Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Domenica 09 febbraio 2003

Insegnava come uno che ha autorità.

L'autorità in Cristo sgorga essenzialmente dalla sua divinità. Egli afferma di se stesso di essere la Verità. Vuol dire che egli l'incarna nella sua persona umano divina. Dice ancora: "Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse". La verità e l'autenticità dell'insegnamento ha quindi due percorsi obbligati: deve sgorgare da Dio e deve essere corroborata e testimoniata con le opere. I latini che non erano santi, ma spesso saggi, asserivano che le parole volano e gli esempi attraggono. Gli ascoltatori di Gesù probabilmente usano gli stessi criteri di valutazione: ascoltavano sì, le sue parole, ma restano affascinati soprattutto dai suoi esempi. Gli stessi uditori avevano al contrario sotto gli occhi ogni giorno le testimonianze opposte degli scribi e dei farisei per cui il Signore si sentiva in dovere di metterli in guardia: "Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno". Questa affermazione di Cristo conserva ancora tutta la sua attualità e vale per tutti coloro che in ruoli diversi hanno il compito di "dire" agli altri. È un invito alla coerenza soprattutto per gli educatori di ogni epoca. L'autorità del Signore non è riconosciuta ed ammirata solo dai suoi devoti ascoltatori, anche i demoni, loro malgrado, gli obbediscono e si sottomettono ai suoi comandi. Non può essere diversamente se teniamo presente che egli è venuto tra noi per liberarci dal male, da ogni forma di male. Insegnandoci a pregare ci fa dire infatti al Padre: "Liberaci dal male". È lui il nostro liberatore, il nostro redentore. Egli stesso dopo la risurrezione dichiarerà la sua vittoria sulla morte e la nostra completa liberazione dal peccato, il male peggiore che possa capitarci. Il discorso sui demoni ai nostri giorni incontra molti scettici, tutti però siamo consapevoli del male che facciamo e che ci circonda. Vale allora la pena affidarci ancora a Cristo affinché ripeta ancora per noi, per il nostro mondo, per i mali che ci affliggono: "Taci! Esci."


Apoftegmi - Detti dei Padri

«Abba Poemen ha riportato queste parole di abba Ammone: "Un uomo passa tutto il suo tempo a portare la scure e non riesce ad abbattere l'albero; c'è un altro invece che è esperto nel tagliare e con pochi colpi lo fa cadere". E diceva che la scure è il discernimento».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

L'UMILTÀ

Quindi, fratelli, se vogliamo toccare la vetta della più grande umiltà, se vogliamo giungere velocemente alla esaltazione celeste a cui si sale attraverso l'umiltà della vita presente, dobbiamo innalzare, ascendendo con le nostre azioni, quella scala che apparve in sogno a Giacobbe e per la quale egli vide angeli che scendevano e salivano (cf. Gen 28,12). Per noi quel discendere e quel salire stanno senz'altro a significare che con la superbia si discende e con l'umiltà si sale.


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