Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Giovedì 16 gennaio 2014

Se vuoi, puoi guarirmi.

E' la richiesta del lebbroso davanti a Gesù. Di fronte ad una situazione umanamente disperata, come quella derivante dalla devastazione della lebbra è questa la preghiera che proviene dal cuore del lebbroso del brano odierno del vangelo. È una preghiera che racchiude in sé un preciso atto di fede, da non trascurare. Il lebbroso riconosce a Cristo una autorità ed una superiorità a tutti gli elementi materiali. Egli conosce benissimo della forza e della potenza di Gesù e si rimette completamente a Lui per essere sanato. È un grido di disperazione ma è affidamento fiducioso a Cristo. Atto di fede che vive nella speranza vera di chi si affida completamente all'Altro. La risposta di Gesù è parola, Parola che guarisce immediatamente. La nostra preghiera dovrebbe avere sempre questa doppia caratteristica. È atto di fede e di speranza che supera ogni limite umano e sana tutte le nostre disperazioni ed è anche richiesta fiduciosa. Rivolgiamoci a Gesù perché possa guarire ogni nostra lebbra materiale e soprattutto spirituale. La preghiera è atto di fede e di speranza da vivere nell'amore vero verso di noi ed i nostri fratelli.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Disse abbà Longino: «Da' il sangue e ricevi lo Spirito»


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

QUALE DEVE ESSERE L'ABATE

Quando dunque uno assume il titolo di abate, deve guidare i suoi discepoli con un duplice insegnamento: cioè, tutto quello che è buono e santo mostrarlo più con i fatti che con le parole; in modo da proporre con le parole i comandamenti del Signore ai discepoli più maturi, invece ai duri di cuore e ai più rozzi mostrare con il suo esempio i precetti divini. Quanto poi avrà indicato ai suoi discepoli come contrario alla legge di Dio, dimostri con la sua condotta che bisogna evitarlo, perché non gli accada che, mentre predica agli altri, non sia trovato riprovevole proprio lui (cf. 1 Cor 9,27), e che un giorno Dio non debba dirgli a causa dei suoi peccati: «Perché vai ripetendo i miei decreti e hai sempre in bocca la mia alleanza, tu che detesti la disciplina e le mie parole te le getti alle spalle?» (Sal 49,16-17); e ancora: «Tu osservavi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, ma non ti sei accorto della trave che era nel tuo» (Mt 7,3).


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