preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)
Dall’osservanza e dalla pratica dei precetti del Signore nascono la saggezza e la vera intelligenza, tanto che già in passato i pagani esclamavano con stupore: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”. I primi cristiani venivano chiamati “illuminati” perché irrorati dallo Spirito Santo. Riguardo all’osservanza, Gesù ci ammonisce: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”. E nel Vangelo di oggi afferma: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento”. Egli conferma questa novità ripetendo più volte: “Avete inteso che fu detto agli antichi: ‘Occhio per occhio e dente per dente. Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico’; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori”. Dobbiamo quindi prendere coscienza del fatto che il disegno di Dio si sta compiendo in continuità con quanto Egli ha rivelato e stabilito per noi, fino al suo pieno compimento. La vera novità è Cristo stesso, la sua persona e il suo messaggio, che segnano il passaggio dalla legge all’amore. Quando gli chiesero: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?», Egli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». Consapevoli che l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, siamo chiamati a vivere e insegnare i precetti divini, anche i più piccoli, riconoscendone il loro valore profondo. Anelare al meglio costantemente.
L'abate Amun disse: «Sopporta ogni uomo come Dio ti sopporta».
COME L'ABATE DEVE ESSERE PREMUROSO VERSO GLI SCOMUNICATI L'abate dunque deve avere la più grande premura e preoccupazione con ogni accortezza e diligenza per non perdere nessuna delle pecore a lui affidate. Sappia che si è assunta la cura delle anime inferme, non il dominio su quelle sane; e tema la minaccia del profeta per bocca del quale il Signore dice: «Ciò che vedevate grasso, lo prendevate; ciò che invece era debole, lo gettavate via» (Ez 34,3-4). E imiti il gesto di tenerezza del buon pastore il quale, lasciate sui monti le novantanove pecore, andò alla ricerca di quell'unica che si era smarrita; ed ebbe tanta compassione della sua debolezza che si degnò di caricarsela sulle sue sacre spalle e così riportarla al gregge (cf. Lc 15,4-5).
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