Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
30 Marzo - 05 Aprile 2003
Tempo di Quaresima IV, Colore rosa
Lezionario: Ciclo B, Salterio: sett. 4

Domenica 30 marzo 2003    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-03-30.html

IV Domenica del Tempo di Quaresima - Colore: rosa

LETTURE: 2 Cr 36, 14-16. 19-23; Sal.136; Ef 2, 4-10; Gv 3, 14-21.

Commento: Innalzato sulla croce.

Il serpente che Mosè innalzò su una croce nel deserto preservava gli ebrei erranti, dal veleno delle serpi, da cui venivano morsi durante il loro lungo peregrinare. Era un segno profetico della croce di Cristo. Egli afferma: "Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna". Ci rassicura così che il fine ultimo della sua croce non è la passione e la morte e neanche il buio di un sepolcro, ma la vita, da intendere come risurrezione di Cristo e la beatitudine eterna per tutti noi. Questo è un ammonimento di vitale importanza per la nostra esistenza: significa che anche le nostre passioni, anche le nostre croci, anche le sofferenze nelle sue molteplici manifestazioni, anche gli eventi di questi giorni, non possiamo e non dobbiamo più leggerli soltanto nella loro cruda e sconfortante realtà, ma come la passione dell'umanità che è invitata a salire la via dura del calvario con tutto il peso del peccato, senza mai perdere di vista l'approdo finale a cui Cristo ci vuole condurre. Dobbiamo solo credere in Lui, nella efficacia della sua opera di salvezza. Dobbiamo costantemente unire la nostra umana sofferenza a quella del Figlio di Dio affinché sia redenta da lui e noi possiamo aspirare legittimamente alla pienezza della vita. Un grandissimo rammarico ci rattrista: dopo secoli di storia spesso assistiamo ancora a due celebrazioni separate e distinte, quella di Cristo Redentore, che incessantemente ripete la sua passione morte e risurrezione e quella degli uomini, che vivono le loro celebrazioni di violenze, di peccato e di morte. I due grandi eventi non hanno ancora trovato il punto di congiunzione e ciò essenzialmente per un peccato di assurda presunzione e forse anche per i limiti che noi stessi abbiamo posto alle nostre celebrazioni, alle nostre Messe. Gesù ha detto: "Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me". Questa è la sua ferma ed incrollabile volontà. C'è da chiedersi qual è la nostra. Perché non ci lasciamo attirare e ci condanniamo alle nostre pesanti solitudini e alle nostre croci solo di morte senza possibilità di risurrezione? Perché ci condanniamo ancora a celebrare solo morte e distruzioni e ci chiudiamo nel buio dei nostri sepolcri?

Antifona d'Ingresso

Rallegrati, Gerusalemme, * e voi tutti che l'amate radunatevi. * Sfavillate di gioia con essa, * voi che eravate nel lutto. * Così gioirete e vi sazierete al seno delle sue consolazioni. (Cf. Is 66, 10-11)

Gloria

Si tralascia il "Gloria".

Colletta

—(antica)—
O Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi mirabilmente la redenzione del genere umano, concedi al popolo cristiano di affrettarsi con fede viva e generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

—(oppure)—
O Dio, ricco di misericordia, che nel tuo Figlio, innalzato sulla croce, ci guarisci dalle ferite del male, donaci la luce della tua grazia, perché, rinnovati nello spirito, possiamo corrispondere al tuo amore di Padre. 1Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

2 Cr 36, 14-16. 19-23

Dal secondo libro delle Cronache
In quei giorni, tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio, che il Signore si era consacrato a Gerusalemme.
Il Signore, Dio dei loro padri, mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché aveva compassione del suo popolo e della sua dimora. Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che l'ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine, senza più rimedio. Quindi [i suoi nemici] incendiarono il tempio del Signore, demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero tutti i suoi oggetti preziosi.
Il re [dei Caldèi] deportò a Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all'avvento del regno persiano, attuandosi così la parola del Signore per bocca di Geremìa: «Finché la terra non abbia scontato i suoi sabati, essa riposerà per tutto il tempo della desolazione fino al compiersi di settanta anni».
Nell'anno primo di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola del Signore pronunciata per bocca di Geremìa, il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: "Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia con lui e salga!"».

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal.136

RIT: Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia.

Lungo i fiumi di Babilonia,
là sedevamo e piangevamo
ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.

Perché là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
allegre canzoni, i nostri oppressori:
«Cantateci canti di Sion!».

Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia destra.

Mi si attacchi la lingua al palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme

Seconda Lettura

Ef 2, 4-10

Dalla Lettera di san Paolo Ap. agli Efesini.
Fratelli, Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati.
Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Canto al Vangelo

Gloria e lode a te, o Cristo!

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.

Gloria e lode a te, o Cristo!

VANGELO

Gv 3, 14-21
Dal Vangelo secondo  Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Professione di Fede

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

Preghiera dei Fedeli

Uniamo le nostre anime e le nostri voci,
perché la comune preghiera sia capace di attraversare le nubi
e di giungere, come il grido del povero, fino al trono di Dio.

R. Ascolta, o Padre, la voce del tuo popolo.

Perché i candidati al Battesimo nella grande veglia di Pasqua
siano accolti come un grande dono del Padre
e risveglino in tutti noi la coscienza di essere una sola famiglia
nata nelle acque del Battesimo per opera dello Spirito, preghiamo. R.

Perché tutti ritorniamo al nostro fonte battesimale,
per rinnovare la rinunzia al maligno e l'adesione di fede a Cristo,
che valgono come statuto della nostra vita, preghiamo. R.

Perché accogliendo l'invito del Signore ci rivolgiamo al ministro del perdono,
per celebrare insieme il sacramento della riconciliazione,
battesimo delle lacrime e segno della nostra conversione, preghiamo. R.

Perché i figli prodighi e dispersi
sentano la nostalgia della casa del Padre
e si uniscano al banchetto della fraternità, preghiamo. R.

Perché la Chiesa qui presente intorno all'altare
si purifichi da tutto ciò che oscura la fede,
indebolisce la speranza ed estingue la carità,
per celebrare in una vera comunione di anime la festa pasquale, preghiamo. R.

O Padre, che hai cura dei deboli,
rivolgi il tuo sguardo misericordioso
su quanti attendono il tuo soccorso e il tuo perdono,
perché, restituiti alla speranza
dalla morte redentrice del tuo Figlio,
innalziamo a te il canto della riconoscenza e della lode.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Sulle Offerte

Ti presentiamo con gioia, o Signore, i doni della redenzione eterna: concedi a noi di venerarli con fede e di offrirli degnamente per la salvezza del mondo. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Signore, Padre santo, + Dio onnipotente ed eterno. ** Con il digiuno quaresimale tu vinci le nostre passioni, elevi lo spirito, * infondi la forza e doni il premio, + per Cristo Signore nostro. ** Per mezzo di lui gli Angeli lodano la tua gloria, * le Dominazioni ti adorano, le Potenze ti venerano con tremore; * a te inneggiano i cieli dei cieli e i Serafini, + uniti in eterna esultanza. ** Al loro canto concedi, o Signore, * che si uniscano le nostre umili voci + nell'inno di lode: **

Antifona alla Comunione

La luce è venuta nel mondo. * Chi fa la verità viene alla luce. (Cf. Gv 3, 19.21)

Dopo la Comunione

O Dio, che illumini ogni uomo che viene in questo mondo, fa' risplendere su di noi la luce della tua grazia, perché i nostri pensieri siano conformi alla tua sapienza e possiamo amarti con cuore sincero. Per Cristo nostro Signore.

