Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
30 Novembre - 06 Dicembre 2008
Tempo di Avvento I, Colore viola
Lezionario: Ciclo B, Salterio: sett. 1

Commento alle Letture

Mercoledì 03 dicembre 2008

Gesù invita al suo banchetto.

Gesù, dopo avere rivelato la sua conoscenza e misericordia ai piccoli e ai poveri, ora li chiama a formare con lui una sola famiglia, una comunione profonda, una gioia infinita intorno al suo banchetto eucaristico, in cui scaturisce la vera guarigione. Quindi in questo banchetto, che è la moltiplicazione dei pani, Matteo ci sottolinea che Gesù anticipa, apre il suo regno di salvezza compiendo un gesto importantissimo ch'egli realizzerà nell'ultima cena in quanto "prese il pane lo rese grazie e lo spezzò". Egli precisa la sua missione di dare la vita in pienezza a tutta l'umanità, e di mostrare il vero amore del Padre. La Chiesa considera Cristo, l'unico pane di vita che possa soddisfare pienamente la fame dell'uomo, poiché egli è fonte di vita. Allora non soltanto i ciechi e gli ammalati che sono invitati a mangiare di questi pochi pani e pochi pesci, ma ci siamo anche noi chiamati alla fonte, cioè alla mensa eucaristica, con umiltà di cuore perché egli conosce la nostra miseria, e ci risana mediante i sacramenti, soprattutto quello della penitenza e dell'eucaristia che è fonte della nostra comunione.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Un fratello domando all'anziano: "Come entra nell'anima il timore di Dio?". Disse l'anziano: "se l'uomo è umile, povero, e se non giudica gli altri, il timore di Dio entra in lui".


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

I MONACI PELLEGRINI

Inoltre se l'abate lo giudica degno, potrà assegnargli un posto più elevato. E questo non valga solo per un monaco, ma anche per uno che provenga dai sopraddetti gradi dei sacerdoti e dei chierici: cioè, se l'abate vede che la loro condotta lo merita, potrà elevarli a un posto superiore a quello dovuto per l'ingresso in monastero. L'abate però si guardi bene dall'ammettere nella propria comunità un monaco di altro monastero conosciuto, senza il consenso o le lettere commendatizie del suo abate, perché sta scritto: «Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te» (cf. Tb 4,16; Mt 7,12).

Cap.61,11-14.