Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Mercoledì 22 marzo 2023

Io e il Padre siamo una cosa sola.

Mentre la gente accorreva, e sempre di più, per incontrare Gesù, i giudei, sempre più volevano ucciderlo, perché dicevano: "si fa uguale a Dio". Infatti Egli faceva sempre quello che vedeva fare dal Padre: “Quello che Egli fa anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio e gli manifesta tutto quello che fa”, ”Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi Egli vuole”, “Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che Lo ha mandato”, “Non meravigliatevi di questo: viene il tempo in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la mia voce, e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita, e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna”, “Non cerco la mia volontà, ma la Volontà di Colui che mi ha mandato!”. L’antica fede giudaica era rigidamente monoteista: “Dio è Uno!”, ma dietro il divino insegnamento di Gesù, il nostro credo cattolico è: “Dio è Uno, ma in Tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo”, come a dire: ‘Dio è una Famiglia d’Amore eterno!’. Questa fede trinitaria ce l’ha fatta conoscere Gesù, venendo sulla terra. Ed Egli ce l’ha saputa testimoniare con la sua Parola viva e con le sue opere meravigliose che ha compiuto sulla terra, come leggiamo nel Vangelo; e infine ha sacrificato la sua vita, morendo sulla Croce per noi. Infatti il Sommo Sacerdote ebraico Gli domandò solennemente: “Nel Nome del Dio Vivente dìcci se Tu sei per davvero il Figlio di Dio!”, “Si, tu l’hai detto!”, rispose Gesù. E venne condannato a morte, e alla morte di Croce. Ma al terzo giorno Egli è risorto, e vive in eterno. Gesù ha compiuto la volontà del Padre fino in fondo. Sforziamoci anche noi a fare altrettanto, per quanto ci è possibile ma con forte proposito, ed egli ci benedirà.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Gregorio disse: «Che la tua opera sia pura per la presenza del Signore e non per l'ostentazione».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

QUALE DEVE ESSERE IL GRADO DELLA SCOMUNICA

La misura della scomunica o del castigo corporale deve essere proporzionata alla gravità della colpa; e la valutazione di questa dipende esclusivamente dal giudizio dell'abate. Se un fratello comunque si rende colpevole di colpe leggere sia privato della partecipazione alla mensa comune. Per chi viene escluso dalla mensa si usi questa norma: non canti da solo in coro né salmo né antifona né proclami le letture, finché non abbia fatto la soddisfazione; inoltre prenda il pasto da solo dopo la refezione dei fratelli; così, per esempio, se i fratelli mangiano all'ora sesta, egli mangi a nona; se i fratelli a nona, egli a vespro, finché, dopo un'adeguata soddisfazione, non abbia ottenuto il perdono.


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