Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Venerdì 08 maggio 2009

Io sono la via, la verità e la vita.

«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti». Quando Giovanni riporta queste parole di Gesù, il Signore già da molti anni è partito dai suoi. Essi ora attendono di incontrarsi nuovamente con lui. Di qui il valore di queste parole del Signore che conferiscono certezza nell'attesa. Anche noi incontriamo Gesù nel mistero, nella liturgia, nell'assemblea eucaristica... Anche a noi fa piacere poter ripetere: chi incontra Gesù incontra il Padre, uniti a Gesù siamo nella via vera della vera vita. Ma non siamo uniti al Signore se non siamo uniti ai fratelli, e se non riconosciamo il posto che ciascuno di loro ha nella Casa del Padre. La risurrezione del Cristo avverrà quanto a Davide avvenne per segno. Suscitare e risuscitare nella lingua greca, in cui sono scritti gli Atti degli Apostoli, sono il medesimo verbo. La morte non sarà il tragico crollo di tutte le speranze. Sarà la venuta di Cristo a prenderci per portarci a vivere eternamente con lui e con il Padre. Dio lo ha risuscitato dai morti, e ora lo attestano risorto i suoi discepoli. Predicare significa sempre proclamare che Gesù è risorto dalla morte.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Un giorno a Sceta si scoprì che un confratello aveva peccato; gli anziani si riunirono e mandarono a chiamare l'Abba Mosè, dicendogli di venire; ma quello non volle andare. Allora il presbitero lo mandò a chiamare dicendo: Vieni, poiché la comunità dei confratelli ti attende. E quello, levatosi, andò. Tuttavia portando con sé una cesta vecchissima, la riempì di sabbia e se la trascinò dietro. Quelli gli andarono incontro dicendo: Che significa, o Padre? E il vecchio rispose loro: I miei peccati scorrono a profusione alle mie spalle e io oggi sono venuto a giudicare i peccati altrui? Allora essi, sentendolo, non dissero nulla al confratello, e anzi lo perdonarono.


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

I FRATELLI CHE SI TROVANO MOLTO LONTANO DALL'ORATORIO

I fratelli che lavorano molto lontano dall'oratorio e non possono accorrervi all'ora stabilita, e l'abate sa che è veramente così - celebrino l'Opus Dei nel luogo stesso dove lavorano, inginocchiandosi con santo timor di Dio. Così pure i fratelli che sono in viaggio non lascino passare le ore stabilite per l'Ufficio divino, ma lo dicano da soli come meglio possono e non trascurino di rendere a Dio il debito del loro servizio.


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