Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Lunedì 21 maggio 2018

«Tutto è possibile per chi crede».

La mancanza di fede spegne la speranza e nel nostro mondo troppo spesso sentiamo dire, dinanzi ai nostri mali più gravi, sia fisici che spirituali, non c’è più nulla da fare. È una esplicita sollecitazione alla resa, è una terribile mortificazione del nostro spirito, è un incentivo a subire continue sconfitte. Ciò vale, e non sempre, solo a livello puramente umano. Cristo è venuto a smentire tale triste convinzione, dimostrandoci con i suoi prodigi, che dove arde la fede, nulla è impossibile all’onnipotenza divina. Questa supera infinitamente le nostre deduzioni più logiche, va oltre i nostri limiti e orienta la nostra speranza oltre i confini di ogni umano potere. Il presupposto è la fede viva e sincera. Giunge a noi come dono gratuito di Dio, ma spetta a noi alimentarla in continuità. Il vangelo di oggi ci offre un esempio dove emerge da una parte l’umana fragilità e dall’altra la potenza di Cristo. Sono ancora deboli i suoi discepoli, che non riescono a scacciare un demonio che ha invasato un povero fanciullo epilettico. È ancora più debole il fanciullo che, oltre il male fisico che l’affligge, subisce l’invasione diabolica, È debole anche le fede del padre che dubita che Gesù possa davvero aiutarlo e compiere il prodigio che pur tanto desidera. Gli dice infatti: «se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Quel “se” dubitativo denuncia i limiti della sua fede. L’evidenza e la gravità del male talvolta ci appaiono più grandi della potenza divina e questo dubbio ci nega l’accesso a Dio. La fede trascende la ragione, la illumina e la orienta verso le eterne verità di Dio. Ci consente di scoprire la sua infinita bontà e ci convince di poterne godere nella nostra esperienza terrena. «Tutto è possibile per chi crede» ci ripete Gesù. “Accresci la nostra fede”, imploriamo insieme agli apostoli. Affinché la nostra preghiera sia efficace dobbiamo però far morire la dea ragione, l’idolo che abbiamo intronizzato sull’altare del nostro cuore e nel nostro mondo. Dobbiamo assumere un atteggiamento di umiltà, che ci consenta di diventare anime oranti. «Questa specie di demoni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera». I demoni più nascosti, più subdoli, perciò più difficili da scacciare, si annidano dentro di noi, si camuffano come doti e virtù, si mascherano di progresso e di modernità, mentre invece segnano i nostri limiti e ci privano di spazi di libertà autentica e di visioni consolanti per il nostro spirito. San Paolo ci ripete: “Cercate le cose di lassù e non quelle della terra”.


CON LA COMPIETA DELLA DOMENICA DI PENTECOSTE SI CONCLUDE IL TEMPO DI PASQUA. Riprende il Tempo Ordinario, (II.parte) che si concluderà con la Domenica del Cristo Re.

COLORE LITURGICO: Verde
LEZIONARIO FESTIVO: Ciclo B
LEZIONARIO FERIALE: Anno II

Apoftegmi - Detti dei Padri

L'Abba Pastor disse: Proprio come il fumo fa uscire le api dall'alveare in modo che il miele venga loro sottratto, così una vita comoda priva l'anima dell'uomo del timor di Dio e cancella tutte le sue opere buone.


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

GLI ARTIGIANI DEL MONASTERO

Se nel monastero vi sono degli artigiani, esercitino la loro arte in tutta umiltà e solo con il consenso dell'abate. Se però qualcuno di loro si insuperbisce per la perizia acquisita nella sua arte e perché pensa di recare una qualche utilità al monastero, costui sia sospeso da quell'attività e non torni ad esercitarla se prima non si sarà umiliato e l'abate non glielo avrà concesso di nuovo


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