Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
12 - 18 Novembre 2006
Tempo Ordinario XXXII, Colore verde
Lezionario: Ciclo B | Anno II, Salterio: sett. 4

Commento alle Letture

Lunedì 13 novembre 2006

Se sette volte al giorno facesse ritorno a te, dicendo: "Mi pento! tu perdonagli"

La pagina evangelica di oggi si articola intorno a tre argomenti messi insieme in un passaggio in crescendo: lo scandalo, il perdono e la fede. Il primo argomento verte sulla gravità dello scandalo, cioè di qualsiasi ostacolo che venga messo sul cammino dei 'semplici' e che rischia di distoglierli dal seguire fedelmente Gesù. Egli ne proclama l'inevitabilità, ma grave sarà la responsabilità di chi provoca la perdita della fede. Nel caso deprecabile che a rimanere scandalizzato sia "uno di questi piccoli, è meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e gettato nel mare". Tale sentenza dà la misura della gravità di uno scandalo che fuorvia la gente semplice, allontanandola forse per sempre dalla strada della salvezza. L'avvertimento è rafforzato da una messa in guardia: "state attenti a voi stessi". Il secondo argomento riguarda il rimprovero al fratello che pecca, e il perdono "se si pente". Anche se ciò succedesse "sette volte al giorno" – molte volte - qualora ritorni dicendo: "Mi pento, gli perdonerai. Il perdono è alla basa della vita comunitaria, e la prontezza a perdonare non può avere limiti. Dopo quello sul perdono, vi è il terzo argomento riguardante la fede, introdotta da una richiesta degli apostoli: "Aumenta la nostra fede". Essi erano consapevoli che la fede non è mai sufficiente e che il Signore la può accrescere. Gesù non risponde direttamente, né insegna loro una tattica per conquistarla. Dice solamente: "Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: "Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe". Esagerazione intenzionale. E' la condizione "se" che limita il potere dell'impossibile e mette in atto comunque una potenza divina. I discepoli chiedono quantità, ma Gesù parla di qualità; basterebbe un po' di fede, purché sia autentica. In sintesi: la misericordia, necessaria al discepolo per superare lo scandalo e perdonare efficacemente, è quell'esperienza profonda di fede da cui scaturisce la missione al mondo, come testimonianza dell'amore gratuito di Dio.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Gli altri confratelli lodavano unanimemente un fratello in presenza dell'Abba Antonio; ma quando il vecchio lo ebbe messo alla prova, scoprì che non tollerava le offese. E il vecchio gli disse: Tu sei simile a un edificio, che, pur avendo una bella porta d'ingresso, tuttavia viene espugnato dai ladri per la porta di servizio.


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

COME DEVONO ESSERE ACCOLTI GLI OSPITI

La cucina dell'abate e degli ospiti sia a parte, di modo che quando gli ospiti - che nel monastero non mancano mai - sopraggiungono a ore non previste, i fratelli non siano disturbati. E in questa cucina prestino servizio per un anno intero due fratelli che possano adempiere bene tale compito. Se c'è bisogno, si diano loro degli aiutanti perché servano senza mormorare; quando invece sono poco occupati, vadano a lavorare dove viene loro comandato. E questo non valga solo per costoro, ma in tutti gli uffici del monastero si usi questo criterio: che quando uno ha bisogno di aiuto, gli si dia; e quando invece è libero, obbedisca agli ordini ricevuti.

Cap.53,16-20.