Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

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Lunedì 24 marzo 2025

Nessun profeta in patria.

L’autore della Lettera agli Ebrei, parlando della forza e dell’efficacia della Parola di Dio, afferma: “La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di una spada a doppio taglio; penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non c’è creatura che possa nascondersi davanti a lui: tutto è nudo e scoperto ai suoi occhi, e a lui dobbiamo rendere conto.” Quando i doni di Dio ci vengono offerti come strumenti di salvezza, possiamo accoglierli con gratitudine e viverli nella fede, oppure rifiutarli, trasformandoli in un tormento interiore. Non si può resistere impunemente alla Luce: essa mette a nudo le nostre incoerenze, scruta nel profondo, svela i segreti dell’anima, il bene che ci arricchisce e il male che ci opprime. Per questo scribi, farisei e persino i compaesani di Gesù non riescono a sopportare le sue parole. Pieni di sdegno, arrivano persino a minacciare di gettarlo da un precipizio. L’orgoglio ferito si trasforma in desiderio di vendetta: chi proclama la verità deve essere ridotto al silenzio, chi smaschera ipocrisie ben costruite deve scomparire. Falsità, meschinità e ipocrisia si radicano con fatica nell’animo umano: è un lavoro continuo, con cui le verità, anche quelle di Dio, vengono smontate pezzo dopo pezzo e sostituite da illusioni personali. La voce di Cristo si scontra con questa realtà senza possibilità di compromesso. La verità è una sola, non può essere frammentata. È un dono gratuito, fonte di beatitudine, grazia e salvezza: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica!” Il Signore è ancora vivo in mezzo a noi, la sua Parola palpita nel cuore della Chiesa e dei suoi fedeli. Eppure, ancora oggi, molti si sentono disturbati da Cristo e dai suoi messaggeri. C’è ancora chi vorrebbe farli tacere e spingerli nel vuoto. Che il Signore non debba ripetere anche a noi, distratti, superficiali o addirittura ostili, le stesse parole amare di allora: “Nessun profeta è ben accolto in patria.”


Apoftegmi - Detti dei Padri

Un anziano disse: «Giuseppe d'Arimatea prese il Corpo di Gesù e lo mise in una sindone monda e in un sepolcro nuovo, cioè in un uomo nuovo. Che ciascuno abbia gran cura di non peccare per non oltraggiare Dio che abita in lui, e per non scacciarlo dalla sua anima. La manna fu data a Israele per nutrirsi nel deserto, ma al vero Israele è stato dato il Corpo di Cristo».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

QUELLI CHE SENZA AUTORIZZAZIONE TRATTANO CON GLI SCOMUNICATI

Se un fratello, senza l'autorizzazione dell'abate oserà trattare in qualsiasi modo con il fratello scomunicato o parlare con lui o inviargli un messaggio, incorra nella pena di una eguale scomunica.


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