Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Martedì 09 ottobre 2012

Maria ha scelto la parte migliore...

Un altro insegnamento di Gesù che sposta completamente la nostra attenzione a un'altra categoria fondamentale dell'essere cristiani. E' il Vangelo delle due sorelle, Marta e Maria, che accolsero Gesù nella loro casa. Maria, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. Marta invece era tutta presa nel preparare il necessario agli ospiti. Ecco allora la sua spontanea protesta, e comando che Gesù le dia una mano per convincere sua sorella. Ed egli le risponde in modo forte e comprensivo. “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti affanni per molte cose, ma Maria si è scelto la parte migliore”. Non è che l'occupazione di Marta sia disdegnata da Gesù, tanto meno condannata. C'è una gerarchia di valori. Se infatti cominciamo col disperderci, come fa Marta, anche per cose necessarie, difficilmente troveremo un equilibrio di vita. Non si può avere occhi cristiani, se questi non si sono immersi nella luce di Dio, “nella tua luce vediamo la luce”. Non si può avere un cuore cristiano se questo cuore non ha imparato a vibrare alla parola di Dio nel silenzio della contemplazione e della preghiera. La parola di Gesù è la prima opera di misericordia del Padre verso tutti i suoi figli. Per questo i discepoli dicono: “Non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense, e ancora: “Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Come conclusione è bello quello che fa dire Agostino a Gesù per Marta “Tu stai navigando, essa è già in porto”.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Un anziano diceva: «Non far mai nulla senza pregare e non avrai rimpianti».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

I FRATELLI INFERMI

Per gli infermi ci sia un locale a parte destinato a tale scopo e un fratello infermiere pieno di timor di Dio, diligente e premuroso. L'uso dei bagni agli infermi si conceda ogni volta che è necessario; ai sani invece, specialmente ai più giovani, si permetta più di rado. Ai fratelli molto malati e ai più deboli si conceda anche di mangiare carne per rimettersi in forze; ma appena si siano ristabiliti, tutti si astengano dalle carni, come di consueto. Quindi l'abate abbia sommamente a cuore che gli infermi non siano trascurati dal cellerario o dagli assistenti; è responsabile lui di ogni mancanza dei discepoli.


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