Orazione sul popolo

Custodisci, o Signore, coloro che ti supplicano, sorreggi chi è fragile, vivifica sempre con la tua luce quanti camminano nelle tenebre del mondo e concedi loro, liberati da ogni male, di giungere ai beni eterni. Per Cristo nostro Signore.

Lunedì 31 marzo 2003    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-03-31.html

IV Settimana del Tempo di Quaresima - Colore: viola

LETTURE: Is 65, 17-21; Sal.29; Gv 4, 43-54.

Commento: Tuo figlio vive.

Accogliere Cristo nella fede è il segno inequivocabile di una vera religiosità. Questa non si identifica però nella ricerca di segni e di prodigi, non si limita ad una gioia superficiale e momentanea, ma induce ad una vera conversione del cuore, ad una adesione piena ed incondizionata del suo messaggio. Anche il miracolo che oggi l'evangelista Giovanni ci racconta ha lo scopo di suscitare la vera fede. La guarigione prodigiosa, operata a distanza, a favore del figlio di un funzionario del re, raggiunge pienamente lo scopo. Non solo il malato guarisce, ma prima nel padre e poi in tutta la sua famiglia si accende la luce della fede. Gesù ancora oggi ci ammonisce: "Se non vedete segni e prodigi, voi non credete". Solo la cecità spirituale, che obnubila la luce della fede. ci impedisce di "vedere" e di credere. Sicuramente non mancano i segni e i prodigi, manca ancora la limpidezza dello sguardo dell'anima che direttamente ci immerge nel mondo di Dio. Tanti fattori concorrono ad annebbiare il nostro sguardo: l'informazione martella dentro di noi l'apparente trionfo del male sul bene. Vengono narrati e spettacolarizzati gli eventi negativi e taciuto tutto il bene che silenziosamente viene operato in ogni parte del mondo. Ci acceca anche l'eccessiva fiducia che riponiamo nelle nostre risorse umane, che quasi distoglie dalla fede in Dio e dalla umile preghiera a Lui. I funzionari di oggi più che cercare Gesù e attendersi da Lui la guarigione del figlio, preferiscono ricorrere innanzitutto ai luminari della scienza. Possiamo aggiungere, su questa scia, che tanti papà e tante mamme, vedendo i loro figli "malati" anche gravemente, o non si accorgono del loro stato, o si affannano in strane ricerche, ma raramente ricorrono con vera fiducia al vero medico dei corpi e delle anime. Dobbiamo sempre ricordarci che la lampada della fede va alimentata ogni giorno con l'olio delle buone opere e soprattutto con il fervore della preghiera assidua.

Antifona d'Ingresso

Io confido nel Signore. * Esulterò e gioirò per la tua grazia, * perché hai guardato alla mia miseria. (Sal 30, 7-8)

Colletta

O Dio, che rinnovi il mondo con i tuoi ineffabili sacramenti, fa' che la Chiesa si edifichi con questi segni delle realtà del cielo e non resti priva del tuo aiuto per la vita terrena. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

Is 65, 17-21

Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
«Ecco, io creo nuovi cieli e nuova terra;
non si ricorderà più il passato,
non verrà più in mente,
poiché si godrà e si gioirà sempre
di quello che sto per creare,
poiché creo Gerusalemme per la gioia,
e il suo popolo per il gaudio.
Io esulterò di Gerusalemme,
godrò del mio popolo.
Non si udranno più in essa
voci di pianto, grida di angoscia.
Non ci sarà più
un bimbo che viva solo pochi giorni,
né un vecchio che dei suoi giorni
non giunga alla pienezza,
poiché il più giovane morirà a cento anni
e chi non raggiunge i cento anni
sarà considerato maledetto.
Fabbricheranno case e le abiteranno,
pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto».

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal.29

RIT: Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato
e non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera è ospite il pianto
e al mattino la gioia.

Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

Canto al Vangelo

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

Cercate il bene e non il male, se volete vivere,
e il Signore sarà con voi.

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

VANGELO

Gv 4, 43-54
Dal Vangelo secondo  Giovanni

In quel tempo, Gesù partì [dalla Samarìa] per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch'essi infatti erano andati alla festa.
Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l'acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire.
Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va', tuo figlio vive». Quell'uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.
Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un'ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell'ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.
Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

IN ALTERNATIVA:

Gv 9, 1-41 (Anni B e C)
Dal Vangelo secondo Giovanni

(Negli anni B e C si può leggere il vangelo della domenica precedente A)

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va' a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa "Inviato". Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: "Va' a Sìloe e làvati!". Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov'è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c'era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l'età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l'età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l'ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell'uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell'uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane».
Parola del Signore.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Preghiera dei Fedeli

La Parola proclamata assicura che Dio ci è vicino nelle prove della vita, e muterà il nostro pianto in gioia. Confidiamo nella sua bontà che tutto può, e preghiamo con fede dicendo:

Aiutaci, Padre di misericordia!

Rinnova la fede della Chiesa e rendila attenta al nuovo, creato da te. Ti preghiamo:

Riunisci tutti i credenti nella lode del tuo nome, e nell'impegno per far rifiorire la città degli uomini. Ti preghiamo:

Spegni i roghi di guerra e di violenza che in tanti punti fanno ardere la terra e tormentano i popoli. Ti preghiamo:

Scaccia lo spettro della fame e dell'estrema indigenza che opprime tante creature. Ti preghiamo:

Aiuta i genitori a confidare in te per il futuro dei figli. Ti preghiamo:

Rianima la volontà di chi languisce nel peccato, prigioniero di scelte sbagliate, e donagli speranza. Ti preghiamo:

Illumina il nostro cuore di fronte alla croce perché, penetrandone il mistero, accettiamo di portarla con amore. Ti preghiamo:

Signore, aiutaci a realizzare il tuo regno, ciascuno con i doni e la responsabilità da te assegnati. Te lo chiediamo perché le Scritture abbiano compimento, e la vita nuova di Cristo, offertaci in questa mensa, cresca e fruttifichi nel tuo amore. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Sulle Offerte

L'offerta di questo sacrificio, o Signore, ci liberi dall'antica schiavitù del peccato perché possiamo camminare in novità di vita. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Signore, Padre santo, + Dio onnipotente ed eterno. ** Con il digiuno quaresimale tu vinci le nostre passioni, elevi lo spirito, * infondi la forza e doni il premio, + per Cristo Signore nostro. ** Per mezzo di lui gli Angeli lodano la tua gloria, * le Dominazioni ti adorano, le Potenze ti venerano con tremore; * a te inneggiano i cieli dei cieli e i Serafini, + uniti in eterna esultanza. ** Al loro canto concedi, o Signore, * che si uniscano le nostre umili voci + nell'inno di lode: **

Antifona alla Comunione

—(antica)—
Porrò il mio spirito dentro di voi, * vi farò vivere secondo le mie leggi * e vi farò osservare fedelmente i miei precetti. (Cf. Ez 36, 27)

—(oppure)—
«Va', tuo figlio vive». * Quell'uomo credette alla parola di Gesù * e si mise in cammino. (Gv 4, 50)

Dopo la Comunione

I tuoi santi doni, o Signore, trasformino la nostra vita e ci guidino ai beni eterni. Per Cristo nostro Signore.

