Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
22 - 28 Agosto 2010
Tempo Ordinario XXI, Colore verde
Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 1

Commento alle Letture

Sabato 28 agosto 2010

I talenti, doni da fruttificare...

Nell'attesa del Signore che viene non dobbiamo restare inoperosi e sfaccendati. Non ci è lecito neanche nascondere, con il pretesto di una falsa umiltà, nascondere il prezioso talento che il buon Dio ci ha affidato. Sin dalla creazione egli ha dotato l'uomo di doni particolari affinché diventi il custode e il continuatore della sua opera. Oltre però a quest'impegno che riguarda tutta l'umanità, ad ognuno di noi ha dato un certo numero di talenti, secondo un suo arcano disegno. I talenti sono i doni di anima e di corpo che ci rendono concretamente capaci di operare per la gloria di Dio e per il bene nostro e del nostro prossimo. Ai suoi occhi non è importante che noi stiamo ad arrovellarci il cervello per valutare quali e quanti sono i suoi doni, ciò che conta che tutti, pochi o tanti, siano messi doverosamente a frutto e ciò anche perché egli ci premia con la stessa misura sia se abbiamo fatto fruttificare un solo talento, sia se ne abbiamo moltiplicati cinque: "Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone". Il premio è la gioia, che ha una duplice manifestazione: sulla terra è la gratificazione che sgorga dall'operare il bene, nel cielo è la beatitudine eterna. Scopriamo poi che ancora una volta la fedeltà al Signore trae origine dall'amore che abbiamo verso di lui, come l'infedeltà ha le sue radici nel concezione erronea che abbiamo del nostro Dio e Signore: "Signore, - sono le parole del servo infedele - so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo". Forse sono ancora tanti che pensano a Dio come un uomo duro e troppo esigente per cui nei suoi confronti nutrono solo paura e non amore.


SANT'AGOSTINO
Tardi Ti ho amato, Bellezza tanto antica e sempre nuova. Tardi Ti ho amato. Tu eri dentro di me; io invece ero fuori di me e lì Ti cercavo. Tu eri con me e io non ero con Te. Mi tenevano lontano da Te le cose da Te create, che sarebbero inesistenti, se non esistessero in Te.
(Sant'Agostino)

Questo è uno dei misteri della vita che gira... E noi con essa... Cerchiamo senza sapere cosa.. Ci diciamo che "la felicità"... Ma cos'è la felicità... Quanto più lontano tanto sembra meglio... E invece basta così poco... Quel granellino di senapa, quel pizzico di lievito... per addobbare le nostre giornate.. Comunque il problema c'è. Perché la felicità si nasconde... nel più profondò del profondo del nostro cuore... e per trovare ce ne vuole di strada... Ma una volta trovata... :)))
C'è poi un passo successivo... condividerla... Portare qualcuno laggiù. E allora scopri la bellezza, tanto antica ma sempre nuova... E non ti arrabbi più per il tempo sprecato... perché non hai tempo da sprecare... "Io guardo Lui e lui guarda me..., senza parole"...
(Curato d'Ars)

Apoftegmi - Detti dei Padri

Le distrazioni nella preghiera.

«Il padre Teodoro di Ennaton disse: "Se Dio ci imputasse le negligenze nella preghiera e le distrazioni durante la salmodia, non potremmo essere salvati"».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

QUANTI SALMI DEVONO DIRSI ALL'UFFICIO NOTTURNO

I testi poi da leggere nelle Vigilie siano quelli di divina autorità sia dell'Antico che del Nuovo Testamento, nonché i loro commenti fatti dai padri cattolici di rinomata fama e di sicura dottrina. Dopo le tre letture con i propri responsori, seguano altri sei salmi da cantarsi con l'Alleluia; quindi una lettura dell'Apostolo da recitarsi a memoria, il versetto, la supplica litanica ossia il Kyrie eleison; e così si concluda l'Ufficio notturno.

Cap.9,8-11.