Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Commento alle Letture

Venerdì 06 ottobre 2006

Chi disprezza voi, disprezza me...

Già il brano evangelico letto ieri concludeva con un giudizio negativo sulla città che avrebbe rifiutato i messaggeri del Vangelo, affermando che "in quel giorno" – nel giorno della venuta del Signore - essa sarà trattata più duramente di Sodoma. Anche oggi sentiamo: "Guai a te, Corazin, guai a te, Betsaida", invettive rivolte alle città nelle quali Gesù aveva svolto in gran parte il suo ministero. All'annuncio profetico di Gesù e ai miracoli compiuti, esse si sono rivelate "impenitenti", curiose e desiderose più di benefici che di conversione. Al punto che due città pagane, note per i loro vizi e le loro ingiustizie, Tiro e Sidone, di fronte a simili iniziative divine "già da tempo si sarebbero convertite, vestendo di sacco e coprendosi di cenere". Questa valutazione storica di Gesù anticipa il giudizio ultimo e segna il suo verdetto sulla mancata rispondenza alla sua proposta di salvezza. Sodoma, Gomorra, Tiro, Sidone, Ninive, Babilonia, tutte città che Israele considerava il peggio, sono un nulla di fronte al male del rifiuto della visita del Signore. Tuttavia, se Cafarnao "sarà precipitata fino agli inferi", anche là Gesù scenderà a visitarla, perché l'ama, come tutte le altre. Ora questa azione missionaria dovrà essere continuata dai suoi inviati. La luce è fatta per illuminare, il bene è fatto per espandersi, perciò il missionario è obbligato a illuminare con la verità di Cristo. Di fronte al rischio degli uomini che possono accettare o rigettare la verità del Vangelo, la parola di Gesù è chiara: "Chi ascolta voi ascolta me e chi disprezza voi, disprezza me". Gesù manda i suoi, affidando loro un tesoro e vuole che lo facciano conoscere a tutti i popoli della terra.


Apoftegmi - Detti dei Padri

Un fratello si recò presso un anziano che abitava al Monte Sinai e gli domandò: «Padre, dimmi come si deve pregare, perché ho molto irritato Iddio». L'anziano gli disse: «Figliuolo, io quando prego parlo così: Signore, accordami di servirti come ho servito Satana e di amarti come ho amato il peccato».


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

I SETTIMANARI DI CUCINA

Chi sta per uscire di settimana, il sabato faccia le pulizie; lavi i panni con cui i fratelli si asciugano le mani e i piedi; tanto poi chi finisce quanto chi inizia il turno lavi i piedi a tutti. Chi esce di settimana riconsegni puliti e in buono stato gli utensili del suo ufficio al cellerario, e questi a sua volta li consegni al fratello che entra in servizio, in modo da sapere quello che dà e quello che riceve. Un'ora prima della refezione i settimanari prendano, oltre la razione stabilita, un bicchiere di vino e un po' di pane per ciascuno, perché all'ora del pasto possano servire i fratelli senza lamentele e senza eccessiva fatica; nei giorni festivi però attendano sino alla fine della Messa.


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