Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

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Domenica 08 marzo 2015

Il “tempio”, la casa di Dio con noi.

Comprendiamo il significato vero delle parole di Gesù dopo aver scacciato a frustate i venditori dal tempio: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». È questo il segno per eccellenza che autorizza il Signore nella sua persona, come Messia e Redentore, a scacciare i venditori e difendere con zelo la santità della “Casa” del Padre celeste e la santità di noi suoi figli e fratelli redenti, da ogni contagio. Egli, precisa l’Evangelista, “parlava del tempio del suo corpo”, del vero santissimo sacrario di Dio, incarnato nella nostra umanità, “distrutto” e riedificato nel sacrificio della Croce. Di conseguenza la "Casa" del Signore è e deve essere santa e restare casa di preghiera e non luogo di mercato. In virtù di quel Corpo immolato, diventato pane di vita e bevanda di salvezza, nascono i figli nuovi rigenerati e redenti, tutti noi credenti templi di Dio e le nostre chiese dove Egli ci convoca nella fraternità, nell’unica fede. In virtù di quella divina presenza in noi, diventiamo “tempio” anche noi perché portatori, custodi e testimoni del Risorto: “Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?! Ci ripete San Paolo. È bello pensare, verificare e credere che dentro di noi resi templi, dentro di noi santificati dallo Spirito e redenti dalla Croce, dentro le nostre chiese, rese luogo di culto per la presenza di Dio e in tutti noi radunati nel Suo nome, risuona incessante la preghiera, la lode, il canto e l’umile nostra impetrazione. Così diamo il vero culto a Dio, siamo santificati e santifichiamo nella carità e nella fede. È urgente e doveroso in questa domenica di quaresima il richiamo innanzitutto al rispetto dovuto al nostro corpo tempio dello Spirito, ma anche a quello dovuto alle nostre chiese, spesso rese luogo di chiasso e di scompostezze con la tacita approvazione degli stessi sacerdoti.


La croce fa male, e Gesù ben la conosce. Ma Lui è sempre con noi: Egli partecipa, condivide, ci cura, lenisce, consola, sana, guarisce, santifica. E se, a volte la croce ci si fa particolarmente dolorosa ecco la risposta sapiente dei Santi: “Pregate, e fate pregare, ascoltate e partecipare a Sante Messe, fate opere di misericordia, operate nella carità, che si facciano gesti concreti d’amore. Meditiamo la santa Passione, e la croce ci apparirà luminosa, diverrà balsamo, e sarà consolazione alle nostre sofferenze. Gesù stesso diventa l’anestesia che placa, mitiga, rende lieve e soave la croce. Quanti la vogliono rigettare, e la rifiutano perché non la comprendono e la vedono oscura. E gettandola, la pongono sui fratelli, divenendo causa di maggiore sofferenza, e la loro vita perde il senso, si svuota, non ha più motivazione, si fa povera. Si tuffano di conseguenza nei piaceri della terra, della materia e finiscono per essere schiacciati dall’angoscia, dalla schiavitù. Questi piaceri si rivoltano poi contro di essi e li conducono alla morte. Vivendo con il Signore invece ci viene donata la pace. Chi rinnega la croce di Cristo e si allontana da Lui viene coperto dalla croce del diavolo che è più pesante si trasforma in una prigione che conduce alla disperazione. Salvaci, Signore Dio nostro!

Apoftegmi - Detti dei Padri

«Un fratello disse al padre Antonio: "Prega per me!". L'anziano gli dice: "Non posso avere io pietà di te, e neppure Dio, se non sei tu stesso a impegnarti nel pregare Dio"».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

COME CELEBRARE L'UFFICIO DIVINO DURANTE IL GIORNO

Come dice il profeta: «Sette volte al giorno io ti lodo» (Sal 118,164). Questo numero di sette sarà da noi raggiunto se compiremo i doveri del nostro servizio alle Lodi mattutine, a Prima, a Terza, a Sesta, a Nona, ai Vespri e a Compieta, perché appunto di queste Ore diurne il profeta ha detto: «Sette volte al giorno io ti lodo». Infatti riguardo alle Vigilie notturne lo stesso profeta dice: «Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode» (Sal 118,62). In queste Ore dunque eleviamo lodi al nostro Creatore per le sentenze della sua giustizia (Sal 118,62 e 164), cioè alle Lodi mattutine, a Prima, a Terza, a Sesta, a Nona, ai Vespri e a Compieta; e di notte alziamoci a rendergli grazie.


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