Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Venerdì 04 maggio 2012

Io sono la via, la verità, la vita.

Una frase di Gesù tra le più conosciute e tra le enigmatiche nella semplicità e completezza. Con tre sostantivi Gesù descrive il suo mistero; accosta tra di loro realtà completamente diverse. La via rappresenta la materialità, un essere concreto. La verità indica un concetto astratto, che in Cristo diventa però concretezza in un preciso riferimento. La vita ci proietta in un mistero che non è conoscibile con le uniche facoltà. Gesù non mette semplicemente una, vicina alle altre, queste tre realtà; indica una precisa relazione che trova in Lui il vero fondamento. Senza di Gesù la nostra vita è un rincorrere affannoso di tante strade, che non trovano una vera méta. Tra tante vie che troviamo davanti, la verità in Cristo ci indica un percorso sicuro per la nostra vita. Tra tante verità che il mondo ci propone, in Cristo troviamo l'unica Verità che ci fa percorre la Via per la Vita eterna. La Vita indica che la nostra esistenza non è legata alla sola temporalità e alla contingenza terrena. La Vita Eterna, donata da Cristo è la Vita in Dio, nella comunione del suo Amore Eterno ed infinito. Come fare però per rinnovare la Vita? Lo strumento è la Verità che Cristo ci fornisce. La sua Parola è la vera Parola che rinnova perché contiene l'unica Verità che non muore mai. I suoi insegnamenti, per la Vita sono la Verità. Come usare questi strumenti? Come realizzare questa Parola di Vita Eterna nella nostra esistenza? Gesù, con il suo esempio ci fornisce la strada. Impariamo dalla sua misericordia, dalla sua mitezza, dalla sua disponibilità, dalla sua docilità e scopriamo le virtù da realizzare concretamente, giorno per giorno.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Dicevano dell'Abba Agatone che si mise per tre anni una pietra in bocca, finché non imparò a tacere.


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

IL LAVORO MANUALE QUOTIDIANO

Soprattutto è necessario incaricare uno o due anziani, i quali facciano il giro del monastero nelle ore in cui i fratelli devono dedicarsi alla lectio divina, per vedere se per caso non ci sia qualche fratello accidioso che si dà all'ozio o alle chiacchiere e non è intento alla lettura; e così non solo è inutile a se stesso ma distrae anche gli altri. Se lo si trovasse - non sia mai! - un tipo così, lo si rimproveri una prima e una seconda volta; se non si corregge, sia sottoposto alla disciplina regolare con tale severità che gli altri ne abbiano timore. Né un fratello si intrattenga con un altro nelle ore non permesse.


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