Orazione sul popolo

Rinnova, o Signore, il tuo popolo nell'anima e nel corpo; tu che non vuoi privarlo delle gioie della terra, fa' che si rafforzi nei desideri del cielo. Per Cristo nostro Signore.

Martedì 01 aprile 2003    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-04-01.html

IV Settimana del Tempo di Quaresima - Colore: viola

LETTURE: Ez 47, 1-9. 12; Sal.45; Gv 5,1-16.

Commento: La vera guarigione.

Capita ai fedeli di ogni religione di riporre la loro speranza in segni e luoghi particolari, ove si ritiene che la presenza della divinità sia particolarmente segnata ed efficace. Al tempo di Gesù si radunavano intorno ad una piscina numerosi malati di ogni genere; questi quando l'acqua si agitava s'immergevano convinti che il primo di loro che scendeva veniva guarito dal suo male. Una sfida contro il tempo, una sfida tra poveri ed infermi. Uno di questi, malato da trentotto anni, isolato e senza speranza, che vedeva da sempre vanificato ogni tentativo di calarsi nella piscina, sempre battuto da qualcuno più sollecito, attira l'attenzione di Gesù. Su di lui egli vuole operare un "segno" che indichi a tutti la nuova acqua in cui tutti si possono immergere e tutti possono trovare la salvezza. Egli ne aveva parlato privatamente durante una della visite notturne che Nicodema faceva al Signore. Rinascere nell'acqua e nello spirito è la novità del Cristo, è il sacramento del Battesimo e il nostro "passaggio", la nostra pasqua. Anche una donna peccatrice aveva ascoltato e sperimentato il discorso di Gesù sulla nuova acqua, che purifica e rinnova. La salvezza ormai non è più solo un annuncio ed una promessa, ma è la realtà del Cristo che tutto rinnova, che si presenta all'umanità come l'unico salvatore del mondo. Ci sorprende ancore e ci irrita la grettezza mentale e la miopia spirituale dei Giudei, legati ancora ad un passato ormai deformato e logoro. Si appigliano ancora alla legge antica e alle minuziose prescrizioni della legge e mentre si scandalizzano che il malato guarito, obbedendo a Gesù, prenda sulle spalle il suo lettuccio in giorno di Sabato, non sono capaci di riflettere che proprio loro impongono sulle spalle della gente pesanti fardelli che loro non osano toccare neanche con un dito. Cristo ci ha liberati da tutti i pesi delle nostre infermità, ci ha liberati anche dal pesante fardello delle legge perché ci ha dato il comandamento nuovo dell'amore.

Antifona d'Ingresso

O voi tutti assetati, venite all'acqua; * voi che non avete denaro, venite * e dissetatevi con gioia. (Cf. Is 55, 1)

Colletta

Dio fedele e misericordioso, questo tempo di penitenza e di preghiera disponga i cuori dei tuoi fedeli ad accogliere degnamente il mistero pasquale e a proclamare il lieto annuncio della tua salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

Ez 47, 1-9. 12

Dal libro del profeta Ezechièle
In quei giorni [l'angelo] mi condusse all'ingresso del tempio [del Signore] e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell'acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell'altare. Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all'esterno, fino alla porta esterna rivolta a oriente, e vidi che l'acqua scaturiva dal lato destro.
Quell'uomo avanzò verso oriente e con una cordicella in mano misurò mille cùbiti, poi mi fece attraversare quell'acqua: mi giungeva alla caviglia. Misurò altri mille cùbiti, poi mi fece attraversare quell'acqua: mi giungeva al ginocchio. Misurò altri mille cùbiti, poi mi fece attraversare l'acqua: mi giungeva ai fianchi. Ne misurò altri mille: era un torrente che non potevo attraversare, perché le acque erano cresciute; erano acque navigabili, un torrente che non si poteva passare a guado. Allora egli mi disse: «Hai visto, figlio dell'uomo?». Poi mi fece ritornare sulla sponda del torrente; voltandomi, vidi che sulla sponda del torrente vi era una grandissima quantità di alberi da una parte e dall'altra.
Mi disse: «Queste acque scorrono verso la regione orientale, scendono nell'Aràba ed entrano nel mare: sfociate nel mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché dove giungono quelle acque, risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Lungo il torrente, su una riva e sull'altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui foglie non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina».

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal.45

RIT: Dio è per noi rifugio e fortezza.

Dio è per noi rifugio e fortezza,
aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se vacillano i monti nel fondo del mare.

Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,
la più santa delle dimore dell'Altissimo.
Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare.
Dio la soccorre allo spuntare dell'alba.

Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore,
egli ha fatto cose tremende sulla terra.

Canto al Vangelo

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

Crea in me, o Dio un cuore puro;
rendimi la gioia della tua salvezza.

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

VANGELO

Gv 5,1-16
Dal Vangelo secondo  Giovanni

Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all'istante quell'uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all'uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: "Prendi la tua barella e cammina"». Gli domandarono allora: «Chi è l'uomo che ti ha detto: "Prendi e cammina"?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell'uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Preghiera dei Fedeli

Gesù Cristo è la nostra speranza. Egli risana le nostre ferite e, nella sua compassione, esprime il tenero amore del Padre. Ripetiamo con fiducia:

Ascoltaci, o Signore.

Perché la Chiesa, sacramento di salvezza, rinnovi con la grazia del Signore la vita degli uomini, e ogni giorno celebri la memoria dei grandi benefici della redenzione. Preghiamo:

Perché il ricordo dell'acqua del battesimo che ci ha rigenerati, ci apra al Cristo salvatore che perdona i peccati e viene incontro al nostro desiderio di vita nuova. Preghiamo:

Perché accanto ad ogni uomo che soffre, si trovi sempre una persona disponibile all'aiuto gratuito per amore del Cristo. Preghiamo:

Perché i cristiani, con coraggio e umiltà, professino in ogni luogo la fede nel Signore morto e risorto. Preghiamo:

Perché le leggi e le tradizioni umane non si oppongano ai disegni di Dio che superano spesso le nostre visuali e i nostri programmi. Preghiamo:

Per i lungodegenti nelle loro case e negli ospedali.
Perché le nostre chiese siano tenute con decoro e proprietà.

