Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
04 - 10 Novembre 2018
Tempo Ordinario XXXI, Colore verde
Lezionario: Ciclo B | Anno II, Salterio: sett. 3

Commento alle Letture

Sabato 10 novembre 2018

Le ricchezze: l'ingiusta e la vera...

La vera interpretazione della parabola dell'amministratore disonesto si legge oggi. Gesù esorta a “procurarsi amici con la disonesta ricchezza, perché quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne”. Se quell'amministratore ha cercato di assicurarsi un avvenire tranquillo, procurandosi amici con la frode, a maggior ragione i discepoli di Gesù debbono essere scaltri, e prepararsi una degna accoglienza nel Regno dei cieli, dato che alla morte la ricchezza non potrà essere più d'aiuto. Il che significa servirsi ora delle ricchezze per il bene di altri uomini. “Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto. Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella vera?” Dio ci ha affidato il poco, cioè i beni della terra. Dobbiamo essere buoni amministratori di questo deposito, secondo la volontà del suo padrone, usandolo non solo a nostro profitto, ma anche al servizio degli altri. Allora Dio ci affiderà la ricchezza vera: il Regno. Gesù enuncia un'altra verità: “Non potete servire a Dio e a ricchezza”. E' un'alternativa inconciliabile. Dobbiamo scegliere o il regno di Dio e la sua giustizia o il denaro e la sua ingiustizia, “perché dov'è il nostro tesoro, lì sarà anche il nostro cuore”. Alla fine del brano è detto che “i farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si beffavano di lui”. Il credente sa che il Cristo salva non con mammona e il potere, ma con la povertà e l'amore della sua croce. Per questo "da ricco che era si fece povero per arricchire noi con la sua povertà, e fu crocifisso per la sua obbedienza.


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

COME DEVONO ESSERE ACCOLTI GLI OSPITI

Tutti gli ospiti che sopraggiungono siano accolti come Cristo, poiché egli dirà: «Ero forestiero e mi avete ospitato» (Mt 25,35). E a tutti si renda l'onore dovuto, soprattutto ai fratelli nella fede (Gal 6,10) e ai pellegrini. Non appena quindi viene annunziato un ospite, subito gli vadano incontro il superiore e i fratelli con tutte le premure suggerite dalla carità; prima si preghi insieme e poi ci si scambi il segno della pace. Questo bacio di pace appunto non sia mai dato prima di aver pregato insieme, per evitare le illusioni diaboliche. Nel modo stesso di salutare si dimostri la più grande umiltà verso tutti gli ospiti che arrivano o che partono: col capo chino o con tutto il corpo prostrato a terra si adori in essi Cristo, perché è lui che viene accolto.

Cap.53,1-7.