Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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San Vincenzo Ferrer

05 Aprile
Sacerdote

BIOGRAFIA

Era nato a Valencia in Spagna, nel 1350. A diciassette anni aveva già completato con tanto profitto gli studi di filosofia e di teologia che i suoi maestri lo annoverarono subito tra il corpo docente. Entrato nel convento dei domenicani di Valencia, fu ordinato sacerdote nel 1378, una data che nella storia della Chiesa viene ricordata come l'inizio del grande scisma d'Occidente. Insegnò teologia. Esercitando l'ufficio di predicatore attraversò molte regioni e raccolse frutti abbondanti nel salvaguardare la vera fede e nel correggere i costumi. La virtù divina fece molti miracoli per mezzo di lui, a conferma della sua santa vita e predicazione. Dopo tante fatiche, avendo speso tutte le sue forze per il servizio di Dio, andò a ricevere il premio degli Apostoli nel 1419 a Vannes, e fu iscritto nell'albo dei santi dal compatriota Callisto III nell'anno 1455.

MARTIROLOGIO

San Vincenzo Ferrer, sacerdote dell'Ordine dei Predicatori, che, spagnolo di nascita, fu instancabile viaggiatore tra le città e le strade dell'occidente, sollecito per la pace e l'unità della Chiesa; a innumerevoli popoli predicò il Vangelo della penitenza e l'avvento del Signore, finché a Vannes in Bretagna, in Francia rese lo spirito a Dio.

DAGLI SCRITTI...

Dal trattato «Sulla via spirituale» di san Vincenzo Ferrer, sacerdote
Modo di predicare
Nelle prediche e nelle esortazioni usa un linguaggio semplice e una conversazione familiare per spiegare i doveri particolari. Insisti sugli esempi quanto più puoi, perché qualsiasi peccatore che ha commesso un determinato peccato si senta scosso come se tu predicassi per lui solo. Parla in modo tale che le parole non sembrino provenire da un animo superbo ed indignato, ma piuttosto da sentimenti di carità e di pietà paterna. Comportati come un padre che si duole dei figli traviati, o che soffre per una loro grave infermità. Procedi come chi cerca di tirar fuori e liberare da una fossa profonda coloro che vi si trovano e curali come una madre. Trattali insomma come uno che gode del loro progresso e spera di portarli alla gloria del paradiso.
Tale atteggiamento suole essere proficuo agli ascoltatori, mentre un discorso generico sulle virtù e sui vizi tocca poco gli ascoltatori.
Così pure nelle confessioni, sia che tu conforti con dolcezza i pusillanimi, sia che incuta terrore agli incalliti nel male, mostra sempre sentimenti di carità perché il peccatore capisca che le tue parole derivano da un sincero amore.
Le parole caritatevoli e dolci siano sempre preferite a quelle che pungono.
Tu, dunque, che desideri essere utile alle anime del prossimo, per prima cosa ricorri a Dio con tutto il cuore e chiedi a lui con semplicità questa grazia, che si degni di infondere in te quella carità, che è la perfezione delle virtù, e per mezzo della quale tu possa compiere ciò che desideri. (Cap. 13; ed Garganta-Forcada, pp. 513-514)

 

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