Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Giovedì 24 maggio 2018

Eliminare la cause del male.

Anche i gesti di amore apparentemente meno significanti, come quello di dare un bicchiere di acqua, se compiuti nel nome del Signore, saranno motivo di merito e oggetto di ricompensa. Lo stesso Gesù aveva detto: «Date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio». Facendoci poi pregustare il momento del giudizio finale, convoca alla gioia eterna tutti coloro che lo hanno riconosciuto nei poveri, negli affamati e negli assetati, ritenendo fatto a se quello che hanno dato a quei miseri. Guai però a farsi complice del male o indurre altri all’errore. Questo severo ammonimento vale per tutti, ma particolarmente per i suoi discepoli. Essi debbono essere luce del mondo e sale della terra. Hanno quindi il compito e la missione di guidare tutti al bene. Lo scandalo è esattamente il contrario: è il tradimento della propria vocazione, significa non solo cedere al male, ma addirittura coinvolgere e spingere gli altri nello stesso baratro. Le condanne che Gesù preannuncia per tali nefandezze sono particolarmente gravi: l’autore dello scandalo deve essere gettato nel mare con al collo una macina girata da asino; gettato con due piedi nella Geenna, nel fuoco eterno. È da credere che egli vuole più che comminare condanne, far comprendere la gravità dello scandalo e con quel linguaggio simbolico, voglia dirci che deve essere assolutamente cancellato dalla vita dei suoi discepoli. È per questo che dobbiamo essere disposti anche a privarci di una mano, di un piede o anche di un occhio, piuttosto che scandalizzare qualcuno. Giustamente viene posta un’attenzione speciale per i piccoli. Gesù dice che i loro angeli vedono sempre il volto del Padre, li predilige per la loro purezza, innocenza e semplicità e quindi vuole ergere una particolare protezione nei loro confronti affinché nessuno osi infangare la loro innocenza. Costatiamo invece che proprio nei loro confronti ai nostri giorni c’è un accanimento selvaggio, un vero e proprio bombardamento di fango, che vorrebbe sporcarli e travolgerli. Ancora una volta gli adulti, che dovrebbero essere i loro protettori ed educatori, tramano invece contro la loro splendida innocenza. Questo è lo scandalo, una miseria da cancellare dal nostro mondo.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Uno degli anziani disse: Proprio come l'ape, dovunque vada, fa il miele, così il monaco, dovunque vada, se va a fare la volontà di Dio produce sempre la dolcezza delle opere buone.


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

NORME PER L'ACCETTAZIONE DEI FRATELLI

Se egli promette di perseverare nella sua stabilità, dopo due mesi gli si legga di seguito questa Regola e gli si dica: «Ecco la legge sotto la quale tu vuoi militare: se puoi osservarla, entra; se non puoi, va' pure via liberamente». Se rimane fermo nella sua decisione, lo si riconduca nel suddetto locale del noviziato e di nuovo sia messa alla prova in tutto la sua pazienza. Passati sei mesi, gli si rilegga la Regola, affinché sappia che cosa abbraccia. E se ancora persevera, dopo altri quattro mesi gli si rilegga di nuovo la Regola.


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