Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Domenica 08 marzo 2020

«Questi è il Figlio mio, l’amato. Ascoltatelo».

Gesù più volte aveva preannunciato ai suoi la sua prossima dipartita. «Il Figlio dell’uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, essere messo a morte e risorgere il terzo giorno». Gli Apostoli non comprendono: la notizia è troppo lontana dai loro pensieri e dalle loro attese. Gesù viene incontro alla loro debolezza: «Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte». In disparte, su un alto monte con tre testimoni, Mosè ed Elia, fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. I tre testimoni hanno il privilegio di contemplare una meravigliosa trasfigurazione e di poter udire una voce inconfondibile: quel Gesù che aveva sconvolto i suoi discepoli, parlando di morte, sul Tabor mostra un lembo della sua gloria e il Padre celeste proclama «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo!». Ora non possono più dubitare: Gesù condannato a morte è il Figlio di Dio, il Padre ha posto in Lui il suo compiacimento perché sta adempiendo l’opera che gli è stata affidata e come egli l’aveva descritta agli apostoli, quindi “ascoltatelo”. «Alzatevi e non temete» dice loro Gesù. E aggiunge: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti». La trasfigurazione brillerà in pienezza e per tutti quando anche noi, risorti con lui, potremo gioire la nostra Pasqua.


Apoftegmi - Detti dei Padri

«Un fratello disse al padre Antonio: "Prega per me!". L'anziano gli dice: "Non posso avere io pietà di te, e neppure Dio, se non sei tu stesso a impegnarti nel pregare Dio"».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

COME CELEBRARE L'UFFICIO DIVINO DURANTE IL GIORNO

Come dice il profeta: «Sette volte al giorno io ti lodo» (Sal 118,164). Questo numero di sette sarà da noi raggiunto se compiremo i doveri del nostro servizio alle Lodi mattutine, a Prima, a Terza, a Sesta, a Nona, ai Vespri e a Compieta, perché appunto di queste Ore diurne il profeta ha detto: «Sette volte al giorno io ti lodo». Infatti riguardo alle Vigilie notturne lo stesso profeta dice: «Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode» (Sal 118,62). In queste Ore dunque eleviamo lodi al nostro Creatore per le sentenze della sua giustizia (Sal 118,62 e 164), cioè alle Lodi mattutine, a Prima, a Terza, a Sesta, a Nona, ai Vespri e a Compieta; e di notte alziamoci a rendergli grazie.


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