Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
16 - 22 Dicembre 2018
Tempo di Avvento III, Colore rosa
Lezionario: Ciclo C, Salterio: sett. 3

Commento alle Letture

Martedì 18 dicembre 2018

L'Emmanuele, il Dio-con-noi.

Davvero gli occhi degli uomini vedono in modo totalmente diverso da quelli di Dio: una storia che poteva anche degenerare in una crudele lapidazione di una fanciulla innocente con l'ignominiosa accusa di adulterio e di infedeltà, diventa invece storia di salvezza, storia sacra, che rivela una misteriosa trama divina. Quanto è avvenuto in Maria è opera dello Spirito Santo: ciò è quanto aveva predetto l'Angelo alla stessa Vergine, ciò è quanto rivela l'angelo con le medesime parole a Giuseppe, in preda ai suoi legittimi dubbi. L'evento era già stato preannunciato dai profeti nei tempi antichi: “Ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele”, che significa Dio-con-noi.


O Signore, guida della casa d’Israele,
che hai dato la Legge a Mosè sul monte Sinai:
vieni a liberarci con braccio potente.

Apoftegmi - Detti dei Padri

I monaci chiesero all'abba: "che cos'è la maldicenza?". Risposta: "misconoscere la gloria di Dio e invidiare il prossimo".


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

IL PRIORE DEL MONASTERO

Perciò noi abbiamo ritenuto necessario, per salvaguardare la pace e la carità, che dipenda dalla volontà dell'abate tutta l'organizzazione del monastero. E, se è possibile, tutte le esigenze del monastero siano regolate, come abbiamo già stabilito, per mezzo dei decani, secondo le disposizioni dell'abate, cosicché, quando gli incarichi sono divisi tra più persone, nessuno abbia occasione di insuperbirsi. Se però le condizioni locali lo esigono, se la comunità per giusti motivi ne fa umilmente richiesta e se l'abate lo giudica utile, egli stesso, con il consiglio di fratelli timorati di Dio, scelga chi vuole e se lo costituisca priore. Da parte sua questo priore esegua con rispetto quanto gli sarà comandato dal suo abate, senza permettersi nulla che sia contro la volontà o le disposizioni dell'abate; perché, quanto più è preposto agli altri, tanto più bisogna che osservi con maggior impegno le prescrizioni della Regola.

Cap.65,11-17.