Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
31 Agosto - 06 Settembre 2003
Tempo Ordinario XXII, Colore verde
Lezionario: Ciclo B | Anno I, Salterio: sett. 2

Commento alle Letture

Mercoledì 03 settembre 2003

Gesù e le preghiere...

La liturgia ci presenta oggi alla meditazione il brano delle guarigioni. Ma vorrei attirare l'attenzione sopra un'altra cosa. "Lo pregarono per lei ed egli, chinatosi la guarì". Ecco, lo pregarono… Egli, per fare miracoli, vuole le nostre preghiere, ha bisogno che chiediamo, che lo invochiamo... Come preghiamo noi? Sappiamo chiedere al Signore ciò di cui abbiamo bisogno? Sappiamo aprire il nostro cuore e dire: Signore ti prego, Signore, sia fatta la tua volontà, se vuoi puoi aiutarmi..., puoi sanarmi... Sì, Dio sa e conosce le nostre necessità, Dio è consapevole delle nostre malattie e povertà, nonostante ciò egli dice: entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.


San Gregorio Magno - Festa
Letture: Ez. 34,11-16; Ps 22; Gv.10, 11-16

San Gregorio, seguace di Cristo, Buon Pastore.

Gesù usa una bella immagine oggi, tratto dal mondo naturale della Palestina. Egli si presenta come il pastore; anzi il buon pastore che offre la propria vita per le pecore. La conoscenza delle Sacre Scritture fa' capire subito che Gesù indica, con questa immagine, la sua natura divina. Nell'Antico Testamento, infatti la figura del pastore è applicata a Dio. Giuseppe, nel libro della Genesi, chiama così Dio, che è stato il suo pastore. I profeti usano spesso questa similitudine: Isaia, Geremia e soprattutto Ezechiele. Il popolo d'Israele quando è vinto,a causa del suo peccato è paragonato ad un gregge senza pastore. Il cantore dell'Antico testamento, il salmista dice che il Signore è il suo pastore e non gli manca nulla. Ancora il Signore è il pastore che libera il popolo dalla schiavitù dell'Egitto e lo guida nel deserto. Gesù, però inserisce, in questa immagine antica, degli elementi di novità. Il buon pastore che si ricordano i discepoli dall'insegnamento scritturistico, va' in cerca perduta; ha cura del suo gregge, lo cura lo pasce e gli dona la pace; questo però non basta per Gesù, il buon pastore deve essere disposto a dare la sua vita per le sue pecore. Le promesse dell'Antico testamento dei beni messianici sono inserite da Gesù nel mistero della sua passione, morte e resurrezione. La rivelazione del mistero della persona di Gesù è intimamente legato all'annuncio del suo messaggio ed al mistero pasquale, nel quale si ripresenta la sua morte e resurrezione. La pace, promessa del Messia assume un altro significato nella comprensione del mistero di Cristo, ed è il dono del Cristo Risorto.

Apoftegmi - Detti dei Padri

La lotta della preghiera.

«I fratelli chiesero al padre Agatone: "Padre, nella vita spirituale quale virtù richiede maggior fatica?". Dice loro: "Perdonatemi, ma penso che non vi sia fatica così grande come pregare Dio. Infatti, quando l'uomo vuole pregare, i nemici cercano di impedirlo, ben sapendo che da nulla sono così ostacolati come dalla preghiera. Qualsiasi opera l'uomo intraprenda, se persevera in essa, possederà la quiete. La preghiera invece richiede lotta fino all'ultimo respiro"».

Agatone

Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

COME CELEBRARE LE LODI MATTUTINE NEI GIORNI FERIALI

Nei giorni feriali le Lodi mattutine si celebrino in questo modo: si dica il salmo 66 senza antifona, rallentando un po' come la domenica, in modo che tutti si trovino presenti al salmo 50 da dirsi con l'antifona. A questo seguiranno altri due salmi secondo la consuetudine e cioè: al lunedì, i salmi 5 e 35; 5al martedì, il 42 e il 56; 6al mercoledì, il 63 e il 64; 7al giovedì, l'87 e l'89; al venerdì, il 75 e il 91; al sabato, il salmo 142 e il cantico del Deuteronomio diviso in due Gloria. 10Negli altri giorni il cantico dei Profeti si dica ciascuno al giorno suo, secondo l'uso della Chiesa Romana. Seguano quindi le laudes (i salmi 148-149-150), una lettura dell'Apostolo da recitarsi a memoria, il responsorio, l'inno, il versetto, il cantico del Vangelo, la litania; e così si termini.

Cap.13,1-11.