O Dio, che anche oggi ripeti per noi la Parola salutare e perfetta e ci nutri alla mensa della vita, fa' che veniamo trasfigurati nell'anima e nel corpo dal contatto vivo col nostro Salvatore, il Signore Gesù, che vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

Sulle Offerte

Ti offriamo, o Signore, i doni che ci hai dato a sostegno della nostra vita mortale perché diventino per noi farmaco di eternità. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Signore, Padre santo, + Dio onnipotente ed eterno. ** Con il digiuno quaresimale tu vinci le nostre passioni, elevi lo spirito, * infondi la forza e doni il premio, + per Cristo Signore nostro. ** Per mezzo di lui gli Angeli lodano la tua gloria, * le Dominazioni ti adorano, le Potenze ti venerano con tremore; * a te inneggiano i cieli dei cieli e i Serafini, + uniti in eterna esultanza. ** Al loro canto concedi, o Signore, * che si uniscano le nostre umili voci + nell'inno di lode: **

Antifona alla Comunione

—(antica)—
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. * Su pascoli erbosi mi fa riposare, * ad acque tranquille mi conduce. (Sal 22, 1-2)

—(oppure)—
«Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina * quando l'acqua si agita». * Gesù gli disse: «Alzati, prendi la tua barella e cammina».

Dopo la Comunione

Purifica, o Signore, il nostro spirito e rinnovalo con questo sacramento di salvezza, perché anche il nostro corpo mortale riceva un germe di risurrezione e di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

Orazione sul popolo

Concedi, Dio misericordioso, che il tuo popolo viva sempre nell'adesione piena alla tua volontà e ottenga incessantemente il sostegno della tua clemenza. Per Cristo nostro Signore.

Mercoledì 02 aprile 2003    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-04-02.html

IV Settimana del Tempo di Quaresima - Colore: viola

LETTURE: Is 49, 8-15; Sal.144; Gv 5, 17-30.

Commento: La “voce” che fa uscire dai sepolcri.

Gesù, secondo i Giudei, non solo viola la legge del Sabato, ma addirittura si proclama Figlio di Dio, il che risuona alle loro orecchie come una gravissima bestemmia. Egli, però precisa che sta adempiendo una missione voluta dal Padre celeste, sta rivelando al mondo la sua natura e la natura stessa di Dio. Sta proclamando la sua infinita misericordia verso l'umanità intera. L'amore infinito però non è disgiunto dal giudizio derivante dalla manifestazione visibile delle opere, che tutte mirano all'accettazione nella fede e alla conversione. Il rifiuto dinanzi all'evidenza e gravemente peccaminoso ed imperdonabile. Egli è la vita vera, la luce che illumina ogni uomo, è venuto fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto, anzi proprio i Giudei si sono fatti protagonisti di una aperta contestazione, che presto si tramuterà in persecuzione e trama di morte. Dare la vita è la parte essenziale della missione di Cristo. risuscitare i morti è il compito affidatogli dal Padre. Tutti i segni che egli va operando mirano a suscitare la fede nel Figlio di Dio, padrone dalla vita e fonte di una vita nuova. È l'attesa dell'umanità inferma, di tutti coloro che sono precipitati negli inferi del male del peccato ed attendono una voce liberatrice. Il Figlio dell'uomo dovrà calarsi anch'egli in un sepolcro, dovrà sperimentare la morte per poi come trionfatore sulla morte sul peccato, risorto, scendere negli inferi a richiamare alla vita tutti coloro che giacciono nelle tenebre e nell'ombra della morte. Questa è "l'ora" segnata da Dio per il suo Figlio prediletto, ma è anche l'ora della risurrezione, il momento incessante della storia di uscire dalle fauci del male e dal buio dei sepolcri. Quella voce e quell'invito risuona ormai incessante nella storia dell'umanità, ci sorge perciò il dubbio che ancora una volta si sia spenta la fede e la fiducia nel nostro mondo e allora abbiamo da celebrare solo lutti e morti, violenze e guerre per moltiplicare i sepolcri e rendere incessante il lutto e il lamento, ma la Pasqua è ormai vicina, non possiamo spegnere la speranza.

Antifona d'Ingresso

Rivolgo a te la mia preghiera, o Signore, * nel tempo della benevolenza. * Nella tua grande bontà, rispondimi, o Dio, * nella fedeltà della tua salvezza. (Sal 68, 14)

Colletta

O Dio, che doni la ricompensa ai giusti e non rifiuti il perdono ai peccatori purificati dalla penitenza, abbi misericordia di noi, perché l'umile confessione delle nostre colpe ci ottenga la remissione dei peccati. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

Is 49, 8-15

Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
«Al tempo della benevolenza ti ho risposto,
nel giorno della salvezza ti ho aiutato.
Ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo,
per far risorgere la terra,
per farti rioccupare l'eredità devastata,
per dire ai prigionieri: "Uscite",
e a quelli che sono nelle tenebre: "Venite fuori".
Essi pascoleranno lungo tutte le strade,
e su ogni altura troveranno pascoli.
Non avranno né fame né sete
e non li colpirà né l'arsura né il sole,
perché colui che ha misericordia di loro li guiderà,
li condurrà alle sorgenti d'acqua.
Io trasformerò i miei monti in strade
e le mie vie saranno elevate.
Ecco, questi vengono da lontano,
ed ecco, quelli vengono da settentrione e da occidente
e altri dalla regione di Sinìm».
Giubilate, o cieli,
rallégrati, o terra,
gridate di gioia, o monti,
perché il Signore consola il suo popolo
e ha misericordia dei suoi poveri.
Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato,
il Signore mi ha dimenticato».
Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se costoro si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal.144

RIT: Misericordioso e pietoso è il Signore.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

Canto al Vangelo

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore,
chiunque crede in me non morirà in eterno.

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

VANGELO

Gv 5, 17-30
Dal Vangelo secondo  Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch'io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l'ora - ed è questa - in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Preghiera dei Fedeli

Operando a favore dell'uomo, Gesù ci rivela il volto del Padre, che è per noi insondabile potenza, ma anche tenerezza, provvidenza e vita. Apriamo con fede il nostro cuore e diciamo:

Ricordati della tua misericordia, Signore!

Signore, hai promesso alleanza eterna con il tuo popolo: rendi feconda la sua presenza tra le genti. Ti preghiamo:

Signore, hai promesso la libertà ai prigionieri: libera l'umanità dai lacci dell'egoismo e della violenza. Ti preghiamo:

Signore, hai promesso la luce a quanti sono nelle tenebre: illumina chi, in ogni campo, è alla ricerca sincera della verità. Ti preghiamo:

Signore, hai promesso che non soffriremo fame e sete: donaci il pane di vita e dissetaci con la tua Parola perché portiamo frutto. Ti preghiamo:

Signore, hai promesso di amarci con tenerezza, più che una madre i suoi figli: tienici per mano nella quotidiana fatica di vivere e perdona i nostri errori. Ti preghiamo:

Per chi cerca la sua strada.
Perchi è in condizioni ai limiti della sopravvivenza.

