Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
09 - 15 Dicembre 2018
Tempo di Avvento II, Colore viola
Lezionario: Ciclo C, Salterio: sett. 2

I Santi del giorno

Martedì 11 dicembre 2018

San Damaso I

Papa (Memoria facoltativa)

BIOGRAFIA

Damaso I, papa.

Spagnolo di origine, Damaso nacque nel 305 da una famiglia di funzionari del Laterano. Ordinato Sacerdote egli si interessa degli archivi della chiesa, che sta appena uscendo dalla clandestinità. La storia passata è stata costellata da martiri gloriosi che, senza la sua opera, rischierebbero di cadere nel dimenticatoio, privando così la chiesa delle sue migliori ricchezze. Nel 366 venne eletto Papa, ma un suo rivale l'ostacolò non poco nella sua opera pastorale. Egli comunque tenne i contatti con tutti i grandi teologi del suo tempo: era ben consapevole che spettava loro il compito di delineare nella migliore ortodossia i fondamenti teologici e la spiritualità del cristianesimo. Dobbiamo al Papa Damaso la traduzione della Bibbia, da lui stesso voluta ed attuata da San Girolamo. Nelle sue iscrizioni sulle tombe dei martiri possiamo scorgere la sublime teologia della croce, della morte e della gloriosa risurrezione. Sulla sua casa paterna sorgerà per suo volere una gloriosa basilica dedicata a S. Lorenzo martire. Mori nel 384 e dopo breve tempo trovò meritatamente posto nell'elenco dei Santi che egli stesso aveva iniziato.

MARTIROLOGIO

San Damaso I, papa, che, nelle difficoltà dei suoi tempi, convocò molti sinodi per difendere la fede nicena contro gli scismi e le eresie, incaricò san Girolamo di tradurre in latino i libri sacri e onorò i sepolcri dei martiri adornandoli di versi.

DAGLI SCRITTI...

Dai "Discorsi" del beato Isacco della Stella, abate
Il Figlio di Dio è il primogenito tra molti fratelli; essendo unico per natura, mediante la grazia si è associato molti, perché siano uno solo con lui. Infatti «a quanti l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio» (Gv 1, 12). Divenuto perciò figlio dell'uomo, ha fatto diventare figli di Dio molti. Se ne è dunque associati molti, lui che è unico nel suo amore e nel suo potere; ed essi, pur essendo molti per generazione carnale, sono con lui uno solo per generazione divina. Il Cristo è unico, perché Capo e Corpo formano un tutt'uno. Il Cristo è unico perché è figlio di un unico Dio in cielo e di un'unica madre in terra. Si hanno insieme molti figli e un solo figlio. Come infatti Capo e membra sono insieme un solo figlio e molti figli, così Maria e la Chiesa sono una sola e molte madri, una sola e molte vergini. Ambedue madri, ambedue vergini, ambedue concepiscono per opera dello Spirito santo senza concupiscenza, ambedue danno al Padre figli senza peccato. Maria senza alcun peccato ha generato al corpo il Capo, la Chiesa nella remissione di tutti i peccati ha partorito al Capo il corpo. Tutt'e due sono madri di Cristo, ma nessuna delle due genera il tutto senza l'altra. Perciò giustamente nelle Scritture divinamente ispirate quel ch'è detto in generale della vergine madre Chiesa, s'intende singolarmente della vergine madre Maria; e quel che si dice in modo speciale della vergine madre Maria, va riferito in generale alla vergine madre Chiesa; e quanto si dice d'una delle due, può essere inteso indifferentemente dell'una e dell'altra. Anche la singola anima fedele può essere considerata come Sposa del Verbo di Dio, madre figlia e sorella di Cristo, vergine e feconda. Viene detto dunque in generale per la Chiesa, in modo speciale per Maria, in particolare anche per l'anima fedele, dalla stessa Sapienza di Dio che è il Verbo del Padre: Fra tutti questi cercai un luogo di riposo e nell'eredità del Signore mi stabili (cfr. Sir 24, 12). Eredità del Signore in modo universale è la Chiesa, in modo speciale Maria, in modo particolare ogni anima fedele. Nel tabernacolo del grembo di Maria Cristo dimorò nove mesi, nel tabernacolo della fede della Chiesa sino alla fine del mondo, nella conoscenza e nell'amore dell'anima fedele per l'eternità. (Disc. 51; PL 194, 1862-1863. 1865)