Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Lunedì 08 luglio 2013

In te saranno benedette tutte le nazioni...

Iniziamo oggi dalla prima lettura. In queste settimane stiamo leggendo il libro della Genesi. Giacobbe, dopo aver ricevuto la benedizione del padre Isacco, deve fuggire dinanzi alla furia e alle minacce del fratello Esaù che ne è stato privato... Nella fuga verso Carran, verso l'Oriente, da cui era venuto il nonno Abramo, nella sosta notturna prende sonno e vede la famosa scala dove angeli scendono e salgono. Qui Dio si fa a lui presente e gli promette che quella terra su cui riposa, gli sarà data come eredità e che nel suo nome saranno benedette tutte le nazioni. La promessa fatta ad Abramo viene così riaffermata. Il "benedetto" per eccellenza della stirpe di Abramo e discendente di Giacobbe è Gesù che diventa "benedizione" per quanti accolgono con fede il suo insegnamento, come oggi ce lo presenta la pericope del vangelo tratta da Matteo. Egli è benedizione per la povera donna che soffre di emorragia. La sua fede nella potenza risanatrice del Signore Gesù le dona la guarigione. È benedizione per la famiglia di uno dei capi dei Giudei la cui figlia giace morta in casa: A lei Gesù ridona la vita... Egli è fonte di benedizione per tutti noi che a lui ci affidiamo... ma ci viene chiesta una fede forte come quella della donna malata: "Se riesco anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita". Signore, noi non solo tocchiamo il tuo Corpo e beviamo il tuo Sangue, ma ci nutriamo di te nell'Eucaristia... Eppure ci sentiamo malati... forse perché ancora ci crediamo poco. Invochiamo allora: risanaci dalle nostre infermità!


Apoftegmi - Detti dei Padri

Non è necessario dire tutto quel che si pensa; ma è necessario pensare tutto quel che si dice.


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

PROLOGO ALLA REGOLA DI SAN BENEDETTO

Concludendo così le sue parole, il Signore attende che ogni giorno noi rispondiamo coi fatti alle sue sante esortazioni. Ed è appunto per emendarci dai nostri vizi che ci vengono concessi in proroga i giorni di questa vita, secondo il detto dell'apostolo: «Non sai che la pazienza di Dio ti spinge alla conversione?» (Rm 2,4). E infatti il misericordioso Signore dice: «Non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva» (Ez 33,11). Quando dunque, fratelli carissimi, abbiamo chiesto al Signore chi avrebbe abitato nella sua tenda, abbiamo inteso le condizioni per potervi dimorare; ma solo se adempiremo i doveri di chi vi risiede saremo eredi del regno dei cieli.


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