Signore, fa' che il nostro cuore diventi docile nelle tue mani e pronto a donarsi. Osiamo sperarlo dalla tua bontà e per il sacrificio del nostro Redentore, che con te vive e regna nei secoli. Amen.

Sulle Offerte

La potenza di questo sacrificio, o Signore, cancelli l'antica schiavitù del peccato e faccia germogliare in noi novità di vita e salvezza. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Signore, Padre santo, + Dio onnipotente ed eterno. ** Con il digiuno quaresimale tu vinci le nostre passioni, elevi lo spirito, * infondi la forza e doni il premio, + per Cristo Signore nostro. ** Per mezzo di lui gli Angeli lodano la tua gloria, * le Dominazioni ti adorano, le Potenze ti venerano con tremore; * a te inneggiano i cieli dei cieli e i Serafini, + uniti in eterna esultanza. ** Al loro canto concedi, o Signore, * che si uniscano le nostre umili voci + nell'inno di lode: **

Antifona alla Comunione

—(antica)—
Dio ha mandato il Figlio * non per condannare il mondo, * ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. (Gv 3, 17)

—(oppure)—
Chi ascolta la mia parola * e crede a colui che mi ha mandato, * ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, * ma è passato dalla morte alla vita. (Gv 5, 24)

Dopo la Comunione

O Signore, fa' che non diventino per noi motivo di condanna i doni del cielo ricevuti come medicina di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

Orazione sul popolo

I tuoi fedeli, o Signore, siano protetti dalla tua benevolenza, perché, facendo il bene in questa vita, possano giungere a te, sorgente di ogni bontà. Per Cristo nostro Signore.

Giovedì 03 aprile 2003    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-04-03.html

IV Settimana del Tempo di Quaresima - Colore: viola

LETTURE: Es 32, 7-14; Sal.105; Gv 5, 31-47.

Commento: La testimonianza degli uomini e quella di Dio.

I testimoni sono assertori di verità e sulla parola di due di loro veniva stabilito il giudizio. Giovanni è stato l'ultimo dei profeti e il primo del nuovo testamento, ma anche la sua voce, che ha proclamato Cristo agnello di Dio, è scemata come una meteora. L'oblio, la dimenticanza ci possono rendere responsabili dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini. Gesù però può legittimamente vantare una testimonianza superiore. Il Padre l'ha proclamato Figlio suo prediletto mentre lo stesso Giovanni lo battezzava nelle acque del Giordano. A conferma di quella voce sono poi intervenute le opere che lo stesso Gesù va compiendo durante la sua missione terrena. "Ma voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto, e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete a colui che egli ha mandato". Ecco la denuncia e l'accusa che Gesù deve scandire nei confronti dei Giudei del suo tempo, ma che conserva tutta la sua attualità ancora ai nostri giorni per ciascuno di noi. Non udiamo e non vediamo, ecco in sintesi descritto il peccato del mondo. Tutto ci è stato rivelato in Cristo, tutta la scrittura si è adempiuta in Lui, la sua testimonianza è inequivocabile, eppure ancora persiste il rifiuto ancora non andiamo a Lui per avere la vita, che pur tanto bramiamo. Non vediamo il suo volto e ci fermiamo a rimirare i nostri volti sfigurati dal male e segnati dalle nostre passioni. Il commino verso la pasqua è segnato dalla sofferenza e dalla crudeltà, ma non possiamo più dubitare della meta finale a cui ci conduce. Dobbiamo solo alimentare la fede per non perdere mai la speranza.

Antifona d'Ingresso

Gioisca il cuore di chi cerca il Signore. * Cercate il Signore e la sua potenza, * cercate sempre il suo volto. (Sal 104, 3-4)

Colletta

Padre buono, supplichiamo la tua misericordia perché, purificati dalla penitenza e santificati dalle buone opere, possiamo camminare fedelmente nella via dei tuoi precetti e giungere rinnovati alle feste pasquali. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

Es 32, 7-14

Dal libro dell'Èsodo
In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Va', scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d'Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato! Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostràti dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: "Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d'Egitto"».
Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervìce. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farò una grande nazione».
Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: «Perché, Signore, si accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d'Egitto con grande forza e con mano potente? Perché dovranno dire gli Egiziani: "Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra"? Desisti dall'ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo. Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: "Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo, e tutta questa terra, di cui ho parlato, la darò ai tuoi discendenti e la possederanno per sempre"».
Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal.105

RIT: Ricòrdati di noi, Signore, per amore del tuo popolo.

Si fabbricarono un vitello sull'Oreb,
si prostrarono a una statua di metallo;
scambiarono la loro gloria
con la figura di un toro che mangia erba.

Dimenticarono Dio che li aveva salvati,
che aveva operato in Egitto cose grandi,
meraviglie nella terra di Cam,
cose terribili presso il Mar Rosso.

Ed egli li avrebbe sterminati,
se Mosè, il suo eletto,
non si fosse posto sulla breccia davanti a lui
per impedire alla sua collera di distruggerli.

Canto al Vangelo

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

VANGELO

Gv 5, 31-47
Dal Vangelo secondo  Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
«Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C'è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.
Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l'amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall'unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Preghiera dei Fedeli

In tutte le Scritture freme l'attesa del Redentore, da cui la storia umana prende senso, direzione e salvezza. Accostiamoci a lui per conoscere il Padre e preghiamo:

Dalla durezza del cuore, liberaci, o Signore!

Quando restiamo indifferenti, contemplando il tuo volto ferito nei fratelli che soffrono. Ti preghiamo:

Quando rifiutiamo la solidarietà, per chiuderci nel piccolo cerchio del nostro benessere. Ti preghiamo:

Quando siamo sterili uditori della Parola e non portiamo frutto. Ti preghiamo:

Quando l'orgoglio e l'egoismo ci fanno ostinati nel peccato. Ti preghiamo:

Quando le croci della nostra vita ci turbano e ci disorientano. Ti preghiamo:

Quando non riusciamo a colloquiare tra gruppi parrocchiali.
Quando il dialogo tra genitori e figli è inceppato.

O Padre, che ci hai redenti col sangue del tuo Unigenito, fa' che, accostandoci alla mensa eucaristica, la nostra debole umanità riceva da te luce, vigore e vita. Per Cristo, nostro amabile Salvatore, che con te vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Sulle Offerte

Concedi, Dio onnipotente, che l'offerta di questo sacrificio sostenga la debolezza della nostra fede, ci purifichi dal peccato e ci renda forti nel bene. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Signore, Padre santo, + Dio onnipotente ed eterno. ** Con il digiuno quaresimale tu vinci le nostre passioni, elevi lo spirito, * infondi la forza e doni il premio, + per Cristo Signore nostro. ** Per mezzo di lui gli Angeli lodano la tua gloria, * le Dominazioni ti adorano, le Potenze ti venerano con tremore; * a te inneggiano i cieli dei cieli e i Serafini, + uniti in eterna esultanza. ** Al loro canto concedi, o Signore, * che si uniscano le nostre umili voci + nell'inno di lode: **

Antifona alla Comunione

—(antica)—
«Porrò la mia legge dentro di loro, * la scriverò sul loro cuore; io sarò il loro Dio * ed essi il mio popolo», dice il Signore. (Ger 31, 33)

—(oppure)—
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: * sono proprio esse che danno testimonianza di me. * Ma voi non volete venire a me per avere vita. (Gv 5, 39-40)

Dopo la Comunione

Per la forza del sacramento che abbiamo ricevuto, purificaci, o Padre, e concedi ai tuoi figli, oppressi dalla coscienza del peccato, di essere liberi da ogni colpa, perché gioiscano in eterno della tua salvezza. Per Cristo nostro Signore.

