Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Lunedì 28 agosto 2023

I guai derivanti dall'infedeltà.

I «guai», che oggi Gesù scaglia contro gli scribi e i farisei del suo tempo, si contrappongono alle beatitudini, con le quali il Signore anticipa i motivi e la via del gaudio finale. Essi hanno traviato se stessi e gli altri a cui avrebbero dovuto insegnare le vie di Dio. Ogni defezione è in sé riprovevole, ma assume una particolare gravità quando viene perpetrata da chi è posto come guida e maestro di altri. È ancora un aggravante che le deviazioni accadano con il falso supporto dell'ipocrisia. Per questa via subdola essi fanno di tutto per adescare proseliti che poi con il loro cattivo esempio indirizzano verso la perdizione. Gesù li definirà «sepolcri imbiancati» e ciechi. Quei "guai" oggi riecheggiano minacciosi nel nostro mondo, dovunque si annida ancora l'ipocrisia, la falsità e la cecità. È rivolta a chiunque adesca con l'inganno e poi induce al male. Coinvolge sicuramente i falsi pastori che impongono pesi insopportabili agli altri con i loro falsi moralismi mentre essi si dispensano volentieri da ogni regola morale. Nelle parole di Cristo dobbiamo cogliere anche l'esplicita condanna a tutti i formalismi esteriori che riducono la religiosità ad espressioni solo esterne e superficiali, atti più a carpire il consenso degli altri che a dare il vero culto a Dio. Riafferma Gesù il vero ruolo dei pastori e delle guide: debbono indicare con le parole e con l'esempio la via del Regno dei cieli; debbono indicare la strada della salvezza eterna; debbono riaffermare la sincerità della vita e la libera e sincera adesione a Dio.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Le distrazioni nella preghiera.

«Il padre Teodoro di Ennaton disse: "Se Dio ci imputasse le negligenze nella preghiera e le distrazioni durante la salmodia, non potremmo essere salvati"».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

QUANTI SALMI DEVONO DIRSI ALL'UFFICIO NOTTURNO

I testi poi da leggere nelle Vigilie siano quelli di divina autorità sia dell'Antico che del Nuovo Testamento, nonché i loro commenti fatti dai padri cattolici di rinomata fama e di sicura dottrina. Dopo le tre letture con i propri responsori, seguano altri sei salmi da cantarsi con l'Alleluia; quindi una lettura dell'Apostolo da recitarsi a memoria, il versetto, la supplica litanica ossia il Kyrie eleison; e così si concluda l'Ufficio notturno.


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