Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Martedì 24 marzo 2020

Il lettuccio.

La liturgia eucaristica odierna ci propone uno dei tanti miracoli operati da Gesù. Il contesto geografico è Gerusalemme, in particolare vicino alla Porta delle Pecore, luogo che storicamente è identificato non troppo lontano rispetto al Tempio. Il momento storico è stabilito dall'evangelista San Giovanni nello specificare che stiamo in un giorno festivo, di sabato. Gesù incontra un paralitico sul suo lettuccio. Il malato nel parlare dimostra la solitudine della sua vita nel dolore e nell'angoscia, di non poter contare sull'aiuto di nessuno. Gesù lo guarisce miracolosamente. Ciò provoca lo scandalo presso i giudei. Interessante notare come a loro non interessa la guarigione di questo povero uomo; giùdicano il suo comportamento che per loro vìola la legge del sabato. Infatti subito dopo guarito, come chiesto dallo stesso Gesù, prende il suo lettuccio e se lo trascina indietro. Egli così non abbandona il lettuccio che lo aveva sostenuto nel lungo periodo della malattia. Subito dopo, quell'uomo, guarito nel fisico, incontra di nuovo Gesù nel tempio. Forse è questo l'incontro più significativo. Certo, la possibilità di poter camminare rappresenta per il paralitico non solo la guarigione fisica ma anche la possibilità di entrare in quella società che lo aveva fino ad allora escluso. Il riscatto della vita però non è completo. Di ciò se ne rende conto anche il paralitico; infatti egli ancora non aveva compreso chi fosse l'autore del miracolo, come dice a chi lo interroga. La sua andata al tempio dimostra però la sua intenzione di lodare e ringraziare Dio. Egli, il Dio buono e misericordioso, lo trova in Gesù, che quasi lo cerca. Allora la sua vita potrà dirsi veramente cambiata! Finalmente, sempre seguendo i comandi di Gesù, potrà abbandonare quel lettuccio. Il lettuccio abbandonato è per noi segno di conversione vera. La nostra vita può procurarci dei dolori che trasciniamo poi pesantemente. Solo l'incontro vero con Gesù, quello nel quale lo conosciamo nel suo Amore, può riscattare veramente la nostra vita.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Un anziano disse: «Giuseppe d'Arimatea prese il Corpo di Gesù e lo mise in una sindone monda e in un sepolcro nuovo, cioè in un uomo nuovo. Che ciascuno abbia gran cura di non peccare per non oltraggiare Dio che abita in lui, e per non scacciarlo dalla sua anima. La manna fu data a Israele per nutrirsi nel deserto, ma al vero Israele è stato dato il Corpo di Cristo».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

QUELLI CHE SENZA AUTORIZZAZIONE TRATTANO CON GLI SCOMUNICATI

Se un fratello, senza l'autorizzazione dell'abate oserà trattare in qualsiasi modo con il fratello scomunicato o parlare con lui o inviargli un messaggio, incorra nella pena di una eguale scomunica.


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