Orazione sul popolo

O Dio, che proteggi chi spera in te, benedici, salva e difendi il tuo popolo, perché, libero dai peccati e sicuro dalle suggestioni del maligno, cammini sempre nel tuo amore. Per Cristo nostro Signore.

Venerdì 04 aprile 2003    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-04-04.html

IV Settimana del Tempo di Quaresima - Colore: viola

LETTURE: Sap 2, 1. 12-22; Sal.33; Gv 7, 1-2. 10. 25-30.

Commento: Non era ancora giunta la sua ora.

Il Signore Dio ci dice solennemente: "I miei pensieri non sono i vostri pensieri e le mie vie non sono le vostre vie" e poi indica una distanza incolmabile tra noi e Lui. Tutto però ci è stato rivelato in Cristo. il Padre gli ha reso testimonianza e Egli è la testimonianza visibile del Padre. Tutto ciò mira evidentemente a rendere più facile la nostra personale adesione a Dio e più forte e certa la nostra fede nel suo Figlio incarnato. Ciò nonostante c'è ancora tanta durezza di cuore, tanto assurdo rifiuto e i Giudei tramano ormai apertamente contro il Cristo, hanno in pratica già sancito una sentenza di morte per Lui. Riusciamo cos' a comprendere il significato di quell'ora. Il peccato dell'uomo raggiunge il suo apice e la misericordia divina tesse fino all'ultimo la sua trama di riscatto e di misericordia. L'uomo pensa alla morte di Dio, Cristo sta per dare la sua vita in riscatto del nostro orrendo peccato. Ecco il meraviglioso e tremendo duello che abbiamo ingaggiato con il Signore e Lui con noi. Per nostra immensa fortuna e grazia sarà Lui il vincitore e noi siamo i redenti. Questa è dunque l'ora che colma tutte le nostre attese, è l'approdo a cui tutta l'umanità e tutto il Cielo tendono insieme, noi con il peso del nostro peccato e il Signore con la sua infinita misericordia. Tutto dipende da ognuno e da ciascuno di noi. Siamo in attesa di un giorno senza tramonto, ma ancora una volta non possiamo esimerci da conoscere e riconoscere il Cristo perché in lui e per lui tutto si adempie. È lui la nostra salvezza, lui la nostra Pasqua.

Antifona d'Ingresso

Dio, per il tuo nome salvami, * per la tua potenza rendimi giustizia. * Dio, ascolta la mia preghiera, * porgi l'orecchio alle parole della mia bocca. (Sal 53, 3-4)

Colletta

O Dio, che per la nostra fragilità hai preparato aiuti efficaci, fa' che, accogliendone con gioia la forza rinnovatrice, la manifestiamo in una degna condotta di vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

Sap 2, 1. 12-22

Dal libro della Sapienza
Dicono [gli empi] fra loro sragionando:
«Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d'incomodo
e si oppone alle nostre azioni;
ci rimprovera le colpe contro la legge
e ci rinfaccia le trasgressioni contro l'educazione ricevuta.
Proclama di possedere la conoscenza di Dio
e chiama se stesso figlio del Signore.
È diventato per noi una condanna dei nostri pensieri;
ci è insopportabile solo al vederlo,
perché la sua vita non è come quella degli altri,
e del tutto diverse sono le sue strade.
Siamo stati considerati da lui moneta falsa,
e si tiene lontano dalle nostre vie come da cose impure.
Proclama beata la sorte finale dei giusti
e si vanta di avere Dio per padre.
Vediamo se le sue parole sono vere,
consideriamo ciò che gli accadrà alla fine.
Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto
e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.
Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti,
per conoscere la sua mitezza
e saggiare il suo spirito di sopportazione.
Condanniamolo a una morte infamante,
perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà».
Hanno pensato così, ma si sono sbagliati;
la loro malizia li ha accecati.
Non conoscono i misteriosi segreti di Dio,
non sperano ricompensa per la rettitudine
né credono a un premio per una vita irreprensibile.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal.33

RIT: Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato.

Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.
Gridano i giusti e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.

Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
Molti sono i mali del giusto,
ma da tutti lo libera il Signore.

Custodisce tutte le sue ossa:
neppure uno sarà spezzato.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.

Canto al Vangelo

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

VANGELO

Gv 7, 1-2. 10. 25-30
Dal Vangelo secondo  Giovanni

In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Preghiera dei Fedeli

Avvicinandosi la sua ora, Gesù dà testimonianza al Padre. Con lui, giusto perseguitato, servo sofferente e solidale con noi fino alla fine, ci rivolgiamo al Padre dicendo:

Fa' che rimaniamo in te, Signore!

Dona alla tua Chiesa il coraggio di scegliere Gesù Cristo, il Signore ieri, oggi e sempre. Ti preghiamo:

Provvedi il tuo popolo di profeti e pastori, perché compia un buon cammino sulla strada del Regno. Ti preghiamo:

Assisti gli innocenti perseguitati e quelli che sono bisognosi di redenzione e di speranza. Ti preghiamo:

Toglici dal cuore l'aggressività e il rancore verso chi ci turba con la sua diversità. Ti preghiamo;

Donaci uno sguardo sincero quando esaminiamo i nostri sentimenti, le abitudini e le scelte di vita. Ti preghiamo:

Per quanti patiscono violenza fisica e psichica.
Per le minoranze che devono difendere i loro valori.

O Signore, che ci hai redenti nel sangue del Figlio, custodisci nella prova, perché rimaniamo miti e fiduciosi come l'Agnello cui dobbiamo la nostra salvezza. Egli vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

Sulle Offerte

Questo sacrificio, Dio onnipotente, ci purifichi con la sua forza e ci doni di giungere rinnovati alle feste pasquali, principio della nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Signore, Padre santo, + Dio onnipotente ed eterno. ** Con il digiuno quaresimale tu vinci le nostre passioni, elevi lo spirito, * infondi la forza e doni il premio, + per Cristo Signore nostro. ** Per mezzo di lui gli Angeli lodano la tua gloria, * le Dominazioni ti adorano, le Potenze ti venerano con tremore; * a te inneggiano i cieli dei cieli e i Serafini, + uniti in eterna esultanza. ** Al loro canto concedi, o Signore, * che si uniscano le nostre umili voci + nell'inno di lode: **

Antifona alla Comunione

—(antica)—
In Cristo, mediante il suo sangue, * abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, * secondo la ricchezza della sua grazia. (Ef 1, 7)

—(oppure)—
«Non sono venuto da me stesso, * ma chi mi ha mandato è veritiero», dice il Signore. (Gv 7, 28)

Dopo la Comunione

O Signore, questo sacramento, che segna il passaggio dall'antica alla nuova alleanza, ci spogli dell'uomo vecchio e ci rinnovi nello spirito. Per Cristo nostro Signore.

