Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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I Santi del giorno

Domenica 23 agosto 2009

Santa Rosa da Lima

Vergine (Memoria facoltativa)

BIOGRAFIA

Rosa nacque a Lima il 20 aprile 1586, ricevendo al fonte battesimale il nome di Isabella, come la nonna materna. Chiamata per la prima volta Rosa dalla serva india Mariana, quand'era ancora in culla, a motivo della sua straordinaria bellezza, quel nome le rimase poi sempre, confermatole peraltro anche dal santo arcivescovo di Lima. Ancora bambina, consacrò la sua purezza a Dio e cominciò ben presto a condurre una vita di rigorosa penitenza e di mortificazione, percuotendosi spesso acerbamente, digiunando frequentemente ed abbandonandosi a lunghe estenuanti veglie. A venti anni entrò nell'ordine di S.Domenico. Godette prestissimo di estasi, che aveva tutte le settimane dal giovedì al sabato, giungendo al più alto grado di unione mistica.

MARTIROLOGIO

Santa Rosa, vergine, che, insigne fin da fanciulla per la sua austera sobrietà di vita, vestì a Lima in Perù l'abito delle Suore del Terz'Ordine regolare dei Predicatori. Dedita alla penitenza e alla preghiera e ardente di zelo per la salvezza dei peccatori e delle popolazioni indigene, aspirava a donare la vita per loro, giungendo a imporsi grandi sacrifici, pur di ottenere la salvezza della fede in Cristo. La sua morte avvenne il giorno seguente a questo.

DAGLI SCRITTI...

Dagli "Scritti" di santa Rosa da Lima, vergine
Conosciamo l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza

Il Salvatore levò la voce e disse: Tutti sappiamo che la grazia segue alla tribolazione, intendano che senza il peso della afflizioni non si giunge al vertice della grazia, comprendano che quanto cresce l'intensità dei dolori, tanto aumenta la misura dei carismi. Nessuno erri né si inganni; questa é l'unica vera scala del paradiso, e al di fuori della croce non c'é altra via per cui salire al cielo. Udite queste parole, mi sentii spinta a scendere in piazza per gridare a tutti, qualunque fosse la loro età, il sesso e la condizione: Ascolta, popolo; ascoltiamo, genti tutte. Da parte di Cristo e con parole della sua stessa bocca vi avveerto che non si riceve grazia senza soffrire afflizioni. E' necessario che dolori si aggiungano a dolori per conseguire l'intima partecipazione alla natura divina, la gloria dei figli di Dio e la perfetta bellezza dell'anima.
Questo stesso stimolo mi spingeva fortemente a predicare la bellezza della grazia divina, mi tormentava e mi faceva sudare ed anelare. Mi pareve che l'anima non potesse più trattenersi nel carcere del corpo, ma che la prigione dovesse rompersi, ed essa, libera e sola, con più agilità, se ne andasse per il mondo gridando: Oh se i mortali conoscessero che gran cosa é la grazia, quanto é bella, quanto nobile e preziosa, quante ricchezze nasconde in sé, quanti tesori, quanta felicità e delizie! Senza dubbio andrebbero essi stessi alla ricerca di fastidi e pene; andrebbero questuando molestie, infermità e tormenti invece che fortune, e ciò per conseguire l'inestimabile tesoro della grazia. Questo é l'acquisto e l'ultimo guadagno della sofferenza ben accettata. Nessuno si lamenterebbe della croce e dei dolori, che gli toccano in sorte, se conoscesse con quali bilance vengono pesati nella distribuzione fra gli uomini.(Al medico Castillo; ed. L. Getino, La Patrona de América, Madrid 1928, pp. 54-55)



Dal messale

Rosa de santa Maria, al secolo Isabella Flores de Oliva (Lima, Perù, 20 aprile 1586 - 24 agosto 1617), battezzata dall’arcivescovo san Turibio de Mogrovejo, fu accolta tra le terziarie domenicane. Visse la quotidiana esperienza della famiglia, prendendosi cura della casa e della nonna malata, aprendo le porte all’accoglienza di bambini abbandonati e anziani soli. Unita nelle sofferenze alla passione di Cristo, poté godere dell’intimità mistica con lui. Fu la prima donna latino-americana a essere proclamata santa (1672).

Dal Comune delle vergini: per una vergine.

Colletta propria

O Dio, che a santa Rosa [da Lima], ardente del tuo amore, hai ispirato il proposito di rinunciare al mondo per dedicarsi interamente a te in austera penitenza, concedi a noi, per sua intercessione, di seguire in terra la via della vita, per dissetarci in cielo al torrente delle tue delizie. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

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