Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
14 - 20 Maggio 2017
Tempo di Pasqua V, Colore bianco
Lezionario: Ciclo A, Salterio: sett. 1
   
 

Commento alle Letture

Martedì 16 maggio 2017

Cosa temete?

La liturgia della Parola di Dio ci offre oggi parole di consolazione: il Signore ci dona la vera pace, di cui Lui solo è garante. Attraverso la sua vita e la vita dei suoi servi fedeli, che abitano la santa Chiesa di Dio, ci incoraggia a non avere paura: nulla ha da temere chi rimette la sua volontà nelle mani del Padre... Il passaggio alla vita eterna è aperto, certo: stretto, ma sicuro: «è necessario passare attraverso molte tribolazioni per entrare nel regno di Dio» ma Gesù è con noi e dopo un disagio iniziale che mette alla prova la nostra fede, non esita ad intervenire per allargare lui stesso quelle strette pareti così soffocanti! A noi non viene chiesto di soffrire allo stesso livello di Cristo, ma siamo ugualmente chiamati a condividere la sua stessa sorte gioiosa della risurrezione per la vita eterna. Le nostre sofferenze sono già caricate su altre spalle; il peso che noi portiamo non è insopportabile, ma anzi, è stimolo a non fissare la nostra dimora in una terra che non è la nostra terra... Spalancare le porte a Cristo, la frase così cara a San Giovanni Paolo II, significa guardare con fiducia a Colui che lascia le sue orme profonde nel sentiero che siamo chiamati a percorrere. Dobbiamo solo aprire bene gli occhi per vederle, per essere sicuri non solo individualmente, ma anche comunitariamente, del cammino di Verità che pacifica e rassicura i cuori pur intorpiditi e tremanti...


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

SE IL MONACO PUÒ RICEVERE LETTERE O ALTRE COSE

Non sia assolutamente permesso al monaco ricevere, senza il consenso dell'abate, lettere, pii regali o qualunque altro benché piccolo oggetto, sia da parte dei parenti che di qualsiasi altra persona, né di mandarli loro e neppure di scambiarseli tra i fratelli. E anche se dai suoi parenti gli viene inviata qualche cosa, non ardisca accettarla senza averne prima avvisato l'abate. Se l'abate poi darà il permesso di accettarla, abbia piena facoltà di destinarla a chi vuole; e non si rattristi di ciò il fratello a cui la cosa era stata inviata, per non dare occasione al diavolo. Chi oserà agire diversamente, sia sottoposto alla disciplina regolare.

Cap.54,1-5.