Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

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Venerdì 13 aprile 2007

Gesù risorto appare ai discepoli presso il lago di Galilea...

In questo episodio sta in primo piano Simon Pietro: il suggerimento di andare a pescare parte proprio da lui. Gli apostoli anche questa volta non prendono i pesci in tutta la notte. Verso il mattino ritornano a riva senza avere preso nulla. Sulla spiaggia si trova Gesù che però essi non riconoscono, forse a causa dell'oscurità del crepuscolo, forse a causa del suo corpo glorioso. La proposta dello sconosciuto gli porta fortuna. Il discepolo prediletto lo riconosce immediatamente; Pietro però è spinto dal suo carattere impetuoso ad andare per primo verso il Salvatore. Per rispetto al maestro, si infila tunica, che normalmente ci si toglie per nuotare, e copre a nuoto i 200 cubiti che ancora li separavano dalla spiaggia; gli altri lo seguirono sulle barche, tirando le reti con sé. All'alba Gesù stava sulla riva mentre i discepoli stavano scoraggiandosi a trarre le loro reti vuote; viene in mente spontaneamente l'episodio di Gesù che cammina sulle acque: all'arrivo di Gesù la barca in cui i dodici stavano esaurendosi a remare nel mare agitato, toccò subito la riva verso la quale erano diretti. Non si sbaglierebbe nel supporre che la riva da cui Gesù chiamava a gran voce i pescatori simboleggi la gloria eterna; la pesca infruttuosa, l'impotenza alla quale sarebbero votati i discepoli senza il soccorso dall'alto; la pesca miracolosa, il segno della protezione che non verrà mai meno. Tra la risurrezione e la venuta del Signore si è aperto un nuovo periodo; incomincia il tempo della Chiesa apostolica; gli apostoli compiranno la loro missione, Pietro pascerà il gregge in aumento; ma a dispetto delle apparenze è Cristo risalito presso il Padre che feconderà i loro sforzi.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Disse un anziano: «Senza la sorveglianza delle labbra è impossibile all'uomo progredire anche in una sola virtù; poiché la prima delle virtù è la sorveglianza delle labbra».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

LA MISURA DEL CIBO

Per il pasto quotidiano - abbia esso luogo a sesta o a nona - noi pensiamo che siano sufficienti in tutte le stagioni due pietanze cotte, per riguardo alle infermità dell'uno o dell'altro dei fratelli; cosicché chi non può cibarsi di una, si nutra con l'altra. Quindi due pietanze cotte bastino a tutti; e se ci fosse la possibilità di avere frutta e legumi freschi, se ne aggiunga una terza. Di pane sarà sufficiente una libbra di buon peso al giorno, sia quando si fa un pasto solo sia quando si pranza e si cena. Che se si deve anche cenare, il cellerario metta da parte un terzo di quella libbra e lo passi a cena.


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