Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
14 - 20 Settembre 2003
Tempo Ordinario XXIV, Colore verde
Lezionario: Ciclo B | Anno I, Salterio: sett. 4

Commento alle Letture

Martedì 16 settembre 2003

Giovinetto, dico a te, alzati!

Gesù opera i suoi miracoli tenendo sempre conto di due aspetti: uno più umano e l'altro che richiama la sua potenza divina. Egli prova sentimenti umani nel vedere il dolore di una madre accanto alla bara del figlio morto. Ha compassione e si muove anche spinto da questo profondo dolore. In altri brani evangelici troviamo che Gesù prova compassione; immaginiamo il suo sguardo puro e limpido che non esita a manifestare i suoi sentimenti. Si avvicina alla bara e con il suo solo gesto e la sua parola resuscita il figlio morto e lo ridona alla madre. E' importante anche questo donare di una nuova vita di Gesù. Cristo, come questo giovinetto, rinasce la seconda nella gloria della risurrezione. Il cristiano, immedesimandosi nel mistero pasquale di Cristo rinasce ad una nuova vita che supera le qualità terrene. La vita cristiana, praticano nella carità e con la preghiera è proprio il continuo rinascere in Cristo. Il battesimo ed i sacramenti ridonano, in Cristo una nuova vita, e ci mostrano la possibilità di poter partecipare alla sua vita divina. L'indicazione che riceviamo è proprio sulla nostra vita cristiana che deve essere sempre alimentata dalla vita di preghiera e dai sacramenti. La partecipazione all'eucaristia ci aiuta in questa rigenerazione spirituale in Cristo, assumendo il suo Corpo. Il sacramento della riconciliazione, che i Padri definivano la seconda zattera di salvezza, dopo il Battesimo, ci riconcilia all'amore del Padre tramite la chiesa di Cristo nell'opera dello Spirito Santo. I sacramenti ci accompagnano nelle scelte fondamentali della nostra vita proprio indicandoci la strada che è in Cristo, per Cristo e con Cristo.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Diceva l'abate Mios: «Obbedienza per obbedienza. Se uno obbedisce a Dio, Dio gli obbedisce».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

ATTEGGIAMENTO DURANTE L'UFFICIO DIVINO

Noi crediamo che Dio è presente dappertutto e che gli occhi del Signore scrutano in ogni luogo buoni e cattivi (Pr 15,3); ma crediamolo soprattutto senza alcun dubbio quando prendiamo parte all'Opera di Dio. Perciò richiamiamo continuamente alla memoria quanto dice il profeta: «Servite il Signore con timore» (Sal 2,11); e ancora: «Cantate inni con arte» (Sal 46,8); e: «A te voglio cantare davanti agli angeli» (Sal 137,1). Consideriamo dunque quale deve essere il nostro atteggiamento alla presenza di Dio e dei suoi angeli e salmodiamo in modo tale che il nostro spirito concordi con la nostra voce.

Cap.19,1-7.