Orazione sul popolo

Guarda con bontà, o Signore, i tuoi fedeli e proteggi con il tuo benevolo aiuto coloro che confidano nella tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

Sabato 05 aprile 2003    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-04-05.html

IV Settimana del Tempo di Quaresima - Colore: viola

LETTURE: Ger 11, 18-20; Sal.7; Gv 7, 40-53.

Commento: Tra le chiacchiere e la fede.

Se ci fosse consentito di trasformare in lenti da una parte l'intelligenza e la ragione umana e dall'atra la fede, potremmo costatare di persona la diversità degli spazi e degli ambiti che l'una e l'altra ci consentirebbero di vedere. Potremmo così confrontare i due diversi orizzonti, quello proprio dell'uomo, davvero angusto, e quello di Dio praticamente infinito, anche se per ora velato dal tempo e da altri condizionamenti umani. Con queste due lenti diverse era guardato Gesù durante la sua vita terrena e ancora oggi così è guardato. Le conclusioni a cui si arriva per le due strade sono quasi sempre diametralmente opposte: o l'autenticità della fede e le verità rivelate o le chiacchiere insulse sulle cose di Dio. Le più pericolose sono sempre quelle che presuntuosamente le si vogliono far scaturire dalla parola di Dio, interpretata con presunzione e miopia. Gesù, o è il figlio del falegname che viene dalla Galilea, o un maestro presuntuoso e scomodo, o al più un profeta, che però deve essere messo comunque in grado di non nuocere, deve essere incarcerato e condannato, oppure egli è il Figlio del Dio vivente, il Verbo che si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Perfino le guardie, libere da condizionamenti e guidati soltanto dalla loro naturale onestà, non possono fare a meno di ammettere: «Mai un uomo ha parlato come parla quest'uomo!». I farisei però attribuiscono ad un inganno l'ammirazione sincera che essi esprimono. Coloro che non la pensano allo stesso modo, chi non conosce la legge e non l'interpreta come fanno loro, sono definiti "maledetti". Affermano infatti: «Questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Talvolta è più facile far conoscere Cristo ai lontani che correggere gli errori più grossolani dei presuntuosi, di coloro che affermano di credere in lui e si professano religiosi e si ritengono depositari di tutte le verità. Subentra spesso una maledetta superbia e una stupida arroganza a guastare anche i nostri sentimenti migliori: dobbiamo riconoscere, non senza rossore, che il fariseismo e tutt'altro che sopito e trova spazio anche nella chiesa santa di Dio.

Antifona d'Ingresso

Mi circondavano flutti di morte, * mi travolgevano torrenti infernali; * nell'angoscia ho invocato il Signore: * dal suo tempio ha ascoltato la mia voce. (Sal 17, 5.7)

Colletta

La tua misericordia, o Signore, guidi i nostri cuori, poiché senza di te non possiamo fare nulla che ti sia gradito. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

Ger 11, 18-20

Dal libro del profeta Geremìa
Il Signore me lo ha manifestato e io l'ho saputo; mi ha fatto vedere i loro intrighi. E io, come un agnello mansueto che viene portato al macello, non sapevo che tramavano contro di me, e dicevano: «Abbattiamo l'albero nel suo pieno vigore, strappiamolo dalla terra dei viventi; nessuno ricordi più il suo nome».
Signore degli eserciti, giusto giudice,
che provi il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal.7

RIT: Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio.

Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio:
salvami da chi mi perseguita e liberami,
perché non mi sbrani come un leone,
dilaniandomi senza che alcuno mi liberi.

Giudicami, Signore, secondo la mia giustizia,
secondo l'innocenza che è in me.
Cessi la cattiveria dei malvagi.
Rendi saldo il giusto,
tu che scruti mente e cuore, o Dio giusto.

Il mio scudo è in Dio:
egli salva i retti di cuore.
Dio è giudice giusto,
Dio si sdegna ogni giorno.

Canto al Vangelo

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
con cuore integro e buono
e producono frutto con perseveranza.

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

VANGELO

Gv 7, 40-53
Dal Vangelo secondo  Giovanni

In quel tempo, all'udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: "Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo"?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».
Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Preghiera dei Fedeli

Gesù entra nella storia come segno di speranza, ma non sempre gli uomimi lo accolgono nella verità e nell'amore. Consapevoli delle nostre infedeltà e fiduciosi nella misericordia divina, preghiamo:

Perdonaci, Signore, e noi vivremo!

Padre, ci hai donato il tuo Unigenito perché fossimo Chiesa: rendici uniti nella carità e testimoni credibili del tuo amore. Ti preghiamo:

Padre, hai inviato Gesù per dare inizio al tuo Regno fra gli uomini: aiutaci a rinnovare la faccia della terra. Ti preghiamo:

Padre, hai suscitato un Salvatore che sciogliesse tutte le nostre catene: fa' che gli consentiamo di operare in profondità nella nostra vita. Ti preghiamo:

Padre, hai mandato il Messia perché guidasse il tuo popolo sulle vie del diritto: insegnaci a vivere con gli altri con la virtù della misericordia. Ti preghiamo:

Padre, hai permesso che il tuo Agnello fosse immolato per la nostra salvezza: aiutaci ad accorrere con generosità dove c'è una vita da salvare. Ti preghiamo:

Per le vittime dell'arroganza.
Per il dialogo con chi è alla ricerca della verità.

O Dio di clemenza, aiuta i tuoi fedeli nel cammino quaresimale. Rinnovati dall'amore di Cristo, per noi crocifisso e risorto, ti riconosciamo come Padre d'immensa bontà e ti rendiamo grazie a nome di tutta la Chiesa. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Sulle Offerte

Accogli, o Signore, quest'offerta di riconciliazione, e con la forza del tuo amore piega a te, anche se ribelli, le nostre volontà. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Signore, Padre santo, + Dio onnipotente ed eterno. ** Con il digiuno quaresimale tu vinci le nostre passioni, elevi lo spirito, * infondi la forza e doni il premio, + per Cristo Signore nostro. ** Per mezzo di lui gli Angeli lodano la tua gloria, * le Dominazioni ti adorano, le Potenze ti venerano con tremore; * a te inneggiano i cieli dei cieli e i Serafini, + uniti in eterna esultanza. ** Al loro canto concedi, o Signore, * che si uniscano le nostre umili voci + nell'inno di lode: **

Antifona alla Comunione

—(antica)—
Siamo stati redenti con il sangue prezioso di Cristo, * agnello senza difetti e senza macchia. (Cf. 1 Pt 1, 18-19)

—(oppure)—
All'udire le parole di Gesù, dicevano: * «Costui è il Cristo». (Gv 7, 40-41)

Dopo la Comunione

Ci purifichino, o Signore, i tuoi sacramenti e nella loro forza salvifica ci rendano a te graditi. Per Cristo nostro Signore.

