Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Mercoledì 07 dicembre 2011

Levate in alto i vostri occhi e guardate.

Siamo piegati verso la terra, i nostri occhi rapidi e distratti, si posano di prevalenza sulle cose che ci circondano, si soffermano sugli eventi che accadono dentro e fuori di noi. Viviamo l'era della comunicazione; immagini, parole e suoni ci bombardano. Oggi siamo invitati e levare in alto i nostri occhi, a guardare con attenzione e devozione, a concederci una pausa di riflessione, magari di preghiera. Il profeta Isaia ci dice: "Egli dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo spossato... quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi". Il Signore Gesù in modo più esplicito lancia a tutti e a ciascuno di noi un fervido invito: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero". Occorre soltanto prendere coscienza del nostro stato di stanchezza e talvolta di oppressione e con umiltà e fervore andare fiduciosi ad incontrare Colui che sta per venire ancora una volta in mezzo a noi. Egli viene a rompere la nostra penosa solitudine, viene a far rifiorire la vita e ridare la gioia. Questo giustifica l'attesa del Natale e la festosità che lo circonda. Il resto sono luci fàtue che forse strappano un sorriso ma non sanno e non possono dare la vera felicità.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Il padre di Zenone disse: "chi desidera che Dio esaudisca presto la sua preghiera, quando si alza e tende le mani al Signore, prima di pregare per ogni altra cosa e per la sua stessa anima, deve pregare nel cuore per i suoi nemici. È per questa azione buona che Dio lo ascolterà, qualsiasi cosa poi gli chieda".


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

L'ORDINE DELLA COMUNITÀ

Dunque i fratelli, secondo i posti stabiliti dall'abate o secondo l'ordine di anzianità monastica, accedano al bacio di pace, alla Comunione, al canto dei salmi, al posto in coro; e in tutti i luoghi l'età non dovrà essere affatto criterio di distinzione o di preferenza, perché Samuele (cf. 1 Sam 3) e Daniele (cf. Dn 13) da giovani furono giudici degli anziani. Perciò, eccetto quelli che l'abate per ragioni superiori o per giusti motivi come abbiamo detto, avrà promossi o degradati, tutti gli altri abbiano il loro posto secondo l'ingresso in monastero; così, ad esempio, chi è entrato alla seconda ora del giorno sappia di essere più giovane di chi è entrato alla prima ora del giorno, qualunque sia la sua età o la sua condizione sociale; tuttavia i fanciulli siano sotto la disciplina di tutti in ogni caso.


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