Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
09 - 15 Dicembre 2007
Tempo di Avvento II, Colore viola
Lezionario: Ciclo A, Salterio: sett. 2

Commento alle Letture

Giovedì 13 dicembre 2007

Accettare, accogliere.

L'attesa messianica aveva assunto nel corso della storia del popolo d'Israele connotati molto diversi; pochi avevano compreso il significato autentico della venuta del Cristo, molti invece avevano riposto nella quella promessa di un nuovo regno e nell'avvento del messia, speranze di grandezza e di potere o, al più, di liberazione solo da altre umane oppressioni e tirannie. La classe dirigente, che deteneva il potere religioso al tempo di Gesù, se n'era impadronito con violenza e cercava di conservarlo alla stessa maniera. Questo è il presupposto di ogni rifiuto del vero piano salvifico divino; sarà uno dei motivi della condanna di Gesù. È anche motivo della non accettazione della predicazione e del battesimo di Giovanni Battista. Sta avvenendo un passaggio storico, una svolta decisiva. Giovanni addita al mondo "l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo", egli è un grande profeta, il più grande tra i nati di donna, l'ultimo dei profeti del vecchio testamento, legato da prima della nascita a Cristo. È il nuovo Elia, ma ancora una volta molti non l'accettano. È la sorte dei profeti essere incompresi e violentati. È l'assurdo della storia degli uomini che attendono per secoli una venuta e poi non sanno riconoscere e rifiutano l'evento salvifico finale. Saper leggere la storia della salvezza, saper riconoscere gli inviati di Dio, è dono dello Spirito e non dell'intelligenza umana.


Apoftegmi - Detti dei Padri

L'abba disse che lui cominciava ogni giorno.


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

L'ELEZIONE DELL'ABATE

Detesti i vizi, ami i fratelli. Anche quando deve correggere, agisca con prudenza e sia attento a non eccedere, perché non accada che a voler troppo raschiare la ruggine si rompa il vaso; abbia sempre presente la sua fragilità e ricordi che non si deve spezzare una canna incrinata (cf. Is 42,3; Mt 12,20). Con questo non vogliamo dire che debba permettere l'alimentarsi dei vizi, ma che usi prudenza e carità nello stroncarli, scegliendo il modo più adatto per ciascuno, come abbiamo già detto. E miri ad essere amato piuttosto che temuto.

Cap.64,11-15.