Orazione sul popolo

Proteggi, o Signore, il tuo popolo che si prepara alle feste pasquali e accompagnalo con l'abbondanza della tua grazia, perché attraverso le consolazioni terrene sia guidato ai beni eterni. Per Cristo nostro Signore.

Domenica 06 aprile 2003    https://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-04-06.html

V Domenica del Tempo di Quaresima - Colore: viola

LETTURE: Ger 31, 31-34; Sal.50; Eb 5, 7-9; Gv 12, 20-33.

Commento: Guadagnare o perdere la vita.

Il Signore Gesù, durante la sua passione, proclamò solennemente: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Quello che Cristo dice di se stesso vale anche per ogni cristiano. Anche noi dovremmo affermare con tutta la nostra fede, che la nostra vera dimora, la nostra vera vita non è su questo mondo, non è di quaggiù. Sappiamo che i nostri giorni sono come ombra che passa e siamo tutti in cammino verso la patria ultima e definitiva, legati per sempre all'eternità. Alla luce di questa fondamentale verità possiamo comprendere l'affermazione di Gesù: "Chi ama la sua vita la perde e chi odia la vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna". Gesù in persona ci offre la più completa lettura della verità che egli proclama. Egli è giunto all'ora della sua passione per convincere l'uomo del valore immenso della propria anima e del primato che deve affermare sulla propria salvezza eterna. Egli per questo è venuto, per questo sta affrontando la passione e la morte, così egli sta glorificando il Padre celeste. Il principe del male sta per essere cacciato dal mondo e il crocifisso sta per diventare il segno della nostra universale salvezza. Quella croce e colui che vi è affisso, diventano il segno di una sicura vittoria: "Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me". La croce diventa la sintesi della storia: da segno di umiliante condanno e di morte, si trasformerà in vessillo di vittoria e transito dei risorti. Quella morte ci ha ridato la vita. Non deve indurci in errore il fatto che Gesù ci chieda di odiare la nostra vita in questo mondo: ci offre la migliore interpretazione l'evangelista S. Giovanni quando contempla in visione apocalittica la schiera di coloro che sono adorni di vesti candide e seguono l'Agnello. Questi, egli afferma, sono coloro che hanno lavato le loro vesti nel sangue dell'Agnello e hanno disprezzato la vita fino a morire. La vita che è un dono come dono va vissuto e offerto a Colui che ce l'ha donata nella gratuità e nell'amore. Va spesa con amore e gratuità!

Antifona d'Ingresso

Fammi giustizia, o Dio, * difendi la mia causa contro gente spietata; * liberami dall'uomo perfido e perverso. * Tu sei il Dio della mia difesa. (Sal 42, 1-2)

Gloria

Si tralascia il "Gloria".

Colletta

—(antica)—
Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso, perché con la tua grazia possiamo camminare sempre in quella carità che spinse il tuo Figlio a consegnarsi alla morte per la vita del mondo. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

—(oppure)—
O Padre, che hai ascoltato il grido del tuo Figlio, obbediente fino alla morte di croce, dona a noi, che nelle prove della vita partecipiamo alla sua passione, la fecondità del seme che muore, per essere un giorno accolti come messe buona nella tua casa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura

Ger 31, 31-34

Ecco, verranno giorni - oracolo del Signore –, nei quali con la casa d'Israele e con la casa di Giuda concluderò un'alleanza nuova. Non sarà come l'alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d'Egitto, alleanza che essi hanno infranto, benché io fossi loro Signore. Oracolo del Signore.
Questa sarà l'alleanza che concluderò con la casa d'Israele dopo quei giorni - oracolo del Signore –: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Non dovranno più istruirsi l'un l'altro, dicendo: «Conoscete il Signore», perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande - oracolo del Signore –, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal.50

RIT: Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.

Seconda Lettura

Eb 5, 7-9

Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito.
Pur essendo Figlio, imparò l'obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Canto al Vangelo

Gloria e lode a te, o Cristo!

Se uno mi vuole servire, mi segua, dice il Signore,
e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.

Gloria e lode a te, o Cristo!

VANGELO

Gv 12, 20-33
Dal Vangelo secondo  Giovanni

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c'erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l'anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest'ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L'ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Professione di Fede

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

Preghiera dei Fedeli

Con fede viva presentiamo al Signore la nostra preghiera,
rendendoci interpreti del desiderio di giustizia e di pace,
che sale da tutti gli uomini di buona volontà.

R. Donaci la tua sapienza, Signore.

Perché la santa Chiesa, con la parola e con le opere,
proclami che nel mistero della croce si attua la vera liberazione
e la vera gioia dell'uomo, preghiamo. R.

Perché spezzando tra noi il pane della sapienza e della vita eterna
impariamo a condividere anche i beni della terra
con animo fraterno e ospitale, preghiamo. R.

Perché il povero, il sofferente e l'handicappato
siano sempre più al centro della nostra celebrazione e della nostra vita,
come segno della continua presenza del Signore, preghiamo. R.

Perché i nostri fratelli che a causa dell'ingiustizia disperano del futuro,
incontrino sul loro cammino uomini giusti
che li aiutino a ritrovare la speranza, preghiamo. R.

Perché illuminati dalla parola di Dio
diamo una risposta pronta ed efficace
alle istanze di libertà, di uguaglianza e di pacificazione sociale,
che emergono dalla vita quotidiana e dalla storia, preghiamo. R.

La luce della tua verità, o Padre,
ci faccia avanzare sulla via della conversione
e ci impedisca di lasciar cadere
anche una sola delle tue parole.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Sulle Offerte

Dio onnipotente, esaudisci la nostra preghiera e dona ai tuoi fedeli, che hai illuminato con gli insegnamenti della fede cristiana, di essere purificati dalla forza di questo sacrificio. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio

È veramente giusto benedire il tuo nome, Padre santo, ricco di misericordia, * nel nostro itinerario verso la luce pasquale sulle orme di Cristo, * maestro e modello + dell'umanità riconciliata nell'amore. ** Tu riapri alla Chiesa la strada dell'esodo attraverso il deserto quaresimale, * perché ai piedi della santa montagna, con il cuore contrito e umiliato, prenda coscienza della sua vocazione di popolo dell'alleanza, * convocato per la tua lode nell'ascolto della tua parola + e nell'esperienza gioiosa dei tuoi prodigi. ** Per questi segni di salvezza, * insieme agli angeli, ministri della tua gloria, * proclamiamo nel canto + la tua lode: **

Antifona alla Comunione

In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, * caduto in terra, non muore, rimane solo; * se invece muore, produce molto frutto. (Gv 12, 24)

Dopo la Comunione

Dio onnipotente, fa' che rimaniamo sempre membra vive di Cristo, noi che comunichiamo al suo Corpo e al suo Sangue. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Orazione sul popolo

Benedici, o Signore, il tuo popolo, che attende il dono della tua misericordia, e porta a compimento i desideri che tu stesso hai posto nel suo cuore. Per Cristo nostro Signore.