Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
08 - 14 Settembre 2013
Tempo Ordinario XXIII, Colore verde
Lezionario: Ciclo C | Anno I, Salterio: sett. 3

Commento alle Letture

Martedì 10 settembre 2013

Gesù se ne andò sulla montagna a pregare.

La scelta dei dodici apostoli è un moneto importante nella missione di Gesù. Gesù comincia a formare la sua futura Chiesa con il discepolato, da cui poi sceglie i dodici apostoli. Sul monte, dopo una notte in preghiera, Gesù compie questa elezione dei dodici apostoli ai quali affiderà un compito particolare. Il momento è importante e Gesù lo partecipa con semplicità e solennità. La preghiera solitaria di una intera notte significa proprio il valore fondamentale e fondativo di questo momento. Nel Vangelo di San Luca si vede che il monte è il luogo privilegiato della preghiera di Gesù. Sul monte, ora ci sono anche i discepoli. Si coglie, allora, il valore della notte in preghiera di Gesù anche come fonte del mandato ecclesiale. Possiamo già pensare a questo come un punto fondativo della chiesa, che nasce dalla preghiera di Cristo e ha bisogno della preghiera come vera spina dorsale che veicola la linfa vitale della Grazia. Rivolgiamo però la nostra attenzione proprio alla preghiera di Gesù Cristo; essa non è e non può essere come le preghiere che noi stessi rivolgiamo al Padre. Egli non prega certo per il discernimento e non è un "chiedere lumi" al Padre in una scelta così difficile e delicata. La preghiera di Gesù sottolinea la profonda unione e comunione tra il Padre ed il Figlio. I discepoli, presenti sul monte partecipano a questa comunione e la scelta dei dodici apostoli significa che il mandato Gesù che affiderà alla sua chiesa rende sempre efficace la Grazia infinita donata dal Figlio nella realizzazione del suo Mistero Pasquale. Sul monte avviene, si prefigura questo mandato nel segno della missione trinitaria che si realizza nel Gesù, vero uomo e vero Dio. La nostra preghiera dovrebbe avere sempre questo aspetto ecclesiale, perché celebrata nella chiesa - anche quella personale - con una grande valenza trinitaria. Lo scopo della nostra preghiera è di ritrovarci sul monte della comunione trinitaria del Padre ed il Figlio nello Spirito Santo per renderci disponibili al progetto di amore del Padre per noi.


Apoftegmi - Detti dei Padri

"Un fratello chiese ad abba Matoes: 'Che devo fare? La mia lingua mi è causa di afflizione: quando giungo in mezzo agli altri non riesco a trattenerla, ma in ogni loro buona azione trovo da giudicarli e accusarli. Che devo dunque fare?' L'anziano gli rispose: 'Fuggi nella solitudine. È debolezza infatti. Chi vive con dei fratelli, non deve essere spigoloso, ma sferico, per poter rotolare verso tutti'. E disse: 'Non per virtù vivo in solitudine, ma per debolezza; sono i forti infatti che vanno in mezzo agli uomini".


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

CON QUALE ORDINE DEVONO DIRSI I SALMI

Alle Ore diurne si inizi sempre con il versetto: «O Dio, vieni a salvarmi; Signore, vieni presto in mio aiuto» (Sal 69,2) e il Gloria; quindi l'inno di ciascuna Ora. A Prima della domenica si dicano quattro strofe del salmo 118; nelle altre Ore, cioè a Terza, Sesta e Nona, tre strofe per volta dello stesso salmo 118.

Cap.18,1-3.