Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Venerdì 26 aprile 2019

Gesù risorto appare ai discepoli al lago di Galilea...

In questo racconto in primo piano c'è Simòn Pietro: il suggerimento di andare a pescare parte proprio da lui. Ma gli apostoli anche questa volta non prendono i pesci in tutta la notte. Verso il mattino ritornano a riva senza avere preso nulla. Sulla spiaggia si trova Gesù che però essi non riconoscono, forse a causa dell'oscurità del crepuscolo, forse a causa del suo corpo glorioso, forse semplicemente per la stanchezza di tutta la notte in barca. La proposta dello sconosciuto gli porta fortuna. Il discepolo prediletto lo riconosce immediatamente; Pietro però è spinto dal suo carattere impetuoso ad andare per primo verso il Salvatore. Per rispetto al maestro, si infila tunica, che normalmente ci si toglie per nuotare, e copre a nuoto i 200 cubiti che ancora li separavano dalla spiaggia; gli altri lo seguirono sulle barche, tirando le reti con sé. All'alba Gesù aspettava sulla riva mentre i discepoli stavano scoraggiandosi a trarre le loro reti vuote; viene in mente spontaneamente l'episodio di Gesù che cammina sulle acque: all'arrivo di Gesù la barca in cui i dodici stavano esaurendosi a remare nel mare agitato, toccò subito la riva verso la quale erano diretti. Non si sbaglierebbe nel supporre che la riva da cui Gesù chiamava a gran voce i pescatori simboleggi la gloria eterna; la pesca infruttuosa, l'impotenza alla quale sarebbero votati i discepoli senza il soccorso dall'alto; la pesca miracolosa, il segno della protezione che non verrà mai meno. Tra la risurrezione e la venuta del Signore si è aperto un nuovo periodo; incomincia il tempo della Chiesa apostolica; gli apostoli compiranno la loro missione, Pietro pascerà il gregge in aumento; ma a dispetto delle apparenze è Cristo risalito presso il Padre che feconderà i loro sforzi. Successe ieri e succede oggi...


Apoftegmi - Detti dei Padri

Abba Isaia disse: "La sapienza non consiste nel parlare; la sapienza sta nel sapere in quale momento parlare.


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

COME DEVONO FARE LA SODDISFAZIONE GLI SCOMUNICATI

E allora, se l'abate lo permetterà, sia riammesso in coro al suo posto o a quello che l'abate avrà indicato; ma a patto che non ardisca recitare da solo salmo o lettura o altro nell'oratorio, se non ad un nuovo ordine dell'abate. E a tutte le Ore, mentre sta per terminare l'Opus Dei, si prostri a terra nel posto dove si trova; e così continui a fare la soddisfazione finché l'abate di nuovo non gli comanderà di mettervi fine. Chi invece per colpe leggere è scomunicato solo dalla mensa, faccia la soddisfazione nell'oratorio, prolungandola secondo l'ordine dell'abate, finché egli dia la benedizione e dica: «Basta così!».


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