Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Martedì 25 febbraio 2020

Un Volto da contemplare, un Volto da amare.

Celebriamo oggi la festa del Santo Volto di Gesù, San Giovanni Paolo II nella lettera apostolica Novo millennio ineunte ci dice: "La nostra testimonianza sarebbe insopportabilmente povera, se noi per primi non fossimo contemplatori del suo Volto". Contemplare il Volto del Signore è quindi un dovere imprescindibile se volgiamo davvero qualificarci ed essere suoi veri discepoli e seguaci fedeli. Nel suo Volto infatti è impressa e rivelata la stessa immagine del Padre celeste: "Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io, come luce, sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre", così grida Gesù. Vuol dire che dal suo Volto emanano per noi, come doni preziosi, luce e fede; quindi, illuminati e irradiati, diventa per noi possibile e vero essere a nostra volta luce e sale della terra e spandere verità e grazia. Vuol dire che ci è dato uno specchio luminosissimo per confrontarci continuamente con la verità e scoprire l'abisso di amore e di misericordia che è stato riversato nei nostri cuori. Troviamo in quel volto impresso e velato il volto di ognuno di noi per quella misteriosa impressione con cui tutti siamo stati assunti e guariti dal Redentore. Possiamo ben dire che in quel Volto è impressa anche la nostra effigie. Vi leggiamo tutta la bellezza del Figlio di Dio, ci viene da dire con il salmista: "Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo, sulle tue labbra è diffusa la grazia, ti ha benedetto Dio per sempre" ma anche da valutare tutto il peso e la passione che l'ha sfigurato con inaudita violenza. Quel Volto divino e umano ci svela ancora, con innegabile evidenza, la gravità e il peso del peccato del mondo, che perfino tenta di sfigurare il Volto di Dio e l'incomprensibile amore che come risposta soffre e perdona, ma soprattutto ama. Noi l'invochiamo dicendo: "Volto santo di Gesù, guardaci con misericordia", possiamo ben credere che la risposta per noi sia: "Io ti uso misericordia ma tu contemplami con viva gratitudine!"


Apoftegmi - Detti dei Padri

La preghiera

Lui «sa cosa è bene per noi e ci fa misericordia».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

L'UMILTÀ

Nel periodo invernale, cioè dal principio di novembre fino a Pasqua, ci si alzi, secondo una valutazione ragionevole, all'ottava ora della notte, in modo da dormire un po' più della metà della notte e levarsi a digestione compiuta. Il tempo poi che rimane dopo le Vigilie, i fratelli che hanno bisogno di imparare qualcosa del salterio o delle letture, lo dedichino a questo. Da Pasqua invece fino al principio di novembre, l'orario venga regolato in modo tale che, dopo l'Ufficio vigiliare, lasciato un brevissimo intervallo in cui i fratelli possano uscire per le necessità naturali, seguano subito le Lodi mattutine che devono celebrarsi alle prime luci dell'alba.


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