono siano accolti come Cristo, poiché egli dirà: «Ero forestiero e mi avete ospitato» (Mt 25,35). E a tutti si renda l'onore dovuto, soprattutto ai fratelli nella fede (Gal 6,10) e ai pellegrini. Non appena quindi viene annunziato un ospite, subito gli vadano incontro il superiore e i fratelli con tutte le premure suggerite dalla carità; prima si preghi insieme e poi ci si scambi il segno della pace. Questo bacio di pace appunto non sia mai dato prima di aver pregato insieme, per evitare le illusioni diaboliche. Nel modo stesso di salutare si dimostri la più grande umiltà verso tutti gli ospiti che arrivano o che partono: col capo chino o con tutto il corpo prostrato a terra si adori in essi Cristo, perché è lui che viene accolto.

Cap.53,1-7.