Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Lunedì 03 febbraio 2020

«Esci, spirito immondo, da quest'uomo!».

Ancora oggi come al tempo di Gesù difficilmente si riesce a comprendere il significato dei segni e dei miracoli che il Signore compie. Si parla poco di satana, molti cristiani ne negano ancora l’esistenza, anche se poi, per assurdo, costatando evidentemente il male che egli sparge ovunque nel mondo, gli inquinamenti spirituali che guastano la vita dell’uomo, spesso si sente affermare: “Ma che diavolo succede!”. Sappiamo, e non dovremmo dubitare, che sin dall’inizio Satana ha tramato contro di noi per separarci dal nostro Creatore e Signore. Da allora non cessa di insinuarsi nella vita del mondo, della Chiesa e di ognuno; entra dove trova porte aperte, trionfa quando è invocato e poi tormenta e distrugge. L’evangelista racconta ai suoi fedeli in conversione dal paganesimo un esorcismo che Gesù celebra in territorio pagano. Si tratta uomo posseduto da uno spirito immondo. Nessuno più riusciva a tenerlo legato e a domarlo, neanche con catene, per cui era stato confinato nei sepolcri. La forza e la ferocia di Satana spesso è difficile domarla ancor più se, come nel nostro caso sono in molti, è una legione. Gesù scandisce il suo ordine: «Esci, spirito immondo!». Strano a dirsi l’”immondo” per voce dell’ossesso implora. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi, e urlando a gran voce disse: «Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Satana è il tormento dell’uomo, Gesù che lo scaccia è il “tormento di Satana!”. I Gerasèni, pagani, non comprendo quanto Gesù ha fatto per loro e invece di essergli grati lo pregano di allontanarsi dal loro territorio. La legione di demoni chiede di potersi rifugiare in una mandria di porci!


Apoftegmi - Detti dei Padri

"Abba Abramo, discepolo di abba Agatone, chiese ad abba Poemen: 'Come mai i demoni mi combattono?'. 'Ti combattono i demoni? - gli dice abba Poemen - Non combattono contro di noi finché facciamo la nostra volontà; infatti le nostre volontà sono demoni, e sono esse che ci tormentano, fino a quando non le compiamo. Vuoi vedere con chi combatterono i demoni? Con abba Mosè e quelli simili a lui".


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

L'OBBEDIENZA DEI DISCEPOLI

Il principale contrassegno dell'umiltà è l'obbedienza senza indugio. Essa è propria di coloro che ritengono di non aver nulla più caro di Cristo; i quali, sia per il servizio santo a cui si sono consacrati, sia per il timore della geenna e la gloria della vita eterna, non appena dal superiore viene comandato qualcosa, come se l'ordine venisse da Dio, non sopportano alcun ritardo nell'eseguirla. Di questi il Signore dice: «Appena ha udito, subito mi ha obbedito» (Sal 17,45); e ai maestri dice: «Chi ascolta voi, ascolta me» (Lc 10,16).


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